Il giro del mondo con una cinepresa: la storia di Alfonso Perugini

Cari lettori di MediaVox Magazine, oggi abbiamo il piacere di farvi conoscere Alfonso Perugini, un attore e un regista che ha viaggiato in lungo e in largo per coronare il suo sogno, senza dimenticare però le proprie radici.
Per emozionarsi bisogna emozionare e, con il suo immenso talento, è riuscito a imporsi nel mondo cinematografico, lavorando con grandi professionisti italiani e internazionali.
L’ultimo suo progetto, lo vede al fianco di due donne straordinarie, ossia Toni Colette e Monica Bellucci nel film Mafia Mamma

Inseguire un sogno, non è mai semplice e il tutto comporta sempre dei sacrifici accostati a una forte dedizione. Grazie alla passione si riesce a far vivere i desideri, quindi, lasciamo la parola ad Alfonso Perugini che, nella seguente intervista, ci farà scoprire l’uomo dietro l’artista.

L’INTERVISTA

Quando e come nasce la passione per il Cinema? Più o meno nell’estate 1995, non avevo sette anni. Lo storico quotidiano “L’Unità” all’epoca diretto da Walter Veltroni era in grosse difficoltà finanziarie e quindi per sanare il problema della liquidità “l’Unità” fece uscire in allegato ogni sabato al costo di 6000 lire una videocassetta di un classico del cinema italiano. Mio padre aderì all’iniziativa e il sabato oltre al quotidiano portava a casa una videocassetta. Nacque praticamente lì la “passione”, con classici come “Il Sorpasso” di Dino Risi, “Audace colpo dei soliti ignoti” di Nanni Loy, il primo “Fantozzi” di Luciano Salce. La decisione di farne una professione fu comunque già definitivamente chiara verso i 14 anni, l’anno successivo feci già esperienza su un set durante le vacanze estive.

C’è un film che le ha cambiato la vita? Uno in particolare no. Ce ne sono diversi che mi hanno dato emozioni e che uso come metro di giudizio per valutare le nuove uscite. Mi rifaccio in gran parte alla risposta di prima, aggiungendo magari dei grandi titoli dei registi della New Hollywood come Scorsese, De Palma, Coppola e altri. C’è però un film che preferisco, questo si: si chiama “Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo” di Stanley Kramer, una supercommedia girata per il formato “cinerama” nel 1962 con Spencer Tracy come protagonista.

Qual è la sua idea sul Cinema moderno e, come è cambiato negli ultimi anni? A volte vedo troppi effetti speciali e troppa CGI anche quando non servono. Sono i “mega-blockbuster” dei film sui supereroi, che sono esche per il pubblico di basso livello che però incassano i miliardi. Se andiamo a vedere il livello di recitazione è molto basso talvolta. Qualche anno fa vidi al cinema “Rogue One” spin-off della saga di Star Wars e l’ho trovato francamente incomprensibile. Avrei voluto vedere il film di Super Mario, ma non l’ho fatto per non rimanere deluso essendo stato un grande videogiocatore fino alla mia adolescenza. So che Hideo Kojima, il più grande producer di videogiochi di tutti i tempi, nonché creatore della saga di Metal Gear Solid sta finalmente preparando un film su questo tema. Lì andrò, ma sarà un’eccezione perchè Metal Gear è pur sempre Metal Gear.

Quali sono i progetti a breve termine e quali quelli a lungo termine di Alfonso Perugini?
Ad agosto speriamo di vedere “Mafia Mamma” anche in Italia (in quale forma di distribuzione ancora non so), a dicembre uscirà negli Stati Uniti il cartone animato “Definitely Gangster” diretto dal regista americano Jeremy Lee MacKenzie dove presto la mia voce a un personaggio. In autunno sarò inoltre direttore della fotografia in “La perfezione” un lungometraggio diretto dall’amico Brando Improta.

BIOGRAFIA | ALFONSO PERUGINI. ATTORE, REGISTA CINEMATOGRAFICO E GIORNALISTA | Alfonso Perugini è nato ad Atripalda nel 1988 e cresciuto a Pontinia in Provincia di Latina. Ha ottenuto una laurea in DAMS all’Università di Roma Tor Vergata e una laurea magistrale in Informazione e Sistemi Editoriali nella stessa Università Ha avuto come relatori i giornalisti Giuseppe Federico Mennella, ex direttore responsabile de “L’Unità” e il giornalista Rai Marco Frittella con tesi una sperimentale sulla Strage di Ustica. Nel 2011 è diventato Giornalista pubblicista, occupandosi a lungo di sport e di spettacolo. Perugini si dedica al cinema fin dall’adolescenza, prima con documentari e film sperimentali e poi con corti e lungometraggi. I suoi film sono di generi diversi, spaziando dalla commedia al thriller. Ha partecipato con i suoi film in vari festival cinematografici italiani e internazionali. Dal 2013 al 2016 ha vissuto a New York dove ha studiato alla New York Film Academy conseguendo la specializzazione nel corso biennale di Conservatory Filmmaking. Dirige nel 2015 “New York”, una commedia romantica che gode di un ottimo successo nel circuito indipendente Dopo essere rientrato in Italia dirige altri due film da regista: “Enigma Finale” (2016) e 45 – Good Wine” (2017). Partecipa alla commedia Passpartù – Operazione Doppiozero dove ha un piccolo ruolo vicino a Gianni Parisi e Giacomo Rizzo. A partire dal 2019 lavora perlopiù davanti alla macchina da presa e prende parte come protagonista a due web-serie “Garganta” (2019) e “Hotblade” di cui è anche co-produttore di quest’ultima.
Nel 2020 viene quindi scelto da Paolo Sorrentino per interpretare lo scenografo Dante Ferretti nel film “È stata la mano di Dio” Nello stesso anno è nel cast del film commedia direct-to-video “Tra le righe”, distribuito su Amazon Prime Video del regista Brando Improta. Questo film ottiene inoltre una candidatura ai David di Donatello. Sempre nel 2021 affianca l’attore Maccio Capatonda in un suo video-branded satirico prodotto da The Jackal. Per il 2023 è co-protagonista del blockbuster internazionale “Mafia Mamma”, commedia in cui recita accanto a Toni Collette, Monica Bellucci, Eduardo Scarpetta, Francesco Mastroianni e Giulio Corso per la regia di Catherine Hardwicke. Sempre nel 2023 viene pubblicato il suo primo libro: il saggio “Il muro di gomma: indagine sulla Strage di Ustica”.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.