Intervista ad un’artista creativa ed originale. Una pittrice che ama comunicare attraverso l’uso forte delle espressioni facciali. I suoi ritratti esprimono sentimenti tridimensionali: Elvira Landi.

Chi è Elvira Landi, si presenti… Mi chiamo Elvira Landi, ho 27 anni e vengo da un piccolo paesino di campagna in provincia di Salerno. Mi sono diplomata al Liceo Artistico Sabatini – Menna di Salerno nel 2015. Concluso il liceo, ho abbandonato l’idea di iscrivermi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli perché avevo il desiderio di sperimentare nuove forme d’arte, come in questo caso la musica. Ho intrapreso così questo nuovo percorso musicale, in particolare mi sono avvicinata allo studio della chitarra e del canto, pop e jazz, da lì ho sperimentato anche il cantautorato ed ho pubblicato dei singoli su Spotify e YouTube. In contemporanea, ho continuato a coltivare la pittura, che da sempre fa parte di me. Attualmente mi dedico ad entrambe queste passioni, ma con esse ce ne sono tante altre nel cassetto. Amo fare i dolci, cucinare, leggere, scrivere, ho tantissimi diari lasciati incompiuti, amo fare lunghe passeggiate, anche da sola, dedicarmi alla mia famiglia,fare sport. In sostanza, tutto ciò che è arte mi affascina e mi rende felice. Se potessi frequenterei ogni giorno un corso diverso, che sia ceramica, scultura, e quant altro. Amo sperimentare cose nuove, imparare quanto più posso, mettermi alla prova.
Che rapporto ha con la sua città? Amo tantissimo il paesino in cui vivo, sono molto legata alle tradizioni, alle usanze popolari, da sempre mi affascinano e fanno parte di me, del mio passato, presente e futuro. Sono cresciuta a Filetta, in provincia di Salerno, un piccolo paese tranquillo, ma ricco di spunti. È come se fossimo tutti una grande famiglia. Chi resta ancorato qui, può vedere l’evoluzione delle cose, la crescita delle persone, fa un certo effetto, si ripercorrono i momenti dell’infanzia e si cerca di custodirli gelosamente. Amo anche Salerno, con le sue note artistiche, il corso, ricco di storia, la zona dei mercanti. Amo passeggiare per questi luoghi, osservare senza mai stancarmi, imparare cose che ancora non conosco. Per questi e tanti altri motivi è molto importante custodire e preservare i luoghi che ci sono stati donati. A tal proposito mi sento di portare alla vostra attenzione quanto segue.
Tramite delle associazioni e gruppi di volontari, tra cui cito l’Associazione Rareca che conosco personalmente, i colori del Mediterraneo, si sta portando avanti l obiettivo di rivalutare luoghi abbandonati a se stessi, di riqualificare zone che pululano di arte, di storia. È grazie a queste persone che il mondo è un posto migliore e dovremmo ricordarcelo sempre. Insieme si possono cambiare le cose.
Ci parli dei suoi genitori? Che influenza hanno avuto sulla sua crescita? Sono molto legata alla mia famiglia, per quanto numerosa e stramba possa essere, mi sono sempre stati vicini, mi hanno sostenuto anche quando nulla sembrava remare a mio favore, nei momenti difficili, in cui ho pensato di cedere. Loro ci sono sempre stati e per questo li ringrazio. Hanno fatto tanti sacrifici per me e spero di poterli ripagare un giorno. In particolare mio padre condivide con me la stessa passione, e non solo questa della pittura, ma anche quella del canto.
I commenti critici non mancano mai, ma questo denota un loro interesse per la mia arte. La loro presenza, in qualunque forma, è sicuramente stata determinante per la mia crescita artistica.
C’è qualche episodio della sua infanzia che l’ha segnato, in senso positivo o negativo? Più che nella mia infanzia, c’è stato un momento, in particolare, due anni fa, che mi ha fatto capire molte cose riguardo al mio rapporto con l’arte. Con il covid ho potuto constatare che l’arte è la mia ancora di salvezza, in modo automatico, senza pensarci troppo, lei è sempre lì, anche nei momenti più bui, sono sempre lì a disegnare, dipingere, creare. Mi aiuta a distrarmi e a trasportarmi in un mondo altro dove ci sono solo io e la mia pittura. È capitato che per qualche settimana io non prendessi una matita in mano e devo dire che ne sentivo la mancanza, in particolare della pittura, delle sensazioni che mi trasmette, il suo odore.
Ci parli del suo percorso di studi? Come accennato precedentemente, ho frequentato il liceo Artistico di Salerno e questa è stata in assoluto la scelta migliore che potessi fare. Quelli del liceo sono stati probabilmente gli anni più belli per me, ho conosciuto persone meravigliose che porto nel cuore, insegnanti che mi hanno dato tanto e che sono tutt’ora un punto di riferimento per il mio percorso artistico e personale. In quegli anni ho imparato a non prendermi troppo sul serio, ho sempre studiato con interesse senza però farmi sovrastare da questo. Quel posto per me è magico, mi sentivo a casa. Ogni volta che ripenso a quegli anni, gli occhi diventano lucidi e una lacrima scende sul mio viso. Quando posso vado a trovarli ancora. È stato difficile staccarmi da tutto questo, infatti finito il liceo mi sono presa un anno per decidere bene cosa volessi fare e da li poi ho intrapreso un nuovo percorso, che è quello musicale, che tutt’ora perseguo, anche se a fasi alterne. In questi anni ho continuato lo studio della pittura, seguendo dei corsi tenuti da un noto artista salernitano. Questi ultimi, mi hanno permesso di liberarmi dai dettami accademici e sperimentare senza timori. Mi sono avvicinata alla pittura ad olio e me ne sono innamorata. Negli anni ho preso parte a molti concorsi artistici in tutt Italia, ne cito alcuni : San Matteo patrono di Salerno nel 2016; Arte Firenze nel 2016; Incontri d’autore in cattedrale nel 2017; Arte Salerno 2017; Personale d’arte nel 2019,presso residenza familiare; Mudi in Arte Salerno; La Medusa Gubbio; Biennale di Varallo nel 2022; Alpàa 2022; Luci in Avalon nel 2022; Casa Sanremo Arte 2023. Nel 2017 inoltre è stata installata, in occasione delle Luci d’Artista, l’opera scultura “Waves-onde” da me ideata durante gli anni del liceo e tutt’oggi visibile al pubblico.
Come si è avvicinata al mondo dell’arte? Tutto inizia da quando ero bambina, ricopiavo tutto ciò che vedevo, ho ancora i quaderni delle scuole primarie ed elementari a testimonianza di ciò. Mi piaceva abbellire i miei quaderni, colorarli, e così anche i diari. L ultimo anno delle medie, la mia insegnante d’arte mi consigliò di andare al liceo artistico, così io e i miei genitori andammo all open day e ne rimasi subito affascinata,sia per gli immensi spazi disponibili, sia per tutte le attività che offriva. È stato amore a prima vista, non avevo dubbi, certo è stato difficile integrarsi in quel nuovo mondo, soprattutto per una bambina che veniva da un paesino, ma dal secondo anno in poi, come ho detto, mi sono sentita a casa, ero nel mio. Non avevo sicuramente idea di cosa volessi fare nella vita, sapevo solo che amavo quel mondo, e che ne avevo bisogno.
Mi dia una definizione di arte… Arte è tutto ciò che cela qualcosa di magico in sé, che abbellisce il mondo, che da un senso alle cose. Tutto ciò che ci circonda è Arte. Se si osserva con attenzione, ci rendiamo conto che l’arte è nella vita di tutti, la vita stessa è arte. Essa inoltre nobilita l’uomo, lo rende migliore.
Mi parli della sua arte… La mia arte è sicuramente in fase di sviluppo. Posso dire con certezza che rispetto ai primordi, c’è stata una crescita ed un evoluzione dettate dalla continua ricerca e perseveranza. Inizialmente dipingevo prevalentemente nature morte e paesaggi, in una maniera alquanto meticolosa e veritiera. La mia pittura era piatta, non lasciavo intravedere nessuna pennellata, volevo che risultasse “liscia”. Con il tempo poi ho capito che non era ciò che volevo. Osservavo i dipinti del mio insegnante e volevo che anche i miei “vivessero”. Da allora mi sono impegnata al fine di ottenere una resa pittorica fresca, pastosa, densa, dove si intravedesse la pennellata, perché questo non è un difetto. Ho imparato ad accettare che la perfezione non esiste e che sopratutto non la desidero per me. L’arte è bella in quanto tale, con le sue imperfezioni, è emozione. Ho iniziato a giocare con i colori, non necessariamente il tronco di un albero deve essere marrone, ci sono infinite sfumature, le mie, che sono diverse da quelle di qualcun altro. Ho iniziato ad osare, anche se molti non lo direbbero. Per molti la mia pittura è accademica, classica, seppur così fosse non credo ci sia un problema. Ognuno ha il suo stile, questo è il mio. Per anni l ho ricercato, in modo anche ossessivo, era una fonte di sofferenza, ma credo che sono sulla giusta strada. Negli ultimi anni mi sono dedicata alla figura umana, tema che mi ha sempre spaventata. Raffigurare un volto non è facile, ancor di più renderne l espressione. Eppure ho trovato una mia dimensione in essa. Il Soggetto dei miei ultimi lavori è sempre un volto femminile, che poi vado ad inserire in un contesto quasi fiabesco. Ed ecco che nasce il ciclo delle opere Girl’s in stile, dove lo sfondo diventa una composizione magica che rende il dipinto unico nel suo genere. Questo lo possiamo vedere nelle opere intitolate: La regina dei topi, Chameleon, Fasi lunari, l’uccello del paradiso, Le geometrie del cielo, red belle. Per i soggetti mi ispiro a persone vere, conoscenti o foto prese dal web che poi rielaboro secondo i miei gusti. Ho sempre bisogno di avere un riferimento, ma l’essermi lasciata andare sull’aspetto compositivo è già per me una grande vittoria. Faccio mia una citazione fatta da un mio insegnante il primo anno del liceo: “Non si può disegnare senza un punto di riferimento, bisogna sempre osservare qualcosa e lasciarsi ispirare da essa.” Per quanto riguarda invece la mia tavolozza cromatica posso affermare che varia dai toni del blu cobalto, ai toni del rosso arancio, in base al mio stato d’animo. Lo possiamo notare in particolare nelle opere Geometrie del cielo o la Primavera dove prevalgono i toni del lilla, indaco. In Chameleon, e La regina di topi invece, prevalgono i toni del rosso-arancio.
Lei lavora per qualche galleria d’arte? Attualmente non lavoro per nessuna galleria.
Qual è l’opera che più la rappresenta, ce la può descrivere? C’è un ‘opera realizzata l’anno scorso che sento mia in modo molto profondo, si intitola Fasi Lunari. Per il soggetto mi sono ispirata alla sorella di un mio amico francese, che tra l’altro mi somiglia, entrambe portiamo la frangetta ad esempio. Per lo sfondo come dicevo, ho creato questa composizione che ha in sé qualcosa di magico. Possiamo notare la fanciulla, inserita in una grande ampolla dorata, decorata con gli elementi ornamentali delle foglie; delle arance seguono un movimento circolare fino a trasformarsi in delle piccole lune, con all’apice una luna a spicchio. Una corona di fiori cinge il busto della fanciulla che si erge su una grande massa spumosa. I colori sono intensi, con forti contrasti cromatici, in particolare notiamo il freddo blu dello sfondo e l arancio caldo delle arance. Amo giocare con i colori e trasmettere “dolcezza” attraverso di essi. Sono inseriti molti elementi simbolici in quest’opera, nonché risulta essere a tratti autobiografica: l’anfora rappresenta “L’ampolla di vetro” in cui tutti mi vedono inserita, un mondo tutto mio in cui mi isolo e mi proteggo da ciò che può ferirmi, le arance rappresentano i primordi della mia pittura, il mio essere inizialmente legata alla natura morta, il loro movimento circolare che si conclude nella figura sottile della luna, rappresenta le diverse fasi evolutive avute sino ad oggi, non solo nella pittura, ma in generale nel mio percorso di vita, gli elementi floreali ritornano in molti dei miei dipinti, non a caso amo i fiori, la massa spumosa rappresenta il mio incessante pensare, a volte “fumoso” altre volte produttivo. Alle spalle della fanciulla, lo spazio, l’ignoto, la speranza in qualcosa di bello e magico. È stata questa inoltre, la prima tela ad avere dimensioni importanti, 70 x 100 cm. Gli spazi grandi mi hanno sempre spaventata ma era giunto il momento di abbattere questa barriera.
Qual è il ruolo dell’arte nella società contemporanea? L’arte in quanto tale è chiamata a testimoniare e a discutere di temi importanti politici e sociali soprattutto. Quando posso, mi fa piacere aderire a queste iniziative che danno voce a problemi e tematiche che ci toccano da vicino. Siamo tutti portavoce, ognuno con i propri mezzi che ha a disposizione.
Ci parli dei suoi progetti futuri? Un obiettivo è sicuramente quello di arrivare ad un punto con la mia pittura, un punto che mi consenta di vivere con la mia arte. Mi piacerebbe poi dedicarmi allo studio della musica jazz, mi rivedo molto in queste sonorità. In generale come accennavo su, mi piacerebbe sperimentare tanto altro. Mi piacerebbe aprirmi un mio studio un giorno, e fare un corso di pittura per persone appassionate, ricreare un ambiente confortevole in cui l altro possa sentirsi a casa, proprio come quello che ho vissuto io.
Concluda con un messaggio per chi si avvicina al mondo dell’arte. Dico ciò che ripeto ogni volta a me stessa, il mondo dell’arte è difficile, vivere di arte è difficile, ma si può fare, con impegno, sacrifici e tanta passione. È importante fare le giuste scelte, circondarsi delle persone giuste, a volte non è semplice, ma in cuor nostro sappiamo ciò che è . Impariamo ad ascoltarci veramente e vedremo che le cose cambieranno in meglio. Certo è pur vero che spesse volte queste belle parole non bastano, ci sono situazioni in cui tutto ciò non è possibile per via di reali impedimenti. Ad ogni modo, nonostante tutto, se dovessi tornare indietro, sono sicura che rifarei le stesse scelte. Quindi non abbiate timore, perseverate e ciò che sarà destinato a voi, troverà il modo di raggiungervi.

