Per volontà del pittore Luigi Grossi nasce a Napoli allo Studio 49 un teatro intitolato alla poetessa statunitense Emily Dickinson.

Chi di noi non ha un poeta preferito. Ma per Luigi Grossi, noto pittore partenopeo, è più di così. Lui ha da sempre per Emily Dickinson una ardente predilezione. Ne è così appassionato da sembrarne innamorato. La segue da sempre, e la cosa singolare è che la segue a ritroso ma anche… al presente, portandola dentro di sé e immaginandola vivere ancora.
Numerose le mostre a lei dedicate. Nel 2013 inventò per lei la stanza di Emily, esposta per la prima allo Studio 49 e poi a Sorrento.
Una mostra ‘tridimensionale’ dove lui pittore e regista ricrea la stanza dove la poetessa statunitense, scegliendo la solitudine, visse i suoi anni rinchiusa. Dal soffitto pendono i suoi abiti bianchi, che sono calchi di vestiti. Bianchi perché era quello il suo colore e bianchi anche per testimoniarne la verginità. Sugli abiti, con un gioco di luci, scorrono i suoi versi.

Dunque Giggino dei quartieri, pittore e poeta che ebbe nel celebre filosofo Aldo Masullo il suo mentore, pensa continuamente ad Emily e questa mostra diventa itinerante (Palazzo Reale, Museo Pan, Castello di Arechi…), perché la visitino sempre più persone. Alla Dickinson dedica anche tre libri di poesie.
Ieri, nel 196° anno dalla sua nascita, Luigi fa di più. Trasforma il suo Studio 49, che occupa e dirige da 41 anni, in un teatro che ha voluto dedicare a lei.
Per lei idea e mette in scena uno spettacolo intitolato Sono sposa, portato avanti dagli istrionici attori Carmela Miceli e Bruno Tirozzi ( eccezionale costumista, Annamaria Cecere).
Lo spettacolo si apre con i versi di Luigi Sono sposa.
L’attrice Carmela che interpreta la poetessa li recita con ardore.

La sorpresa è la traslazione di Emily nei nostri tempi, in cui lieta di essere ‘di carne’ si abbandona alla sua nuova vita sganciandosi da quella sacrificale del passato.
Luigi le offrirà la migliore Napoli della musica e della canzone perché possa intingere la sua sensualità in quella partenopea e gliene regala i suoni i profumi la dolce e a volte mesta ilarità.
Figureranno in scena numerose canzoni attinte dal repertorio classico napoletano e che vedranno la contenta e anche fisica partecipazione del pubblico:
Io te vurria vasa’/Era de maggio/Ta vuo fa fa’ ‘na foto/ Spingole francese/Tu sì ma cosa grande/‘Na sera ‘e maggio/ Bambenella dei quartieri e tante altre.
Gran finale: Luigi, che ha tra i suoi appannaggi anche quello di saper recitare, a memoria interpreta la poesia di Salvatore di Giacomo ‘Lassamme fa’ a Dio’.
Dopo gli applausi a scena aperta, con gli abiti di Emily che pendono sulle nostre teste quasi documentandone la presenza e i versi luminescenti che figurano sulle pareti del teatro a darci ancora suggestioni, alle undici di sera si esce nel vico Lungo Gelso a festeggiare. I Quartieri spagnoli pulsano vita come fosse giorno.
Cose che accadono solo a Napoli. Solo a Napoli e solo ospiti di Luigi Grossi, si può gustare una torta con inciso il nome di Emily per i 196 anni dalla sua nascita e noi tutti brindare a lei coi calici alzati.
Dunque a Vico Lungo Gelso è nato un teatro dedicato a lei.
Grazie Luigi.

Le fotografie sono tratte dal web