La voce ammaliante di Erika Grimaldi

Tutti gli amanti dell’Opera Lirica hanno un artista nel cuore, un interprete che adorano, che stimano, che seguirebbero ovunque pur di ascoltare la sua voce.
Erika Grimaldi è conosciuta in Italia e all’estero ed è seguitissima sui social.
Reduce dal recente successo di Bologna con l’“Andrea Chénier” di Giordano, dove ha indossato le vesti di Maddalena de Coigny, il celebre soprano astigiano si prepara a tornare al Teatro Regio di Torino dove sarà Aida.

L’INTERVISTA

Erika, come scopri la tua passione per il canto? Raccontaci come sei arrivata al successo. Ho sempre amato la musica e, soprattutto, suonare il pianoforte. Dietro suggerimenti di persone che mi avevano ascoltato cantare, all’età di sedici anni ho partecipato a un’audizione per la classe di canto in conservatorio e sono stata scelta. Preciso che, all’epoca, non conoscevo ancora bene il canto lirico per cui il mio percorso è iniziato quando mi hanno preso. Dopo il primo anno di studi, mi sono però così appassionata al punto da diplomarmi prima in canto e poi in pianoforte.
Una persona a cui devi tanto? Sicuramente la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto sul piano morale ed economico. Ma dal punto di vista artistico non posso non ringraziare la mia insegnante, Gabriella Ravazzi, che mi ha seguito sin dall’inizio e con la quale ancora mi confronto, perché nessuno mi conosce meglio di lei.
Il personaggio che hai interpretato in cui ti riconosci maggiormente e perché. Sono tanto legata a Mimì, innanzitutto perché “La Boheme” è stata la prima Opera che ho cantato su un palcoscenico importante, e ciò ha determinato la svolta decisiva della mia carriera. Inoltre Mimì è il ruolo che ho interpretato di più in assoluto, l’ho approfondito molto, lo sento mio. Non è da escludere però che possa innamorarmi, in futuro, di un personaggio che finora non ho cantato.
Ti definisci più verdiana o pucciniana? Ho studiato sia Puccini che Verdi. Li amo entrambi, sono geniali, pur essendo diversi. Per le caratteristiche della mia vocalità sono più vicina a Puccini.
La tua interprete preferita?
Adoro i cantanti del passato, ce ne sono alcuni di ineguagliabili. Io non li prendo a esempio, perché ognuno deve avere il suo stile, ma li considero uno spunto a cui riferirsi.
Alludo a Maria Callas, Renata Tebaldi, Anna Moffo, una grandissima artista che forse al suo tempo non ha ricevuto l’attenzione che avrebbe meritato, e Maria Chiara.

Chi è Erika Grimaldi lontano dal palcoscenico? Una persona normale, semplice, che fa le cose comuni a tutti. Sono una mamma, ho due bimbi, mi piace stare con loro. La musica accompagna la realtà di casa: spesso i miei figli mi imitano, cantando anch’essi, e a volte mi rimproverano invitandomi a star zitta perché faccio troppo rumore [sorride, ndr].
Cosa rappresenta per te il mondo della Lirica e la musica in generale? La musica per me è vita. Durante il lockdown non ho lavorato in teatro, ma non ho smesso di studiare e di ascoltare brani. La musica è parte integrante di me e, suppongo, di ogni artista. Essa è un dono che ricevi e senza cui non riesci a stare. Per quanto riguarda la Lirica, qui entriamo nell’ambito della mia professione ed essere cantante d’Opera è la cosa che io desidero più di ogni altra. La pandemia mi ha tenuto lontano dal lavoro e mi sono mancate molto le prove, gli incontri con i colleghi, lo spostarsi da una città all’altra, da un teatro all’altro, il profumo che si respira sul palcoscenico. Una routine che ha il suo fascino!
Il tuo sogno nel cassetto? Ne ho tanti di sogni. Il principale l’ho realizzato: sin da ragazzina volevo cantare. Diciamo che mi piacerebbe interpretare qualche personaggio nuovo ed esibirmi in teatri dove non sono ancora stata.
Il tuo prossimo futuro? Sarò Aida a Torino, per l’appunto un nuovo personaggio per me. Sono contenta di tornare al “Regio”, dove mi sono esibita in quasi tutte le stagioni, è come una seconda casa, è una gioia stare lì. Quello di Aida è un ruolo difficile, ambito da molti soprani, e io lo aspettavo da parecchio. Il momento è finalmente giunto e come sempre ho iniziato a prepararmi in anticipo!
Che consiglio daresti a ragazze talentuose che vogliono sfondare nel mondo della Lirica? Uno solo: studiare! Occorre essere formati sul piano tecnico per turbare ed impressionare positivamente chi ascolta, esprimendosi al meglio: ecco le qualità che fanno l’artista. Come per tutte le situazioni della vita, ci vuole anche una buona dose di fortuna, ma le circostanze positive arrivano per tutti, prima o poi.
Bisogna perciò farsi trovare pronti, curare un repertorio, proprio come se ci si dovesse esibire il giorno dopo.

Foto tratte dagli account social ufficiali di Erika Grimaldi

Pasquale Ruotolo, docente nei Licei Musicali, è laureato in Sociologia, Musicologia e diplomato in Pianoforte Principale. Giornalista pubblicista iscritto all’Odg Campania e all’Assostampa Campania Valle del Sarno, ha pubblicato con AeM editore nel 2009 il romanzo “Per te” e, nel 2020, con Echos, il romanzo “Anime gemelle”.