L’arte di Geppy Gleijeses incanta il Teatro Diana


Straordinaria rappresentazione dell’eduardiano “Uomo e Galantuomo” venerdì scorso a Nocera Inferiore (SA).


In scena al Diana una commedia dal meccanismo comico straordinario che segnò per il grande Maestro del teatro italiano il passaggio importante dalla farsa al teatro di prosa. Si tratta difatti del primo testo in tre atti di Eduardo, scritto a soli 22 anni.
In scena Geppy Gleijeses (qui Gennaro De Sia), allievo di Eduardo, dal quale ricevette il permesso a rappresentare le sue opere. Questa è la settima interpretazione delle opere del Maestro. Un’altra, quella di Domenico Soriano in “Filumena Marturano” con la regia di Liliana Cavani, lo ha visto insignito di innumerevoli premi, tra cui quello come Migliore Attore Europeo, conferitogli dall’Accademia Europea Medicea nel 2018. Con lui Lorenzo Gleijeses, allievo prediletto di Eugenio Barba, che ha già interpretato con grande successo Luigi Strada in “Ditegli sempre di sì” per la regia del padre. Insieme a loro sul palco Ernesto Mahieux, David di Donatello per L’imbalsamatore di Matteo Garrone, ed altri otto valentissimi attori: Antonella Cioli, Ciro Capano, Gino Curcione e Roberta Lucca, Gregorio Maria De Paola, Irene Grasso, Salvatore Felaco e Brunella De Feudis.
Le scene sono di Andrea Taddei, i costumi di Silvia Polidori e le musiche di Paolo Coletta. Il disegno luci è affidato ad Umile Vainieri. Aiuto regia Norma Martelli, per una produzione Gitiesse Artisti Riuniti.
La regia è stata affidata ad Armando Pugliese, tra i più grandi registi italiani, che ha diretto più volte opere di Eduardo, soprattutto successi storici che hanno visto protagonista Luca De Filippo.
Al centro della vicenda, infatti, c’è proprio il teatro: una compagnia di guitti scritturati per una serie di recite in uno stabilimento balneare. A un certo punto della rappresentazione, poiché la sera precedente l’esibizione della compagnia si era svolta tra l’indifferenza e gli insulti del pubblico, il capocomico Gennaro De Sia vuole riscattarsi dalla brutta figura e impone una prova del nuovo dramma che sarà messo in scena. Si tratta dell’opera a forti tinte Malanova (cattiva notizia) di Libero Bovio, che gli “sgangherati” attori massacrano per la loro incompetenza ma che evidentemente lo stesso Eduardo non doveva stimare molto se la trasforma in una farsa. La prova si svolge nell’atrio dell’albergo ed inizia con Gennaro che emette un lamento accompagnato da una smorfia che gli stravolge il viso e dal movimento di un braccio che si agita nell’aria. Gli attori si precipitano a soccorrerlo, convinti che sia stato colpito da un malore, ma scoprono che invece, da vero artista, Gennaro stava imitando l’apertura della porta cigolante del “basso” in cui si svolge il dramma. L’esibizione penosa della compagnia verrà interrotta dall’arrivo di Salvatore, fratello di Viola, la primadonna messa incinta dal capocomico.
Di qui, attraverso il consueto espediente della commedia degli equivoci, si dà così il via al teatro nel teatro, con una serie di episodi molto divertenti che rappresentano sul palco la follia tra farsa e dramma. La commedia offre allo spettatore una serie di episodi irresistibilmente comici. Poi gli intrecci amorosi si mescolano alla finta pazzia, unica via per evitare duelli e galera. Altri elementi clou sono la ripetizione della battuta iniziale “Nzerra chella porta” (“chiudi quella porta”) e il modo di raccontare le cose di Gennaro prendendole alla lunga, iniziando a raccontare del suo mestiere sempre dalla stessa frase iniziale “Io tengo ‘na buatta” (“ho una scatola di latta”).
Superlativa l’interpretazione di Geppy Gleijeses, che insieme all’intera compagnia tiene desta l’attenzione del pubblico in maniera eccellente mostrando la sua arte e testimoniando sul palcoscenico tutta l’eredità eduardiana.
La rassegna teatrale nocerina proseguirà sabato prossimo con lo spettacolo “La Signora del martedì” con Giuliana De Sio, per la regia di Pierpaolo Sepe.



Giornalista professionista e docente di lingua inglese nella scuola secondaria, Licia Sasso è fin da ragazzina appassionata di comunicazione, cultura, giornalismo e linguaggi. Si è formata all’Orientale di Napoli per poi proseguire in altre realtà. Sia nel campo della formazione che in quello della scrittura immagina di trasmettere un po' di ciò che pensa e di quanto ha appreso finora lungo il percorso di vita.