LA CLASSE DEI BANCHI VUOTI

L’Istituto G. Amendola, diretto dalla Prof.ssa Antonella Esposito, ha onorato il consueto appuntamento con la Giornata del Ricordo, dandole però un significato diverso, più esteso: la memoria storica di eventi dimenticati, la memoria intesa come salvaguardia contro ogni forma di violenza

Bertolt Brecht diceva La matrice che ha generato questo mostro è ancora feconda, alludendo principalmente alla barbarie nazista. Ma l’odio e la barbarie possono assumere volti diversi, degenerare in molti modi. Abbiamo voluto parlare perciò anche di mafia o di guerre dimenticate. Abbiamo sottolineato che bisogna vigilare affinché l’odio venga sempre sconfitto. Alla scuola, il compito di EDUCARE ALLA MEMORIA.

Ed è bellissimo accogliere un patrimonio di competenze esterne, un Know how dal territorio, quello dell’associazione Libera presieduta da Don Luigi Ciotti e accogliere il regista e attore Giovanni Esposito, utilizzare le competenze teatrali per stimolare riflessioni nei ragazzi. Abbiamo dunque proposto agli alunni di terza la partecipazione allo spettacolo teatrale “La classe dei banchi vuoti”, ispirato all’omonimo libro di don Luigi Ciotti e Sonia Maria Luce Possentini, di e con Giovanni Esposito, prodotto dalla compagnia Teatri d’Imbarco con la regia di Nicola Zavagli e la collaborazione di Libera Associazione Nomi e Numeri Contro la Mafie.

Tutte le classi hanno seguito l’evento in diretta attraverso i device in dotazione nelle aule; nell’auditorium, invece, 70 ragazzi, ovvero le due terze provenienti dal plesso di Lavorate e poi una rappresentanza di tutte le terze di via Roma. Al termine, le classi coinvolte hanno partecipato al dibattito portando il loro contributo con domande e riflessioni.
In scena, Giovanni Esposito, un nostro concittadino, referente provinciale Libera Associazione Nomi e Numeri contro le mafie, artista, educatore, coordinatore progetti educazione alla legalità e cittadinanza attiva in Toscana, anche nella scuola di Greve in Chianti.

LA CLASSE DEI BANCHI VUOTI, è il titolo del libro di Ciotti.
Nove storie, nove vite interrotte. Immagini e parole per ricordare i bambini uccisi dalle mafie in Italia.

  1. Giuseppe Letizia fu ucciso a 12 anni in ospedale a Corleone dopo aver involontariamente assistito all’omicidio di Placido Rizzotto. Ne rimase così sconvolto che, in ospedale, in stato di incoscienza, non faceva che ripetere di aver assistito al fatto. Fu ucciso dietro ordine del direttore dell’ospedale, capomafia della zona.
    2 e 3. Nadia Nencioni sognava di essere una principessa. Era contenta che fosse arrivata la sorellina Caterina, con un nome tanto regale, che presto la avrebbe accompagnata nei suoi giochi. Nadia
    e Caterina sono morte a 9 anni l’una e meno di due mesi l’altra, durante la strage mafiosa di Via dei Georgofili, a Firenze.
  2. Domenico Gabriele, Dodò aveva 11 anni e, amava, come tutti i bimbi, tirare calci ad un pallone. Dodò moriva a Crotone, proprio mentre rincorreva libero e leggero la sua palla, durante una partita, colpito da un proiettile, destinato ad un esponente della ‘ndrangheta.
  3. Benedetto Zuccaro aveva 13 anni e si sentiva grande e forte. Con un gruppetto di amici di poco più grandi di lui aveva scippato una vecchia signora. Non sapeva che quella donna era la madre di un boss locale. Per questo fu rapito e ucciso insieme ai suoi amici. Aveva 13 anni.
  4. Il magistrato Alfonso Lamberti era in macchina con la figlia Simonetta, a Cava de’ Tirreni. Anche lui sopravvisse ad un attentato. Simonetta no. Aveva 11 anni.
  5. Annalisa Durante aveva, invece, 14 anni quel giorno. A Forcella, Napoli, fu uccisa in strada, vittima inconsapevole di un agguato ad un camorrista.
  6. e 7. Giuseppe e Salvatore Asta erano due gemellini di 6 anni. Una mattina come tante erano in macchina con la mamma che li portava a scuola. Quella mattina la loro auto si trovò per pura casualità a fianco di quella del magistrato Carlo Palermo. Una bomba destinata a lui li uccise. Il magistrato sopravvisse.

Nove vite spezzate, bruscamente, all’improvviso, troppo presto.


Ringraziamo le Funzioni Strumentali che hanno organizzato, cioè Sofia Leonetti e Melissa Chantal Salerno, ringraziamo Libera, rappresentata dai referenti Anna Garofalo e Riccardo Falcone, e soprattutto l’attore Giovanni Esposito.

Oggi, 27 gennaio si continua. Appuntamento alle 17 nel plesso di Lavorate per un interessante convegno sulle guerre dimenticate.

Sonia D’Alessio è nata e vive a Sarno, dove insegna da più di trent’anni Lettere. Con i suoi racconti, i romanzi, i manuali Invalsi, le favole e le fiabe è autrice di successo per l’editoria scolastica ed esperta di animazione alla lettura nelle scuole di ogni ordine e grado. Oltre a "Lascia che sia" (2012), ha editato "Leggere e scrivere fiabe" per "Medusa" (2013), "Raccontare per..." (2014), il romanzo-blog "Cuore2.0" (2015), "Simulando s'impara" (2015) e "Favolando s’impara" (2017). E’ co-autrice dell’antologia scolastica Garzanti-De Agostini "Giovani lettori" (2018). Suoi sono i romanzi "Storie di bulli" (NorthEast 2017) e "Il bambino soldato" (2017). Per le sue poesie è stata selezionata da Elio Pecora, per la casa editrice Pagine, tra i primi cinquanta autori italiani (Il cammino della poesia, 2013; I poeti contemporanei, 2012). Ha fondato e cura il giornale d’istituto web e cartaceo "L’Amendolina", vincitore di una decina di premi nazionali