QUANDO IL GIOCO E’ UNA COSA SERIA


Il bimbo che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che era dentro di sé e che gli mancherà molto - Pablo Neruda

Alla Mostra d’Oltremare, a Napoli dal 28 aprile al 1° maggio 2023, si svolgerà la XXIII edizione del Salone Internazionale del Fumetto, del mondo del gaming, dei social media, del cinema e delle serie TV (COMICON)


Al termine gioco associamo inevitabilmente l’immagine di bambini allegri e spensierati che trascorrono del tempo insieme. In realtà è uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo del bambino e rappresenta una vera strategia metodologica volta a favorire la crescita cognitiva, linguistica, emotiva, sociale e motoria.
E’ il mezzo principale della libertà di espressione, è basato sulla creatività, ma anche sul rispetto delle regole. Consente di guardare alla realtà con occhi diversi. Si accompagna a un senso di gioia, di divertimento, di libertà, ma anche di impegno.
Permette di mettere alla prova le proprie capacità, di acquisire nuove abilità, facilitando l’interazione sociale. Insomma è un vero e proprio allenamento alla vita.

Per capire come tutto questo riguardi non solo il mondo dei piccoli, ma anche quello degli adulti, abbiamo incontrato un giovane esperto che da molti anni ha trasformato la sua passione per i giochi da tavolo, in un’attività professionale che coinvolge non solo i bambini ma anche gli adulti.

L’INTERVISTA

Si presenti ai lettori di mediavoxmagazineMi chiamo Marco Annunziata, ho 32 anni, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università L’Orientale di Napoli, attualmente sono store-manager presso il negozio Game Way di Portici (NA), che oltre alla vendita di giochi da tavolo, si occupa di diffondere la cultura ludica a livello locale e nazionale.
In che modo cercate di creare interesse per il mondo ludico? Quotidianamente organizziamo una serie di attività ed eventi volti a creare interesse e introdurre in questo fantastico mondo persone diverse e di tutte le età. Un gioco da tavolo, non è uno scatolo da cui estrarre carte, segnaposti e dadi da lanciare, è molto di più: crea momenti di incontri di qualità e permette di esercitare la mente, divertendosi.
Come è nata la tua passione per i giochi? Durante il corso della mia vita ho coltivato l’interesse per la cultura fantasy, spaziando dalla letteratura al cinema e, proprio grazie al capolavoro di Tolkien “Il Signore degli anelli”, mi sono avvicinato ai giochi da tavolo moderni. In particolare ho iniziato a giocare all’omonimo gioco di battaglie strategiche alle scuole medie e da quel momento non ho più smesso, diventando uno dei principali esperti del settore e punto di riferimento sia di principianti che di giocatori abituali.
Com’è la diffusione dei giochi? Come in altri settori innovativi, il nostro paese tarda ad assorbire i cambiamenti e la nostra attività è stata una vera e propria appassionata scommessa, consapevoli delle potenzialità e dell’importanza che il gioco ha sempre storicamente avuto nella vita degli uomini. Ritengo che i giochi da tavolo in particolare riescano ad abbattere le barriere generazionali consentendo ad intere famiglie di trascorrere tempo di qualità da condividere insieme. Forniscono diversi spunti per la socializzazione, stimolano la mente e la creatività divertendo allo stesso tempo.
Che tipi di giochi sono? Giochi di destrezza, di problem-solving, strategia, deduzione, narrazione, umorismo e abilità, in grado di intrattenere chiunque in base ai gusti e alle esigenze del momento. Inoltre in un’epoca in cui prevalgono la passività e l’individualità, i giochi da tavolo garantiscono partecipazione attiva, coinvolgimento personale e il reciproco ascolto mediante i codici di condotta da cui sono regolati.
La pandemia ha apportato dei cambiamenti rispetto a quest’attività? Durante il lockdown, molte persone hanno scoperto o si sono riavvicinate a questo mondo e con un certosino lavoro quotidiano sono riuscito a rinvigorire l’interesse attraverso collaborazioni con le scuole, enti territoriali, parrocchie, centri per anziani, compagnie digitali e frequentissime dimostrazioni in sede e tornei dedicati ai titoli più conosciuti.
Com’è stato il riscontro del pubblico? Entusiastico da parte di tutte le età. Una significativa sorpresa è venuta dalle donne. Non solo le bambine e le giovani partecipano alle iniziative proposte, ma abbiamo avuto anche una signora molto anziana che ha sfidato giovani ai tavoli di giochi molto elaborati. È fondamentale permettere alle persone di testare i giochi per creare un’esperienza sensoriale e momenti indimenticabili legati a questo tipo di intrattenimento.
Cosa ti aspetti da questo Salone Internazionale del Fumetto? Come già avvenuto l’anno scorso è prevista un’affluenza di circa 150.000 visitatori e questo ci consentirà di interagire in un’atmosfera di festa e di allegria con famiglie, ragazzi e adulti, spesso ignari di questa forma di divertimento economica e alla portata di tutti. Presso il nostro stand dispenseremo simpatia, gadget e spensieratezza.
Quali sono i progetti per il futuro? Saremo presenti anche al Secondo Salone del Libro di Portici “Libri in viaggio” dal 4 al 6 maggio presso il Museo Nazionale di Pietrarsa. La manifestazione patrocinata dal Ministero della Cultura, dalla Regione Campania e dal Comune di Portici con la partecipazione di tutte le scuole del territorio, ha come tema il viaggio, meta da raggiungere, porto sicuro, fuga dalla realtà. Solo la letteratura e il gioco ci consentono queste possibilità. E tante altre iniziative che favoriscano la diffusione della cultura del gioco.



Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".