Facebook e Istagram cambiano Musica…

Immagine tratta dal web


Saltato l’accordo tra gruppo META e SIAE, per una battaglia che il presidente onorario della SIAE Mogol è fermamente convinto a portare avanti ritenendola sacra.
Si tratta del nostro paroliere più celebre, anche se lui preferisce essere chiamato semplicemente autore. 87 anni vissuti tra le canzoni; l’acquisizione nel 2006 del proprio pseudonimo accanto al suo vero cognome Rapetti; la fondazione nel 1992 del Centro Europeo Toscolano,che ha sede in Avigliano Umbro in provincia di Terni, un’associazione no profit che fa da scuola per autori, musicisti, interpreti, dove da qualche anno i giovani cantanti di Sanremo fanno un ritiro artistico qualche giorno prima della gara;
un intervento al cuore e 4 by pass.
Per dire che si tratta di un artista prolifico autorevole e molto tenace, che attualmente vive questa lotta a nome suo e della SIAE con estrema determinazione. Secondo lui non è più sostenibile che il gruppo META non paghi gli autori, giacché essi vivono grazie ai loro diritti, e ai giornalisti che lo hanno intervistato ha detto: ‘E’ come se per i vostri articoli non veniste pagati!’.
Il suo intento dunque era un accordo col gruppo META per la tutela del diritto d’autore. Accordo cercato pacificamente nonostante la piattaforma sia ormai priva di una licenza dal 1 gennaio 2023. Ma tale accordo, auspicato da autori ed editori di tutta Europa, non è mai stato raggiunto. Nel frattempo il diritto sancito dalla Direttiva Copyright è stato approvato sia dal Senato che dalla Camera, ben 8 mesi fa.

A partire dal 16 marzo, dunque, la musica italiana viene rimossa da FB ed Instagram all’interno delle librerie musicali, cioè dai cataloghi dai quali gli utenti possono attingere i brani per le loro Stories o per i loro Reels. Allora da un lato la SIAE, che afferma di ‘non accettare imposizioni da chi sfrutta la sua posizione di forza per ottenere risparmi a danno dell’industria della musica italiana’, dall’altro i colossi FB ed Instagram, controllati da Mark Zuckenber, che a questo punto non può fare altro che assicurare la procedura di rimozione. Per gli utenti saranno disponibili solo i brani che non rientrano nel repertorio SIAE. Su FB saranno bloccati, su Instagram silenziati, a meno che non si scelgano brani selezionati da altre tracce del catalogo.

Ma Claudio Buja, Presidente Universal Music Publishing Italia e Consigliere di Sorveglianza SIAE, quest’intesa che non si è trovata con META, ancora spera di recuperarla, avendo altresì raggiunto accordi con altre piattaforme come ad esempio TIK TOK.
C’è anche da dire che questa controversia è capitata in un momento molto critico per FB, che sta licenziando diverse migliaia di dipendenti. Il periodo florido del lockdown, quando le persone chiuse in casa dipendevano dai social, è finito, e la concorrenza incalza, soprattutto quella di TIK TOK.
Ci sono altresì molti artisti non iscritti alla SIAE, bensì a Soundreef, una società fondata da Davide d’Atri per la gestione dei diritti d’autore per l’utilizzo online, in radio e in televisione di alcuni dei loro brani. Questi potrebbero essere ancora disponibili sulle piattaforme di META.
Chiaro è che tutto questo rappresenta una vera e propria rivoluzione nel mondo della fruizione della musica e ci si chiede se la lotta portata avanti dalla SIAE non possa diventare un boomerang.
Se è sempre vero che la pubblicità è l’anima del commercio, la musica italiana tolta dai social subisce danno notevole, per non parlare di altri risvolti.

Che cosa accadrà col Karaoke?
Senza le canzoni preferite di accompagnamento quanto perderanno sui social le storie? E i video?


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Medico Pediatra, scrittrice, editor, giornalista pubblicista. Da anni si occupa della parola, con un percorso trasversale che va dalla poesia alla narrativa, drammaturgia, saggistica. Ha al suo attivo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Solinas per il suo fantasy ‘Una magica magia’. L’ultimo libro pubblicato, ‘Il mio primo sole’, edito Oèdipus, narra la sua storia e quella del suo paese. www.normadalessio.it