Il nuovo Vocabolario TRECCANI

Composto di 3 volumi: Dizionario dell’italiano, Dizionario storico-etimologico, Storia dell’italiano per immagini, diretto dai linguisti Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, rappresenta una svolta straordinaria in fatto di dizionari, perché contraddistinta da innovazione e inclusività, atte ad abolire gli stereotipi e le cripticità del vocabolariese, ossia quel linguaggio scarsamente comprensibile e poco amichevole che impatta male sul lettore.

La scelta fatta dai linguisti è ora quella di un nuovo vocabolario molto più semplice e fruibile, estremamente attento alla contemporaneità. Un linguaggio chiaro semplice e diretto, quindi meno colto ma più interessato alla necessità di spiegare le parole senza che ci sia bisogno di cercarne altre, finendo nella trappola dei cortocircuiti lessicografici.

Riguardo al vocabolario digitale si dimostra più accurato, controllato, ma ugualmente accessibile, oltre che più ‘certo’. All’opera, che contiene oltre 10000 citazioni e 100000 lemmi, hanno partecipato più di 10000 autori di brani. Si tratta del primo dizionario italiano in assoluto che lemmizza parole e aggettivi precedentemente esistenti solo al maschile. Cercando il significato di un aggettivo, troveremo lemmizzata la parola, visualizzata in grassetto, prima al femminile e poi al maschile. Compaiono altresì parole come architetta, soldata, notaia, medica e tante altre.

Questa del 2022 non è dunque solo una versione aggiornata rispetto a quella del 2018, bensì una versione approfondita che abolisce nella lingua italiana la distinzione di genere, aderendo alla necessità che si sentiva da tempo di un equilibrio anche lessicale tra essi. E quanto erano stanche le donne di sentir dire: queste parole meglio non usarle perché suonano male!

Altra novità, l’eliminazione degli stereotipi di genere, secondo i quali è immancabilmente la donna a cucinare o stirare e l’uomo a dirigere un ufficio, andare allo stadio, leggere il giornale.

Il nuovo vocabolario Treccani inoltre, dopo attenta selezione, introduce molti neologismi non effimeri, bensì quelli ora largamente in voga, segno di attenzione alla lingua, accoglienza nei confronti dei tempi che cambiano e del linguaggio delle nuove generazioni, più agile e moderno. Parole nuove di cui non si saprà mai la data di nascita, ma sono note le condizioni socio-ambientali che le hanno favorite. Riporto ad esempio alcuni neologismi. Legati alla pandemia: Covid-19, distanziamento sociale, lockdown, termoscanner, salto di specie. Legati alla tecnologia: DAD, infodemia, deepfake, smartworking, coworking. Legati a nuove abitudini: pescetariano, fruttariano. Legati a slittamenti semantici: tamponare (prima il significato era relativo ad incidente automobilistico, ora anche all’operazione di fare il tampone per la diagnosi di Covid). E ancora: positivo e negativo, mascherina, virale etcMolta attenzione è stata assegnata anche alla grammatica. Le voci grammaticali sono state ancora una

volta riscritte, tenuto conto che non aderiscono a norme definitivamente stabilite, ma che viceversa possono ancora essere messe in discussione, e poi il nuovo Treccani sostiene lo sforzo di rispondere a dubbi grammaticali: Si può dire latte al plurale? Si può dire i diti al posto di le dita? Sono state abolite parole fantasma ed esempi tratti da un italiano mai nato veramente. Si tratta di parole ed esempi in realtà non usati, ma che sono rimasti nei vocabolari solo per ‘inerzia’. Per i nuovi esempi, ci si è rifatti a testi scolastici e universitari, giornali, blog, alla Rete.

Ridotte il più possibile le abbreviazioni e le marche d’uso. Le prime perché nessuno legge mai la lunga lista che le spiega, per cui vengono erroneamente interpretate; le seconde perché frutto di disparate interpretazioni dei lessicografi, che possono dire di un’accezione che è letteraria, mentre un collega sostiene che è in disuso.

In sintesi, un ottimo lavoro della squadra Treccani, a partire dall’osservatorio.

La suddivisione dei tre volumi in parole da leggere, parole da capire, parole da vedere, orienta bene il lettore. La presenza di aneddoti, storie e particolarità relative alle voci, ‘racconta’ le parole descrivendone l’origine, la semantica e la storia.

La parola ci serve per narrare, ma essa stessa può essere narrata.

Foto tratta d web

Medico Pediatra, scrittrice, editor, giornalista pubblicista. Da anni si occupa della parola, con un percorso trasversale che va dalla poesia alla narrativa, drammaturgia, saggistica. Ha al suo attivo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Solinas per il suo fantasy ‘Una magica magia’. Ha pubblicato, ‘Il mio primo sole’, edito Oèdipus, che narra la sua storia e quella del suo paese. Il suo ultimo volume è 'Arminio&Arminio' (Marlin Editore), la narrazione del poeta italiano contemporaneo più letto. www.normadalessio.it