Amy Winehouse, la giovanissima cantautrice jazz-pop britannica, che ha emozionato milioni di fan, è morta il 23 luglio del 2011 a soli 27 anni.
Ha debuttato nel 2003 con l’album “Frank” che, nominato ai BRIT Awards, ha ricevuto due dischi di platino e ha venduto 1 milione e mezzo di copie; ma il vero successo è arrivato nel 2007 con “Back to black”, reso grande da singoli come “Rehab”, “Love is a losing game” e la traccia che ha inspirato il nome dello stesso album.
La donna, stilista e produttrice discografica, ha conquistato ben cinque Grammy Awards grazie al suo stile e alla sue grandi doti canore.
Insieme ad Adele e a Duffy, è stata considerata una delle precorritrici del soul bianco.
“Tutto mi dà ispirazione… Tutto ciò che accade nella vita…”: ha affermato la star.
Amy è stata, per anni, oggetto di forti critiche e al centro del gossip mediatico. Come tanti artisti prima di lei (ricordiamo Jim Morrison, Keith Moon e Cliff Burton), è entrata, purtroppo, nel terribile tunnel della droga e dell’alcol, saltando, purtroppo, subito alla ribalta della cronaca per una sua esibizione in evidente stato di ubriachezza.
Inoltre, la cantante ha perso ben quattro taglie, con un conseguente un netto calo di peso, tra la pubblicazione del primo e del secondo album; nel 2006, Winehouse ha ammesso di soffrire da tempo di disordini alimentari: “Un pò di anoressia, un pò di bulimia. Non sono del tutto a posto, ma credo ce nessuna donna lo sia”.
Nel 2009, Amy ha continuato ed essere al centro dell’interesse dei mass-media (per un episodio positivo) perché, in vacanza sulle coste di St. Lucia, ha salvato, senza pensarci due volte, una donna di 39 anni caduta in mare.
Insomma, una vita alquanto agitata per un talento eccezionale: una voce inconfondibile amata non solo dai suoi fans; ad esempio, il cantante jazz Tony Bennet, dopo la morte di Amy, ha dichiarato che ella è stata una delle poche a cantare “nel modo giusto” e “l’unica cantante che cantava davvero, una vera cantante jazz”.
Nel 2011, durante il Concerto di apertura del suo nuovo Tour europeo, si è mostrata al pubblico nuovamente ubriaca. A Belgrado, la cantante si è ritrovata spaesata e spaventata sul palco: questa è stata la sua ultima esibizione. Dopo la performance, la Winehouse ha accusato le sue guardie del corpo di averla costretta a salire sul palco e di averle impedito di andare via.
In un noto testo di una delle sue canzoni più famose, ‘Rehab’, Amy canta: “Hanno provato a mandarmi in riabilitazione ma io ho detto ‘no, no, no’. E’ vero sono stata depressa ma quando tornerò non lo saprai, non lo saprai, non lo saprai.”
Il 23 luglio del 2011, nel suo letto a Camden Square, Amy è morta da sola.
Incerte le cause del decesso; un caso molto complesso. Il dottor Radcliffe, incaricato di indagare sul caso, ha parlato di suicidio; il fratello, Alex Winehouse, invece, ha affermato: “Amy soffriva di bulimia a livelli davvero preoccupanti… Quando aveva diciassette anni le sue amiche erano tutte bulimiche; le altre hanno smesso, ma Amy non ci è mai riuscita… Forse sarebbe morta lo stesso, considerando le sue abitudini sbagliate, ma la peggiore era proprio la bulimia: l’ha resa sempre più debole…” (credit: Elisa D’ospina).
Anche l’ex marito, Blake Fielder-Civil, secondo la stampa, si è sentito concausa di questo declino senza ritorno.
Nel 2010, la cantautrice ha chiesto di adottare una bambina caraibica: richiesta accolta ma la bambina non ha mai vissuto insieme ad Amy; il suo arrivo è praticamente coinciso con la sua morte.
Attraverso i Social Network, Amy Winehouse è ricordata come una donna da un cuore enorme, una vittima degli eventi.
Di sicuro, la sua morte è stata una grande e dolorosa perdita per il mondo della Musica. La Musica, del resto, per tanto tempo, è stata l’unica ancora di salvezza per Amy.
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