La relazione tra gli incendi e il futuro del Pianeta

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Perché gli incendi stanno contribuendo a definire il futuro del pianeta

Why fires are changing our life on earth

Una coltre color arancio si erge sul cielo di New York. Arriva dal Nord, attraversando quasi per intero la British Columbia e il Quebec. Contemporaneamente, anche il cielo della California perde la sua tinta originaria. La crisi climatica sta rendendo questi scenari sempre più frequenti.
Ormai da anni abituati a registrare costanti aumenti delle temperature estive nel nostro mediterraneo, eccoci anche quest’estate a dover affrontare un’emergenza climatica quasi senza precedenti che mette a dura prova cittadini da un lato ed autorità preposte al controllo incendi dall’altro.
Registrato di recente un incendio con quasi tre chilometri di fronte sul confine tra Francia ed Italia, in una zona difficilmente raggiungibile dalle unità di soccorso dei vigili del fuoco e della protezione civile. Il sindaco di Marsiglia ha lanciato un appello alla popolazione per la più attenta vigilanza. Registrati anche incendi in Corsica, dove forti raffiche di vento hanno esteso il fuoco in 200 ettari di terreno.
E ancora colpiti da importanti incendi: Tunisia, Turchia (roghi nelle foreste a nord di Istanbul), Croazia, Algeria, dove sono deceduti 34 dei 40 morti per incendi registrati negli ultimi giorni.
In Croazia proprio la città di Dubrovnik, nota meta turistica, riporta i roghi più ostili per via dei forti venti che rallentano i soccorsi. In Grecia colpite le isole di Rodi, Corfù, Eubea, con temperature di 43-45° che potrebbero nei prossimi giorni ancora aumentare. In Atene più di 45° con l’acropoli chiusa nelle ore più calde della giornata.

Cosa c’entrano gli incendi con la crisi climatica
La crisi climatica incide notevolmente sul divampare degli incendi. Le temperature record influiscono sulla vegetazione che è sensibile agli inneschi dall’esterno.
Lo scoppio della combustione è imputabile al vapor pressure deficit (VPD), che esprime la differenza tra la quantità di umidità che circola nell’aria e quella che l’aria riesce a trattenere fino al punto di saturazione. Il caldo eccessivo crea maggiore evaporazione da terreno e piante, determinando, insieme alla siccità, le condizioni affinché un incendio possa divampare ed espandersi. Anche particolari insetti che vivono nei boschi fanno la loro parte.
L’inquinamento urbano tiene banco nell’elenco dei fattori più preoccupanti, esacerbando l’ammontare delle morti premature e la tossicità dell’aria.
Si tratta della commistione tra i composti organici volatili (VOC) liberati dall’inquinamento e l’ossido di azoto presente nelle metropoli che, incontrando la luce solare, contribuiscono ad aumentare i livelli di ozono nelle città. Asma, tosse e mal di gola sono gli effetti comuni e immediati di questo evento. E i terreni continuano a bruciare.
Alcune considerazioni su una via verso la risoluzione
Una rilevanza maggiore sarà da attribuire nei prossimi anni alla progettazione urbana. Si necessita di un servizio di ventilazione delle aree “a rischio” e l’uso di filtri che agiscano in supporto per “pulire” costantemente l’aria. Un altro intervento possibile concerne la coibentazione degli ambienti interni, sempre nell’ottica di proteggere la qualità della vita di chi abita in questi edifici.
I dati in nostro possesso suggeriscono che dovremo imparare a convivere con gli incendi. Ci sono micro-attività che possono aiutare nel lungo periodo. Ad esempio, ridurre la vegetazione più esposta, oppure stabilire frequenti e ben localizzati presidi interventistici grazie all’acqua, insistere su un monitoraggio efficace.
Dobbiamo familiarizzare con il fuoco e comprendere l’ecosistema che ha contribuito a generare.
Bisogna ripristinare un rapporto antico, paritario e rispettoso con la natura, osservandone leggi e corso, che sono indipendenti dai nostri volontà e controllo.
La vera sfida, nei prossimi anni, sarà quella di abbandonare un approccio antropocentrico e dialogare con l’ambiente con una cognizione maggiore dei suoi funzionamenti. Studiandolo e aiutando a conservarlo, per garantire il nostro continuamento e agire in maniera conservativa.


Diletta Ciociano, laureata magistrale in filosofia, masterizzata ed esperta di management delle risorse umane, professionalmente si occupa della gestione di progetti in ambito sociosanitario, pubblico e privato. Da sempre grande divoratrice di libri e film, ma appassionata di linguaggi culturali in generale, legge e dispensa consigli su cinema, letteratura, podcast e musica. Di recente trasferita negli Stati Uniti, vive a New Haven, Connecticut