“La saggezza e l’audacia. Discorsi per l’Italia e per l’Europa” di David Sassoli
Esistono diverse idee di Europa. Quella di David Sassoli è sicuramente indicata nella raccolta dei suoi discorsi, durante la presidenza del Parlamento europeo. C’è bisogno di innovazione, non solo nella tecnologia, ma anche nelle istituzioni, nelle politiche, negli stili di vita, nel nostro essere comunità. La transizione ecologica, di cui l’Europa può farsi motore nel mondo, è possibile solo se c’è vera equità sociale. Per realizzarla è necessario riaffermare la centralità della persona, la tutela dei diritti, il rispetto delle differenze e della pluralità. E insieme l’orgoglio del modello democratico europeo. È questa l’eredità politica, l’idea di Europa di Sassoli.
Il giornalista Claudio Sardo, curatore del volume “La saggezza e l’audacia. Discorsi per l’Italia e per l’Europa” (Feltrinelli), ne ha parlato, sabato 13 maggio, presso il Palazzo della Curia di Nocera Inferiore, col Vescovo Giuseppe Giudice e Argia Albanese, Presidente del Movimento Politico per l’Unità, in occasione della XV Edizione del Premio giornalistico EUANGHELION.
Ha moderato i lavori Salvatore D’angelo, Direttore della rivista Insieme.
Euanghelion significa Buona Notizia e sintetizza a pieno lo spirito del Premio: il desiderio che la comunicazione sia una buona notizia. Per questo motivo vengono riconosciuti i testimoni dell’annuncio autentico, coloro i quali trasferiscono nel quotidiano il Vangelo e gli insegnamenti della Chiesa.
Il Premio Euanghelion è promosso dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno e curato dal direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali diocesano Salvatore D’Angelo in collaborazione con la redazione del mensile Insieme.
Quest’anno il Premio Euanghelion è stato assegnato alla memoria di David Sassoli.
Ed è stato lo stesso Vescovo Mons. Giudice a sintetizzare le motivazioni del premio, aprendo i lavori di sabato 13 maggio.
Possiamo senz’altro affermare - ha sottolineato il Vescovo - che tutto l’ impegno politico di Sassoli nelle Istituzioni europee è stato orientato dal senso della sfida costante a rendere l’Europa una casa comune, una sfida a cui si sentiva chiamato in prima persona, con la forza mite della sua cultura e il nerbo dei suoi valori cristiani profondamente rispettosi dell’uomo. La sua fede in un mondo giusto, la sua determinazione a proteggere i più vulnerabili. La sua idea di democrazia, come via per la realizzazione di società solidali, interdipendenti, fraterne. Il suo amore per l’umanità tutta. Sì, perché nella sua dedizione a questo pezzo di umanità chiamato Europa non ha mai perso l’orizzonte della mondialità, della consapevolezza cristiana della fratellanza universale.
Tutti dobbiamo apprezzare – ha, poi, ribadito la dott.ssa Albanese - la portata del contributo straordinario di Sassoli alla causa e ai valori in cui credeva: all’Europa e alla buona politica. David Sassoli ha saputo mettere tutta la sua passione per la cosa pubblica e l’ideale europeo, tutta la sua mitezza e la sua determinazione, la difesa forte del ruolo del Parlamento europeo. La sua elezione avvenne in un momento in cui l’Ue era sfidata in modo profondo, occorreva saper rispondere con la spinta al cambiamento dell’Europa e la sua elezione fu il primo passo.
Il cambiamento è la parola chiave, dunque, nei cinquantasei discorsi raccolti da Sardo. Sassoli non fa che auspicare un cambiamento in meglio, nel breve e nel lungo periodo, pur mantenendo salde le radici culturali e ideali dell’Europa che presiedeva. Cambiamento che poi è arrivato suo malgrado, e che nessuno avrebbe voluto, quando a poco più di un anno dalla sua elezione si è dichiarato lo stato di pandemia per il Covid-19.
Ma questo è stato solo lo spunto, per Sassoli come per tanta altra parte del mondo, di abbracciare le trasformazioni che si imponevano e di difendersi da quelle che, invece, minacciavano i valori della libertà e della democrazia.
Perciò le sue parole, pronunciate negli anni della pandemia, non sono di scoramento o di affanno, ma semmai di entusiasmo per le opportunità che si prospettavano. Transizione ecologica, contrasto al cambiamento climatico, sanità pubblica, tutela dell’uguaglianza. Proprio rispetto all’emergenza, il pensiero dell’ex Presidente ha dimostrato una singolare lucidità e intelligenza politica, unendo al coraggio e alla capacità di intervento una riflessione profonda e innovativa sul futuro dell’Europa. Questo atteggiamento, il suo idealismo con i piedi per terra e il primato della persona, sono diventati imperativi nell’attuale contesto di guerra.
La pace , così, più che mai invocata oggi, per l’Europa e il mondo intero – ha concluso Claudio Sardo - è stata una traccia che ha segnato l’impegno politico dello stesso Sassoli. Nel segno di una coerenza, limpida e motivata, con la sua formazione cattolico-democratica, nella sequela ideale dei suoi modelli culturali e politici che, per fare qualche nome, erano Giorgio La Pira, Aldo Moro, David Maria Turoldo (di cui portava il nome), Paolo Giuntella. La pace – fondata su democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani – intesa come precondizione per costruire vite dignitose, per consentire lo sviluppo dei popoli, per alimentare relazioni internazionali fondate sulla solidarietà e la cooperazione.
David Sassoli ha saputo portare nella sfera politica quelle parole e quei valori – maturati in età giovanile, testimoniati nella vita privata e in quella professionale – troppe volte finiti in disuso nelle democrazie occidentali, laddove si rischia di espellere l’umanità dalla politica stessa.
David Sassoli ci ha dato la prova più concreta di quanto sia possibile credere al valore positivo della politica, al suo pulito esercizio ed alla sua capacità di rendersi costruttrice di un mondo diverso, più forte, più giusto, più solidale, più umano.