La Biennale di Genova | Fucina dell’arte contemporanea


La Biennale di Genova, giunta alla 5 ^ edizione, con il passare degli anni si caratterizza sempre di più quale evento di arte contemporanea di livello internazionale, che dà lustro agli artisti italiani e ai stranieri che vi partecipano.

La Kermesse artistica, con la curatela di Mario Napoli, Flavia Motolese e Andrea Rossetti, è organizzata dall’Associazione Satura di Genova con il contributo del Comune di Genova e con il patrocinio della Regione Liguria e della Camera di Commercio ed ospita 200 artisti provenienti da 20 nazioni diverse le cui opere sono state bellamente allestite in 70 prestigiose sedi.

Le location espositive sono: la sede di SATURA a Palazzo Stella, Palazzo Doria Spinola, Palazzo Tobia Pallavicino, Museo Diocesano, Galata Museo del Mare, Museo Biblioteca dell’Attore, Cisterne di Santa Maria di Castello, Palazzo Doria De Ferrari Galliera, Palazzo Pantaleo Spinola, Allianz Bank Financial Advisors, Deloitte, Gruppo GE, Lifeforms Art Studio e il Circuito delle Botteghe Storiche.

Le tante location dedicate comprovano la strategia degli organizzatori, orientata verso un’arte diffusa e partecipata, che coinvolge più direttamente il tessuto sociale, in modo da garantire una fruibilità ampia e un’azione diretta alla crescita culturale, artistica e sociale dell’intero territorio.

La manifestazione secondo il critico d’arte dott. Andrea Rossetti, “rispetto ad altre ha un taglio internazionale e registra molte presenze dall’estero. Credo che attiri gli artisti perché è un marchio riconosciuto, mentre per i genovesi è un’occasione di avvicinarsi all’arte contemporanea”.

Tra gli ospiti d’onore citiamo gli artisti Giuseppe Amadio, Angiola Churchill, Nando Stevoli e Vinicio Momoli.

Il Presidente di Satura, dott. Mario Napoli, ha dichiarato che attraverso la Biennale si è inteso “creare un circuito diffuso sul territorio, portando l’arte contemporanea a contaminare la città e trasformare Genova nel teatro di uno degli eventi nazionali più completi sullo stato dell’arte contemporanea, capace di inserirsi in un più vasto contesto europeo”.

Tutte le opere in esposizione sono di pregevole fattura tecnica, contenutistica e soprattutto di linguaggio contemporaneo, a riprova dell’ottimo lavoro di selezione effettuato dallo staff di Satura. A tal proposito la critica d’arte dott. ssa Flavia Motolese ha evidenziato che “la Biennale si è sempre posta come impegno, oltre quello di valorizzare le ricerche del contemporaneo o scoprire nuovi talenti, avere una progettualità responsabile che guarda in avanti. Le centinaia di adesioni sono la dimostrazione del fascino e delle potenzialità di Genova, oltre che della scelta vincente di aver creato una struttura inclusiva che premia la qualità”.

La Biennale è un evento importante per la città di Genova, non solo dal punto di vista artistico, ma anche per le implicazioni sociali e culturali e le ricadute economiche positive per le attività commerciali e dei servizi recettivi. La manifestazione, secondo il Presidente di Satura dott. Mario Napoli, dimostra l’interesse “crescente verso il contemporaneo, catalizzatore di socialità e sperimentazione, edizione dopo edizione si è allargata la rete di collaborazioni e di partecipanti, unendo luoghi iconici e realtà diverse. Le istituzioni hanno sostenuto la manifestazione per la sua idea progettuale, che sottolinea il tentativo della città di porsi come centro di sperimentazione, ma anche per la capillarità di un evento che contribuisce a rendere Genova viva e attrattiva”.

Il bellissimo catalogo, realizzato in occasione della manifestazione, è la dimostrazione plastica dell’efficienza, della passione, della sensibilità e della competenza di tutti i professionisti coinvolti.


Tra i 200 artisti partecipanti si è ben distinto Lorenzo Basile, che con la sua opera “E naufragar mi è dolce nella luce”, ha ottenuto il riconoscimento dedicato agli artisti premiati.

L’artista sarnese Lorenzo Basile ha al suo attivo centinaia di mostre collettive in Italia e all’estero. Ha inoltre partecipato a concorsi dove ha ricevuto prestigiosi premi e ha organizzato personali di pittura sia in Italia che all’Estero, raccogliendo consensi di pubblico e di critica. Le opere di Basile presentano tutte un comune denominatore, il vigore cromatico e la potenza del gesto, che graffia la tela snocciolandosi in rivoli cromatici, sgocciolature, increspature ed eruzioni. Il colore è lo strumento per raccontare e per raccontarsi; l’artista riceve la luce, la trattiene e la restituisce al mondo. Attraverso il colore vengono fuori mondi immaginati e irreali, pulsioni emotive dell’inconscio, reminiscenze assopite, universi paralleli: dei veri e propri viaggi che l’anima compie dentro se stessa e nella sua storia infinita. “È l’uomo, quindi, con gli stati d’animo, le sensazioni, le pulsioni ad essere la base da cui la pittura si sviluppa e si avviluppa. (cit. dott.ssa Valentina Basile)”.
Per Lorenzo Basile l’arte ha una funzione sociale importantissima e soprattutto ha un ruolo emotivo coinvolgente, che cattura tutti i sensi dell’uomo.
Nelle opere di Basileil vissuto dell’artista gronda sulla tela: i viaggi reali e sognati, la terra natale, l’eros: l’arte non emula il reale, la vita non vi è rappresentata nelle sue parvenze, ma impressa attraverso percorsi cromatici che seguono il filo dell’inconscio” (cit. dott.ssa Valentina Basile)”
In questo senso “l’arte deve rivendicare la sua facoltà emozionale e cognitiva, che va al di là dell’utilità delle cose, ma non della necessità. Esattamente come la intende Paolo Crepet, infatti, essa è antidoto, mai fuga dalla realtà poiché ricopre una rilevanza notevole per le stesse sue connessioni con il contesto politico, sociale, economico e culturale”. (cit. dott.ssa Flavia Motolese).


Piacevole e qualificata la presenza degli artisti stranieri e in particolar modo quelli di origine cinese, che hanno portato una ventata di aria fresca e di novità, a dimostrazione del valore cosmopolita dell’arte.



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