“1984”. L’unica tappa in Campania della compagnia “Streben Teatro”


“1984” . Senza dubbio uno spettacolo di qualità, messo in scena, dall’Associazione Culturale Amatoriale Streben Teatro, presso l’auditorium di Pagani, sabato 18 marzo, nell’ambito della rassegna teatrale “Pagani Teatro Festival”, curata da Alfonso Giannattasio.
Evento unico in Campania.


Il regista, Sebastiano Boschiero, ha cercato, con la manifestazione, di raggiungere due obiettivi:
devolvere gli utili ad associazioni Onlus nazionali quali l’Aisla e le missioni redentoriste, valorizzare sempre più questa forma d’arte d’intrattenimento, soprattutto verso i più scettici.
Da domande quali “Verso quale domani stiamo procedendo? Quali basi stiamo gettando per la società del futuro?” è nata la necessità di rappresentare l’opera “1984” scritta da George Orwell.
La volontà è stata, poi, quella di trasferire l’ambientazione della storia nel 2084, ovvero in un futuro non troppo lontano verso il quale la società di oggi può immaginarsi, anziché ricreare lo stile del 1984 che ad oggi sarebbe risultato “già superato”.
Il 2084 è così immaginato come un futuro distopico in cui il libero pensiero, il sentimento e la cultura sono considerati reati punibili con la morte. L’odio ha invaso ogni cosa e l’occhio del Grande Fratello controlla , provvede costantemente a riscrivere gli avvenimenti passati al fine di mantenere una società controllata ed ubbidiente.
La storia racconta di Winston Smith, un impiegato che lavora alle dipendenze del Ministero della Verità e che frustrato per la condizione di costante controllo a cui è sottoposto, sogna una vita libera e priva di menzogne.
La sua ultima speranza di poter cambiare le cose, Winston la ripone nei Prolet, ovvero in quell’ultima rappresentanza di una società libera e per questo perseguitata dal Grande Fratello, sotto la direzione di O’ Brien, uno dei leader più spietati del Partito.
Lo spettacolo pone l’accento sul tema dei contrasti: odio/amore, ombra/luce, distacco/contatto, digitale/manuale.
Viene mostrata una società tecnologicamente evoluta da un lato e drammaticamente degradata dal punto di vista umano. Si parla infatti di analfabetismo, ignoranza, apatia, e mancanza di empatia verso il prossimo.
A differenza del romanzo originale in cui l’occhio del Grande Fratello è rappresentato da telecamere di sorveglianza, in questo spettacolo ogni personaggio è una telecamera, pronta a controllare e denunciare chiunque al Grande Fratello.


Soddisfatto Alfonso Giannattasio, per aver ospitato un’opera così pregevole nella sua rassegna teatrale. Sono grato – ha sottolineato – al regista Boschiero , per averci offerto, con il suo lavoro, uno spettacolo di qualità e spunti di riflessione straordinari. “1984” fa parte della grande letteratura perché fa parte di noi stessi, della nostra realtà quotidiana, della nostra civiltà e di come noi riusciamo ad intenderla. Esso, in fondo, non ci dice niente di più di quanto sappiamo già. Ma appunto per questo merita di essere studiato e ristudiato: perché non sono molte le opere così franche sulla natura del potere, quale che sia la sua forma e il suo colore. Perché questa è la grande lezione di “1984”: che neppure il Grande Fratello, se esiste, può essere al di fuori del Grande Fratello. E così noi non siamo fuori da “1984” perché “1984” siamo noi.



Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano. È giornalista pubblicista e Direttore artistico di AVELLINO LETTERARIA.