Introduzione | Il volume “Itinerari italiani” di Emilio Lanzetta (inserito nella collana “FotografART”, a cura di Mediavox Magazine, editing e prefazione a cura di Viridiana Myriam Salerno, con note poetiche di Nicola Esposito) è un’opera suggestiva e sorprendente, perché -come recita il titolo- contiene stupendi itinerari, fissati in precedenza secondo il canone tipico dell’itinerario, che prevede tappe prestabilite. Ma questo itinerario è anche un cammino, termine che indica il muoversi per luoghi che suscitano interesse in chi scrive e in chi legge. Derivato da un vocabolo “camminus” del latino parlato dai Celti, indica il deambulare, il passeggiare qua e là e l’infilarsi in dedali di viuzze. E, oltre a itinerari e cammino, in questo libro c’è anche dell’altro, visto che evoca una categoria ancora più ampia: il Viaggio, che è il più antico “topos” dell’Occidente.
Secondo me, il fascino di questo libro consiste nella sapienza con cui Lanzetta ha costruito queste schede. Gli ingredienti sono almeno tre: il senso del mistero, il fascino della leggenda e la scrittura immersiva. Quest’ultima soprattutto consente all’autore di immergersi nella mente del visitatore e nell’anima delle cose, come se fossero le cose stesse a parlare.
Itinerari Italia Settentrionale e Centrale | Eccoci allora pronti ad entrare nel vivo del libro, che ci presenta una marea di itinerari. Diamo uno sguardo a quelli dell’Italia settentrionale e dell’Italia Centrale. Partiamo da Torino, dove Lanzetta ci invita a visitare, tra gli altri luoghi, il Museo Egizio, che è uno dei più importanti d’Europa. E opportunamente l’autore ci offre la foto della Sfinge, creatura dal corpo leonino e dalla testa umana.
Poi è la volta della Sacra Sindone (altro elemento misterioso) e del primo esempio a p. 20 di “scrittura immersiva”:
E’ immersa nel silenzio e nella penombra. Mentre mi guardo intorno affascinato, mi domando quali emozioni si provassero quando si aveva ancora il privilegio di osservare l’architettura geniale ideata da Guarino Guarini prima che le fiamme inghiottissero tutto quanto.
Non mancano gli itinerari letterari, come i luoghi manzoniani nel territorio della provincia di Lecco. Ad esempio, il castello dell’Innominato è un luogo parlante, storicamente noto come “rocca di Vercurago”, in quanto è posizionato tra i comuni di Lecco e Vercurago. Già l’etimologia del luogo incute paura. Secondo alcuni, potrebbe derivare dal gallico “ver” (“in alto”) e “corius” (“esercito”). Secondo altri, deriverebbe dal nome di un antico proprietario, Verconius (“coni” significherebbe “cane” o “lupo”). Riguardo all’Italia centrale il volume ci propone la visita all’itinerario francescano. Emilio Lanzetta ci suggerisce di vivere a pieno il fascino di luoghi come il Convento di S. Damiano. A questo punto proponiamo queste righe di “scrittura immersiva” (pp. 125-126), costruite con l’uso della seconda persona e con il registro delle emozioni:
Appena arrivi, tutto appare magico e sei già immerso nel silenzio, nella pace, nel distacco dal mondo e proteso verso ciò che è eterno. Il piazzale, il porticato, le scalette, la Chiesina ti abbracciano e tu ti ritrovi in ginocchio in preghiera davanti al Crocefisso. Esso, sospeso in aria, sembrava che ci guardasse, ci parlasse, ci ascoltasse.
Itinerari Italia meridionale | In questo ambito vorrei scegliere gli itinerari della Costiera Amalfitana. Partiamo da Vietri, dove si possono ammirare gli splendidi faraglioni e la “spiaggia dei due fratelli”. La leggenda, impregnata di mistero, narra che due fratelli pastori morirono per salvare da una burrasca una fanciulla di cui erano entrambi innamorati: la fanciulla, figlia di Nettuno, chiese al padre di rendere loro omaggio e i due fratelli furono tramutati in due faraglioni che si stagliarono a difesa del territorio.
E’ ora la volta del culto di quattro Santi in altrettante Chiese della Costiera. Il primo è quello di Santa Trofimena, venerata nell’omonima Basilica a Minori, dove sono conservate le spoglie della Santa, che da Patti (Messina) per misterioso prodigio, arrivarono per mare dopo che -come narra la tradizione- era stata martirizzata dal padre in quanto cristiana. Passiamo a Ravello, dove è ben radicato il culto di San Pantaleone. Il suo sangue, che, racchiuso in un’ampolla custodita nel Duomo, si liquefa dal 1112 miracolosamente il 27 luglio, senza che ci sia stata l’agitazione dell’ampolla. A Conca dei Marini è diffuso il culto di S. Antonio, ma -nota Emilio Lanzetta– si registrano anche relitti di cultura magica e misteriosa: nell’uliveto circostante la chiesa di San Pancrazio si verificarono, secondo la leggenda riportata nell’opera, incontri fra le “janare”, donne considerate streghe che organizzavano rituali e preparavano filtri magici.
E concludiamo con Amalfi e Sant’Andrea venerato nel Duomo e protagonista di un altro miracolo: quello della manna, una sostanza del colore dell’ambra, che si verificò la prima volta nel 1304 comparendo in un misterioso vassoio. Si narra che in questa occasione un cieco recuperò la vista e un bambino guarì dall’epilessia.
Ci sarebbero ancora pagine e pagine da analizzare; abbiamo scelto quelle che per noi sono le più affascinanti e che rendono questo libro un originalissimo prodotto letterario, che si può leggere come un’enciclopedia dei vari siti che diventano veri luoghi dell’anima in cui ritrovare una parte di noi stessi.
NOTA DI REDAZIONE | Itinerari italiani è stato presentato a Sarno (SA), nella splendida cornice di Villa Lanzara il 30 marzo.
Una bellissima serata alla presenza di un foltissimo pubblico, qualificato e interessato.
Evento organizzato da ANMIG – Sez. di Sarno, con il Patrocinio morale del Comune di Sarno; MediaVox Magazine è stata media-partner dell’ iniziativa. Prestigioso il parterre di Ospiti.
Saluti istituzionali | NICOLA ESPOSITO, poeta e Vicepresidente di ANMIG (Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra) Sarno; GIUSEPPE CANFORA, Sindaco di Sarno; EUTILIA VISCARDI, Assessore alla Cultura.
Interventi | ALFONSO ANDRIA, Onorevole e Presidente del Centro universitario europeo per i Beni culturali di Ravello; FRANCO SALERNO, scrittore, saggista, giornalista; VINCENZO SALERNO, prof. Letteratura Comparata UNISA.
Ha moderato | VIRIDIANA MYRIAM SALERNO, Direttrice MediaVox Magazine.
L’Associazione ARTEMISIA ha organizzato ad hoc per la serata una Collettiva di pittura che ha ospitato ben 31 opere di grande pregio.
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Fotografie scattate dai presenti e dai fotografi in sala e tratte dall’account facebook ufficiale di Emilio Lanzetta


















