Si dice che le idee siano soltanto idee, ma alcune oltre a smuovere montagne, cercano di smuovere anche il cuore delle persone.
Prendiamo un paese, come quello di Serino, in Campania ed in provincia di Avellino, pieno di potenziale nascosto e dimenticato troppe volte.
Basti pensare al fascino della sua storia di ogni sua frazione che affonda radici nell’antichità, non tralasciando la bellezza della sua natura, fino ad arrivare all’incomparabile fascino dei suoi antichi borghi…
Forse Serino è solo una delle tante realtà inespresse del territorio campano…
Forse, delle volte, basta scavare più a fondo per riscoprire tesori nascosti, per poi accorgersi di averli avuti sempre lì, sotto ai nostri occhi…
Lo sa bene Laura Rocco, serinese DOC, una visionaria e sognatrice che vuole ricordare a tutti l’immenso splendore del suo paese.
Da sempre attiva nel sociale, Laura ha dimostrato di avere perseveranza nel realizzare i suoi sogni, concretizzandoli con un immenso successo, sia grazie al suo locale nel cuore della Frazione di Canale di Serino: “La Locandiera”, sia col festival annuale di “Canalarte” che valorizza, ormai da tempo, gli artisti di strada, riscoprendo la musica popolare e facendo apprezzare la gastronomia e l’artigianato locale, in un’atmosfera folklorica fuori dal comune.
“Serino Humanitas” di Laura Rocco, lavora e opera su più campi per il sociale, non ultimo la cultura.
Domenica 20 novembre, nella storica dimora “Iannelli” risalente al 1712, situata nella frazione di Raiano, l’associazione ha presentato il libro dello storico serinese Ottaviano De Biase sulla vita del noto santo Giuseppe Moscati. Insieme all’autore, c’è stata la partecipazione straordinaria del professore universitario ed ecologista Giovanni De Feo. Il compito di un bravo storiografo, è quello di ricercare la verità, la stessa verità che nella vita, ognuno di noi cerca di trovare per dare un senso più profondo. “Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”… Spesso ci si dimentica di quanto il passato possa essere il punto di forza per lo stesso futuro. L’evento è riuscito nel proprio intento, ossia quello di aggregare la comunità serinese nel presente.
Ma tutti i sogni, all’inizio sono sempre costruiti su basi poco tangibili, ma basta anche solo una scintilla per illuminare la più oscura delle tenebre…
Non ci resta così, che dare la parola all’artefice di questa reale speranza, Laura Rocco…

L’INTERVISTA

Come nasce l’idea di Serino Humanitas? Il mio incontro con la solidarietà inizia all’età di 14 anni, partecipando a un campo lavoro con le suore vincenziane a castel Morrone per una settimana… Da allora grazie ad alcune persone come Suor Clara, Padre Biagio e Padre Giuseppe mi si è aperto un mondo. Da lì abbiamo formato un gruppo di volontariato a serino, dove andavamo a casa della gente e tra gli ammalati. Un’esperienza che mi ha portato diritto in Africa, dove vado da più di 20 anni, occupandomi di adozioni a distanza e piccoli progetti in Eritrea. Ho sempre avuto la consapevolezza che chi ha di più deve condividerlo con chi è stato meno fortunato. A maggio 2022 con delle grandi amiche abbiamo pensato di realizzare SERINO HUMANITAS, il primo spaccio solidale in Campania di famiglie, cani e gatti abbandonati. Quindi non la solidarietà ad intermittenza, e solo nelle occasioni di tragedie, ma sempre, nel quotidiano. Attualmente stiamo sostenendo tante famiglie che sono in vera difficoltà e associazioni che cibano cani e gatti abbandonati. Ma è solo uno spunto, perché il nostro intento è puntare al sociale a tutto tondo, con iniziative culturali, sportive, civili, ambientali, dando importanza ai bambini, donne, anziani, ossia la parte fragile della nostra società che va tutelata.
Il dialogo è sempre più raro, ma solo attraverso di esso si può avere un confronto… Qual è il potere che attribuisce alla parola e allo stesso dialogo? A differenza di prima, dove i telefonini erano inesistenti e l’unico modo per dire delle cose era la parola, il dialogo, le lettere, oggi purtroppo i social hanno ucciso la comunicazione. Ecco perché iniziative come il “salotto culturale” in dimore storiche di Serino, abbiamo creato appuntamenti dove il dibattito, il confronto, la parola sono protagonisti. C’è la necessità di aggregazione, di includere, di non lasciare nessuno fuori. E ognuno può dire la sua, lo scambio dialettico che avviene in questi appuntamenti è a dir poco entusiasmante e soprattutto terapeutico per chi sta solo e non sa con chi interloquire, ecco questa è un’occasione a portata di tutti, nessuno escluso.
Valorizzare il proprio territorio, attraverso la cultura al giorno d’oggi, non è mai semplice ma non di certo è impossibile… Quali sono le speranze future per il territorio e in che modo si possono concretizzare? Ho sempre avuto un grande senso di appartenenza alla mia terra. Questo territorio dalle mille possibilità turistiche, ma non del tutto espresse. Il verde è il nostro punto di forza, ma anche i piccoli borghi che esprimono un’identità rurale e di tradizione. Ben vengano le feste, Canalarte che organizzo da 25 anni è la dimostrazione di come una festa folcloristica, culturale, gastronomica, con artigiani ed artisti di strada e musica popolare, possa far conoscere un territorio al di fuori dei confini campani, diventando un punto di riferimento regionale. Io stessa 17 anni fa ho aperto un’attività ricettiva a Canale di Serino credendo fermamente nel mio sogno. Bisogna osare, avere coraggio, credere fermamente nei propri desideri ed essere folli e visionari. Ed io lo “volli fortissimamente”. Serino a pochi chilometri dalla costiera da Salerno, Benevento e Napoli può e deve diventare il polo turistico irpino, perché ad eccellenze non siamo secondi a nessuno, ma ci dobbiamo ancora lavorare tanto. In questo credo che le associazioni del territorio abbiano un ruolo importante, perché tanto fanno con impegno e sacrificio con libertà, e lo stiamo dimostrando con l’associazione Canalarte e Serino Humanitas.
“Sognare è un’arte di tanti, ma rendere i propri sogni realtà, è un’arte di pochi.” Cosa pensa leggendo queste parole? Un po’ ho già risposto prima… Crederci è fondamentale. È vero che i ragazzi di oggi si ritrovano a vivere in una società che regala pochi sogni e speranze, eppure se si ha una visione e si hanno capacità, intuito, caparbietà ce la si può fare. Mai da soli, sempre insieme agli altri che hanno i tuoi stessi ideali, allora si, che si va lontano.
