“Elvira” di Flavia Amabile


ALLA RICERCA DI ELVIRA CODA NOTARI, PRIMA REGISTA ITALIANA, NEL LIBRO DI FLAVIA AMABILE (ENAUDI EDITORE)


Il suo nome è largamente sconosciuto, eppure è stata la prima donna regista del cinema italiano. Elvira Coda Notari è una delle tante figure femminili invisibili del Novecento, scivolate silenziosamente nel retropalco della storia. Fu tante cose: sceneggiatrice, scrittrice, soggettista, grafica, pubblicitaria e soprattutto focalizzò la sua attenzione sulle storture della società a lei contemporanea filmando la squallida realtà dei bassifondi, la condizione di violenza in cui erano costretti a vivere la maggior parte dei bambini e delle donne. Elvira Coda Notari è la protagonista del libro “Elvira”, edito da Einaudi, della giornalista e scrittrice Flavia Amabile che è riuscita a penetrare nell’animo inquieto di questa talentuosa pioniera della cinematografia italiana.


L’INTERVISTA

Che cosa l’ha spinta ad interessarsi di Elvira Coda Notari? La curiosità di sapere chi era la donna che agli inizi del Novecento era diventata la prima regista, la prima produttrice, la prima distributrice e la prima sceneggiatrice italiana. E soprattutto il desiderio di capire perché è stata a lungo cancellata dalla memoria.

Quanto la finzione letteraria entra nel suo libro?
Quanto basta. Il libro è saldamente ancorato alla vita vera di Elvira Coda Notari. Si concede alcune fantasie necessarie per rendere gradevole la lettura senza mai venire meno alla necessità di rispettare il temperamento e i fatti storici legati alla sua vita.

Possiamo definirla una femminista? Non è stata una femminista consapevole, non militava in alcun gruppo o associazione. E’ stata una femminista di fatto in ogni scelta o atto compiuto nella sua vita.

Spesso ancora oggi è difficile coniugare il binomio maternità e lavoro. Quanto Elvira pagò per seguire la sua vocazione professionale? Ha pagato a caro prezzo il suo desiderio di essere madre e regista-imprenditrice. Questo è il nodo mai sciolto della sua vita.

Qual è l’eredità che Elvira ha lasciato a noi donne?
La coerenza e il rispetto per sé stesse.

Il passato sembra aver inghiottito quasi tutto il lavoro di Elvira. Allora quali sono state le fonti di cui si è avvalsa per la stesura del libro? Ci sono state fonti dirette, vale a dire persone e luoghi ancora non scoperti da chi prima di me si era avvicinato alla figura di Elvira Coda Notari che mi hanno permesso di capire qualcosa di più sulla sua vita e sui motivi di alcune scelte. Ci sono state fonti indirette, vale a dire il limitato materiale esistente tra testi, foto, interviste al figlio, osservati in base all’esigenza di raccogliere informazioni sulla sua vita.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere con il suo libro? Che nella vita ognuno ha il diritto di fare le proprie scelte. Anche se sono controverse vanno rispettate. Questo principio vale per le scelte compiute oggi come per quelle compiute in passato.

Qual è stato l’aspetto più difficile che ha dovuto affrontare nella stesura del libro? La vita personale di Elvira Coda Notari è ricca di contraddizioni oggi non facili da comprendere e da rispettare.

Chi è Flavia Amabile oltre la scrittura? Una donna che non vuole smettere mai di stupirsi.



Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".