Gli Studenti contro il “caro alloggi”

Foto de Il Corriere della Sera, pubblicata al seguente link ---> clicca QUI


Questione spinosa quella degli studenti che cercano casa o stanza in città.
Mantenersi agli studi costa, e non tutte le famiglie sono abbienti.
L’unico periodo in cui i prezzi sono scesi anziché salire è stato quello della pandemia, ma a poco è servito giacché si era in smart working e molti giovani si sono visti costretti a ritornare in famiglia.
Dopo il lockdown ecco i prezzi enormemente lievitati, in particolare a Milano, Roma, Firenze, Bologna, Napoli.
Questo non solo per l’aumento del caro vita e per certi aspetti selvaggi del mercato immobiliare, ma anche per la penuria di alloggi essendo molti nel frattempo trasformati in bed and breakfast.

Vediamo la situazione nel 2023.
L’Italia si conferma meta turistica scelta da numerosi stranieri, e tale dato non sfugge ai proprietari delle case, che in fretta le hanno convertite in alloggi vacanza per realizzare maggiori guadagni. Dunque non solo si realizza un spropositato aumento di prezzi rispetto agli anni precedenti, ma trovare una collocazione abitativa per gli studenti fuori casa diventa enormemente difficile per la penuria di posti ormai disponibili.

La città scelta come meta turistica dalla maggior parte degli stranieri è Napoli, ebbene qui ogni più piccola abitazione, anche e soprattutto quelle del centro storico e dei quartieri spagnoli, è impossibile da trovare. Il business degli alloggi diventati bed and breakfast è davvero stratosferico, tant’è che imprenditori francesi vengono a comprare piccole case in questi quartieri per investimento economico.
Addirittura i famosi bassi, che sono abitazioni a piano terra, senza punti di luce se non quello dell’unico ingresso, sono difficilissimi da affittare. Ci sono turisti che desiderano fare esperienza di vita nel basso e quindi non disdegnano soggiornare in un bed and breakfast allocato qui.
Le stesse difficoltà degli studenti, vivono le famiglie che cercano un piccolo appartamento per abitarci.
Se prima del lockdown con 350 euro al mese si riusciva a fittare una stanza, ora in molti casi per la stessa stanza si arriva a chiederne 5 o 600. Chiaramente i costi variano da zona a zona. Ci sono poi offerte capestro, come quella di 25 euro a notte, il che significa ben 750 euro al mese, o di scantinati e malsani depositi.
Ed ecco che scoppia la protesta degli studenti, ma anche lavoratori e pendolari, contro il caro alloggi. Decine di studenti si accampano in tende sotto l’ufficio del Rettorato dell’Università La Sapienza di Roma. Chiedono al governo un tavolo di trattative per discutere e sanare la situazione.

Le città devono essere più inclusive con gli studenti, occorre che finalmente nascano più studentati e forse non bastano i 400 milioni in più in tre anni che la Legge di bilancio 2023 ha previsto.
La protesta nasce da una studentessa fuori sede del Politecnico di Milano, Ilaria Lumera di 22 anni, della facoltà di ingegneria ambientale, che una settimana fa monta la sua tenda di fronte alla sua università ed incita gli altri studenti a fare lo stesso, protestando al grido di ‘è scoppiata la bolla’. Basta col caro alloggi e le truffe dei proprietari furbetti, per gli studenti ci vogliono alloggi dedicati.
La rettrice del PoliMi dr Donatella Sciuto appoggia in pieno la protesta di Ilaria dichiarando:
‘Deve fare l’università chi ha voglia di studiare e non solo chi può per metterselo.’

Milano è la città italiana maggiormente frequentata da studenti: un numero record di 210000. Molti di questi per motivi economici vivono in lontana periferia assoggettandosi ad ore di pendolarismo per raggiungere le facoltà. Alla Statale ci sono 2.900 studenti con reddito basso che hanno diritto ai benefici del DSU, cioè Diritto allo studio universitario, ma di questi solo 1055 ne usufruiscono realmente. Ci sono inoltre borse di studio, ma non bastano a sanare il problema.

Per quel che concerne Roma, per gli affitti agli studenti non solo è la città più cara dopo Milano, ma è anche quella dove i prezzi di stanze e case lievitano più velocemente. Ogni anno il loro costo sale del 45% in più rispetto all’anno precedente.
Ottima notizia è che dopo le olimpiadi del 2026 il villaggio olimpico allo Scalo Romana diventerà uno studentato con 1600 posti letto. Siamo ancora lontani dai numeri giusti ma è già un gran passo in avanti.
L’attenzione sull’argomento rivela poi che la problematica in questione, sia pur minore, è anche europea, per questo l’Europa interviene tentando di portare soccorso con i fondi del pnrr, che destina 950 milioni di euro per 60000 posti letto da creare entro giugno 2026.

Spero che i posti dedicati vengano giustamente attribuiti e che il diritto allo studio diventi veramente tale.



Medico Pediatra, scrittrice, editor, giornalista pubblicista. Da anni si occupa della parola, con un percorso trasversale che va dalla poesia alla narrativa, drammaturgia, saggistica. Ha al suo attivo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Solinas per il suo fantasy ‘Una magica magia’. Ha pubblicato, ‘Il mio primo sole’, edito Oèdipus, che narra la sua storia e quella del suo paese. Il suo ultimo volume è 'Arminio&Arminio' (Marlin Editore), la narrazione del poeta italiano contemporaneo più letto. www.normadalessio.it