Carmen D’Auria: l’arte che esorcizza le paure

Carmen D’Auria nasce a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1975, dove attualmente vive e lavora. Laureata in discipline decorative presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 2001, è un artista poliedrica e introspettiva, dotata di un sensibilissimo occhio interiore. Nel corso della sua attività artistica ha partecipato a importanti collettive d’arte a livello nazionale e organizzato diverse personali nella regione Campania. Le sue opere giovanili, comprese nel periodo dal 1998 al 2002, denotano un forte segno simbolico e per certi versi anche surrealista. I colori e la trama di queste opere, realizzate con la tecnica dell’acrilico su tela o su carta, oppure con la tecnica mista, sono molto gradevoli ed esprimono una cifra stilistica a rappresentazioni immaginifiche. Protagonista dei dipinti è la donna, che si caratterizza come un’eroina romantica.

Le donne di Carmen D’Auria hanno una potenza “erotica” notevole, che portano in luce i stereotipi di una cultura patriarcale e maschilista, che nega alla donna la sua libertà di autodeterminarsi. Molto interessante anche la sua interpretazione dei miti, che nella sua pittura vengono rivisitati ed adattati al linguaggio contemporaneo. L’epopea delle donne di Carmen D’Auria si tinge quindi di significati rivoluzionari ed emancipativi. Le sue donne, pur sconfitte all’apparenza dalle leggi della società, hanno un moto ascensionale che li spinge ad essere libere e leggere come le farfalle, perché attraverso la leggerezza la donna ritrova la sua essenza.

Tutta la sua produzione, pur esprimendo stati d’animo dolorosi o gioiosi, è un inno alla libertà e alla vita. Le opere più recenti, dove il racconto si fa più drammatico, si contraddistinguono per rimandi erotici quasi “fumettistici”. La donna che dipinge Carmen D’Auria è soprattutto una resiliente, che non si arrende alla prepotenza del maschio e del potere. Molto interessanti anche le opere fotografiche in cui l’artista, con giochi di luce e di ombre, mette in risalto la sua immagine, che come in uno specchio riflette la sua anima innocente e nuda. Gradevolissime e piacevoli le concrezioni realizzate attraverso la tecnica del papier machè, che costituisce una delle due tecniche fondamentali della cartepesta e si realizza attraverso la preparazione e l’impiego di un impasto di carta e colle naturali, a differenza dell’’altra tecnica, il Papier Collé che utilizza più fogli di carta intervallati da strati di colla (maschere veneziane). Il suo massimo impiego, l’ha avuto dal XVI al IXX secolo. In conclusione possiamo affermare che Carmen D’Auria è un artista che usa un linguaggio visionario, con forti contenuti e tensioni ideali. Perché l’arte, che vive ogni giorno con passione, è una invocazione dello spirito che cerca di esorcizzare le sue paure e le sue fragilità.

I fili che intesse, gli intrecci relazionali, i volti anonimi delle maschere che dominano la scena, gli animali (serpenti, pesci e cavalli), le gabbie e i paesaggi sognati, hanno una forte valenza introspettiva, infatti attraverso il simbolo Carmen racconta e svela la sua anima, ma non solo. Le sue opere esprimono pure una forte denuncia politica e sociale nei confronti di una società che relega la donna ad un ruolo secondario. L’artista attraverso le metafore simboliche ci rivela il suo universo sotterraneo, che appartiene alla sfera psichica, dove solo l’allusione può svelarne misteri e segreti. Le opere comprese nel periodo dal 2003 al 2006 sono caratterizzate da accenni erotici fortemente ironici. I corpi e i volti vengono volutamente deformati per stigmatizzare l’arroganza del maschio e del suo mito di possesso. Allo stesso modo le opere grafiche realizzate nel periodo compreso dal 1997 al 2006 si distinguono per lo stesso linguaggio simbolico e onirico e riflettono il dramma della donna alla ricerca del proprio io, schiacciato dalle catene delle convenzioni sociali.

E' un eccezionale Artista, molto apprezzato anche grazie agli importanti Eventi, nazionali ed internazionali, a cui ha partecipato in veste di organizzatore. E’ un fine poeta. Impegnato nel mondo dell’associazionismo e del Sociale.