La casa in riva al male


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Il Salone del Libro di Torino si avvicina! Dal 18 al 22 maggio l’evento ospiterà un programma fitto di incontri, appuntamenti e dibattiti culturali molto attesi non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto tra i curiosi delle novità editoriali, che sono sempre alla ricerca di titoli nuovi e interessanti da leggere nei prossimi mesi.
Quest’anno, ad arricchire gli stand della Fiera con opere nuove di zecca, ci sarà anche la scuderia di SBS Edizioni con 5 autori di grande spessore umano, artistico e culturale. Si tratta di Claudio Chiavari, Fiorella Mandaglio, Dario Pasquali, Chiara Domeniconi e Margherita Bonfilio: su MediaVox Magazine troverete interviste imperdibili e speciali dedicati al prossimo Salone del Libro di Torino, per conoscere più da vicino gli autori e le novità editoriali che ciascuno di loro ha in serbo per i lettori.


L’autore: Dario Pasquali


Dario Pasquali è nato nel 1963 a Pistoia. Laureato in ingegneria vive tra la val d’Orcia, la Versilia e Milano, dove lavora come manager di vertice in una multinazionale. Le sue pubblicazioni sono:
Respirando il silenzio degli istanti più lunghi (1987), La pioggia rosa (1995), Le luci del
tempo nascosto (1998), Destiny control (2003), Family Snapshot (2009), Love Killers (2014),
Wuthering Winds (2022).


Il libro: “La casa in riva al male” – SBS Edizioni


Un bambino viene ucciso in una baita di montagna. Tutti gli indizi accusano la madre. Molti anni dopo un aspirante scrittore trova due diari scritti a mano nella soffitta di quella baita.
“La casa in riva al male” prende vita da una semplice e terrificante domanda: “Da dove nasce la violenza?”
Nel mondo degli animali e degli uomini la violenza si manifesta di continuo nei rapporti tra individui, nelle coppie, nelle famiglie. La violenza affascina, attira. Noi tutti ci fermiamo a guardare come ipnotizzati gli atti di violenza. La violenza è percepita come fonte di piacere nei rapporti sessuali. All’interno dei due diari ritrovati nella baita viene finalmente svelata la verità dei fatti.
Si potrà mai accettare che un piccolo bambino debba essere ucciso per proteggere e salvare la sua stessa famiglia?


L’INTERVISTA

Al salone del libro di Torino quest’anno sarà presente con il romanzo “La casa in riva al male”. Come nasce l’idea di questo romanzo? “La casa in riva al male” nasce come pura reazione emotiva al terribile e inaccettabile “caso” di cronaca del 2002, in cui una mattina un bambino fu ucciso nel letto dei suoi genitori con ripetuti colpi alla testa.
Io fui molto colpito dalle figure di contorno del caso, al di là della madre: il padre-marito, il fratello del bambino, la psicologa, altre figure esterne, la famiglia della madre molto presente. Per cui ho deciso di provare a capire, attraverso lo sguardo profondo e intuitivo della scrittura, cosa potesse essere successo in quella casa al di là dei fatti giudiziari e legali, provando a scavare nei sentimenti, nei pensieri, nelle emozioni, nelle storie dei protagonisti. Nell’invenzione letteraria de “La casa in riva al male” venti anni dopo l’uccisione del bambino, un aspirante scrittore trova nella soffitta della casa in cui vive da tempo alcuni fogli manoscritti che raccontano la storia di quel delitto. Il giovane comincia quindi a leggere i due diari alla ricerca finalmente della verità. In quei fogli si alternano personaggi e calligrafie diverse. A raccontare è il padre del bambino ucciso, che ci riporta inizialmente agli anni in cui nasce il suo amore per la moglie Ada. Attorno ai due si muovono altre figure, apparentemente estranee, che però si dimostreranno pedine fondamentali. In una tensione crescente che prelude al dramma, gli eventi, i sentimenti, i segnali, gli incontri, le coincidenze spingono, come guidati da una forza esterna, verso l’esplosione di tutta la violenza nascosta dietro le finestre serrate di casa. Nelle pagine finali del libro viene finalmente identificato il luogo in cui la violenza nasce, proprio all’interno di una famiglia all’apparenza normale e felice, dove il peso della religione, il giudizio degli altri e la difficoltà a sentire amore opprimono e creano sofferenza.

“La casa in riva al male” è un giallo che va oltre il semplice intrattenimento, perché indaga sulle motivazioni che spingono a compiere atti di violenza. Secondo lei, perché siamo attratti dalla violenza? Probabilmente non è facile accettare l’idea che la violenza esercitata dai più forti verso i più deboli è alla base delle regole di sopravvivenza e dell’equilibrio del mondo animale. La violenza è insita nelle regole di natura. L’attrazione che si prova per la violenza è la stessa che spinge gli esseri viventi alla procreazione, i più forti, i più belli, i più veloci vincono. Sono considerazioni difficili da accettare, ma alla fine, ne “La casa in riva al male”, si può intuire un inaccettabile e crudele disegno, che abbia per assurdo il fine di proteggere e salvare gli altri componenti di quella stessa famiglia. Come sarà quindi mai possibile convivere con l’idea che la violenza sia l’ennesimo sottile stratagemma della Natura per garantire la conservazione della specie?

Lei svolge un lavoro di grande responsabilità come manager di una multinazionale. Eppure è uno scrittore molto prolifico che ha all’attivo numerose pubblicazioni. Che cosa rappresenta per lei la scrittura? Sono un ingegnere, dirigente d’azienda. Apparentemente il mio lavoro sembra in contrasto con il mondo dei libri e della scrittura, ma in verità non è così: essere ingegnere significa credere nell’innovazione, nell’invenzione, nel nuovo, nel futuro, e poi il mondo della fisica, in particolare quello della fisica quantistica, con la magica idea della relatività, può dare molti suggerimenti sulle vicende umane. Per me scrivere libri, raccontare storie è come immergersi in mondi e realtà sconosciuti, muoversi a tentoni, cercare e ricercare una luce, una guida, provare a capire. Quando si entra in questi luoghi inesplorati non si sa mai cosa si possa incontrare. A quel punto si deve essere pronti ad affrontare qualsiasi realtà, proprio come nella vita. Per questo nei miei libri sono i personaggi, le storie a definire gli accadimenti, i sentimenti, i pensieri. Qualcuno ha detto che le emozioni umane come l’amore, l’odio, il dolore, la felicità, la paura, sono solo illusioni indotte da visioni del mondo precostituite. Per me la scrittura è come la vita, con tutte le sue contraddizioni e le sue incertezze, solo che magicamente non è più una sola, ma può essere tante. Per questo io penso che scrivere di sé, della propria vita, sia in qualche modo perdere l’occasione di vivere altre vite.

Il Salone del Libro di Torino è uno degli eventi editoriali più importanti a livello nazionale e internazionale. Cosa si aspetta da quest’esperienza? Io mi auguro di riuscire a incuriosire e spero di avere opportunità di scambio e di conoscenza. Di sicuro ne approfitterò per seguire presentazioni e incontri di altri scrittori, io rimango pur sempre prima di tutto un lettore appassionato.

Per concludere: perché i lettori dovrebbero leggere “La casa in riva al male”? A suo avviso, quali sono i punti di forza del suo libro? Credo che, come tutti i miei libri, “La casa in riva al male” sia rivolto a lettori curiosi ed esigenti, che chiedono a un libro non solo conferme, ma anche – se possibile – qualche dubbio e qualche nuova idea. Forse faccio un po’ fatica a parlare di punti di forza, mi sembra che oggi i libri cerchino di rincorrere un lettore che ha poco tempo, e che non può essere troppo impegnato nella lettura. Per questo serve una scrittura semplice, lineare, e personaggi in cui ci si possa identificare facilmente.
Penso quindi che, se al contrario esistono ancora lettori esploratori che hanno voglia di visitare attraverso la lettura luoghi sconosciuti, “La casa in riva al male” potrebbe essere un buon modo per trascorrere qualche ora in un mondo ancora inesplorato.


Il librohttps://www.ibs.it/casa-in-riva-al-male-libro-dario-pasquali/e/9791281157071



Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e attualmente vive a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia.