Soffi nel vento: esplorando l’animo umano e le sue emozioni

Anna Vitiello: "Le emozioni narrate in versi... l'anima si racconta, vola ed osa!"

anna vitielloFinito di stampare nel marzo 2016 e reduce da una serie di presentazioni di successo in location di alto profilo, il volume “Soffi nel vento” raccoglie 49 poesie che esplorano con delicatezza le pieghe più intime dell’animo alla ricerca del senso più autentico dell’umanità. Un obiettivo ambizioso, arduo e ancora più significativo in un momento storico in cui la cronaca internazionale svela impietosamente gli abissi di orrore in cui lo stesso animo umano può sprofondare, rinnegando perfino se stesso.

Mediavox Magazine incontra l’autrice, la sensibile Anna Vitiello, per parlare con lei degli innumerevoli affascinanti motivi e spunti della sua ispirata opera.

  • Il titolo “Soffi nel vento” sembra riferirsi a un messaggio che si muove leggero attraverso il tempo e lo spazio.  Qual è la sua essenza e chi intendi raggiungere?

Il nostro vivere è un continuo fluire di sensazioni intense ed emozioni profonde che si librano lievemente tra spazio e tempo, due dimensioni eteree che ci appartengono, ma che non possiamo afferrare e trattenere tra le dita. Attraverso la poesia deteniamo un potere che rende tutto eterno e trasformiamo le nostre emozioni in soffi nel vento, aliti leggeri che volano nell’aria. Amo definirmi ladra di emozioni perché in ogni frammento di vita, in ogni episodio vissuto mi piace scorgere l’essenzialità dell’essere e raccogliere le pulsazioni profonde, rendere mio ogni bisbiglio e ogni parola sussurrata o mai detta. E questi per me sono i soffi nel vento, le voci dell’anima che non fanno alcun rumore, eppur si fanno sentire, sono i respiri di anime che più non vogliono tacere, sono emozioni incorporee, che volano e vanno oltre lo spazio e il tempo per raggiungere coloro che li vogliono ascoltare. In “Soffi nel vento” ogni lirica ha una propria pulsazione, una sfumatura diversa dall’altra. Alcune hanno sapori e odori molto intimistici, in altre ho descritto di speranze e gioie ardenti. Racconto anche della carnalità di un amore, del fuoco di una passione che divampa e che annienta, della leggera follia di una subdola gelosia. Insomma, descrivo non solo eteree sensazioni, ma anche forti emozioni perché siamo aria e vento, ma anche carne e fuoco.

  • Nella Prefazione si sottolinea il carattere non convenzionale delle tue liriche. In che senso tu le definiresti tali?

E’ vero, non hanno niente di convenzionale. Nelle liriche che compongo non sempre seguo i dettami rigidi di una metrica ben precisa perché le parole fluiscono da sole, seguono un proprio ritmo e si trasformano in versi liberi che già sanno di infinito. Le poesie prendono vita da un’ispirazione semplice, immediata e spontanea e poi, lentamente, si arricchiscono di una lieve musicalità, sono libere da schemi metrici per meglio rivelare la potenzialità espressiva del mio sentire, attraverso il vigore della parola, che arriva con impeto all’animo di chi legge. Ogni lirica ha un proprio battito, una sfumatura diversa dall’altra, ognuna ha in sé il palpito del cuore.

  • La scelta dei curatori della raccolta di strutturarla in sette capitoli pare vincente. Qual è ilfil rouge che collega tra loro le varie tappe di questo viaggio poetico?

Il libro è articolato in sette capitoli e sette sezioni. Dietro questa suddivisione c’è un motivo particolare: la nostra anima racchiude in sé tante stanze, in cui ognuno ripone un mondo tutto suo. In ogni stanza nascondiamo sorrisi ricordi, gioie e dolori: sono le nostre stanze! Stanze di emozioni, sapori e poesie, il filo conduttore è la nostra stessa passione, è l’amore che tutto muove. La scelta del numero non è stata casuale: il Sette, simbolo per eccellenza della ricerca mistica, rappresenta ogni forma di scoperta e conoscenza. Con il numero Sette si va all’esplorazione delle parti più intime dell’esistenza per poi giungere alla scoperta del suo significato più profondo: sette sono i veli che devono esser scoperti per arrivare all’illuminazione finale. Mi è sembrato di scorgere, in tutto ciò, un’analogia con il modo di fare del poeta, che va al di là dell’esteriorità dell’essere, per scoprire ed arrivare a rapire l’essenza di un mondo nascosto.

  • Hai scelto di dedicare a tua figlia un’opera che narra i moti del cuore e della mente. Per te è quello materno l’amore più importante, il principe dei sentimenti?

È la forma di amore per eccellenza, quello totale e incondizionato. L’amore materno è un legame intenso che completa, unisce e mai separa, un amore che porta alla scissione di una sola anima in due corpi. I figli sono la parte migliore di ognuno di noi, quella parte alla quale dedichi spazio, tempo, desideri, gioie, fiducia e amore. Accettare che seguano il proprio percorso ci rende consapevoli di quanta forza abbiamo dentro, di quanto amore saranno capace di dare.

  • Nella società attuale, tra messaggistica istantanea, social network ed emoticon che sostituiscono le parole, quale pensi possa essere il ruolo della poesia?

La poesia non ha tempo, ma è figlia di tutti i tempi. È vero che il nostro tempo si basa principalmente sul culto delle immagini e la parola sembra perdere il suo ruolo fondamentale, tutto si consuma velocemente, in spazi e tempi effimeri, ma la parola non può esser in alcun modo sostituita da immagini prive di suono: la sua efficacia comunicativa nasce dalla sua armonia interna e dal suo fragore intrinseco. La parola aiuta a esternare e a raccontare slanci emozionali che ci appartengono e, talvolta, reprimiamo, pur di voler apparire diversi. La parola ha la forza di diventare poesia e apre l’anima in una sorta di confessione; chi scrive di sé compie un gesto simbolico, offre un po’ del suo mondo e delle sue sensazioni a chi legge. Talvolta l’uso della parola fa sì che ci spogliamo di quei sottili, ma pesanti veli che ci impediscono di guardare oltre e soffermarci ad apprezzare ciò che l’altro può offrirci: ecco perché è importante porre l’accento sulla forza prorompente che ha la parola di farsi fonte di energia esplosiva e mezzo comunicativo dei nostri sentimenti. La poesia ha valenza in ogni tempo, anche in questo nostro tempo, perché è quel fluido vitale che rapisce le parole per creare racconti di emozioni e percezioni. Tutti noi siamo fatti di emozioni che si esprimono solo attraverso le parole e, quando queste ultime, nel narrare ciò che abbiamo dentro, acquistano un ritmo e una musicalità senza eguali, prendono vita le poesie. Siamo emozioni, dunque siamo poesia. Nell’anima dimorano le emozioni, ognuno di noi ha un’anima, per cui ognuno di noi può essere un poeta.  

  • L’opera è stata realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Mediavox. Quali input hai ricevuto da questa partnership?

E’ stata una vera e propria collaborazione, improntata su un continuo scambio di concetti e idee. Un feeling particolare ci ha unito fin dall’inizio, bastava guardarsi e si capiva già, senza troppi giri di parole, la direzione da prendere. Un lavoro di perfetta sintonia, dove ogni scelta è stata presa con la giusta intesa. Una partnership che, sicuramente, non si esaurisce nell’immediato, ma avrà un suo prosieguo.

  • Ci parli dei tuoi progetti? Ci saranno altre raccolte di poesie? O intendi metterti alla prova anche in altri generi letterari?

Bisogna sempre cercare di creare nuovi stimoli e di arrivare a nuovi orizzonti, è proprio questo il desiderio che ti spinge a crescere e a migliorarti. In produzione c’è una nuova raccolta di poesie, il cui titolo è “Ombre di luce”. Un romanzo? Mai dire mai.

 

Laureato con lode in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II con specializzazione in Relazioni Internazionali, perfeziona la sua formazione attraverso master di secondo livello, stages ed esperienze formative e lavorative di carattere amministrativo. Svolge attività di traduzione e consulenza linguistica in inglese, francese e spagnolo. È socio fondatore e vicepresidente dell’Associazione Culturale Mediavox.