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100 mila morti da ossicodone e fentanyl. L’epidemia silenziosa che sta vessando gli Stati Uniti da oltre trent’anni
Thousands of deaths due to oxycontin and fentanyl. Why the United States are in this dramatic situation?
Quando un evento si storicizza, qualcuno decide di raccontarlo visivamente. Solo di recente, serie come Dopesick e Painkiller, oppure prodotti più autoriali come Tutta la bellezza e il dolore sono stati animati dallo stesso scopo: narrare cosa accade da trent’anni in America rispetto alla dipendenza da ossicodone e fentanyl.
Quando tutto ebbe inizio
Avete presente New York City? Dimenticatela. Nelle zone rurali degli Stati Uniti persiste il volto vero del continente: lavoratori di braccia e gambe, i minatori ad esempio, non sono un ricordo lontano ma una realtà ancora vigente. Accade presto o tardi un infortunio, il dolore diviene insopportabile e ci si affida agli antidolorifici perché non si può smettere di lavorare.
A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, un nuovo farmaco approvato dalla Food and Drug Administration inizia ad essere prescritto dai medici di famiglia. A rilascio lento, si dice che l’Oxycontin è in grado di porre fine al supplizio fisico senza creare dipendenza. Miniere e fabbriche diventano ben presto il cuore pulsante di una delle epidemie più drammatiche della storia dell’umanità, una piaga che duole nel cuore degli americani. Moltissime comunità si sono trovate a fare i conti con migliaia di tossicodipendenti e con tutti i disagi che essi comportano.
Si contano, ad oggi, circa 100.000 morti a causa dell’Oxycontin, numero potenzialmente destinato a salire.
L’inchiesta sulla Purdue Pharma
La maggior parte dei prodotti televisivi in circolazione sul tema prende spunto dalla maxi inchiesta condotta a partire dagli anni 2000 contro la Purdue Pharma, colpevole di aver messo in circolazione non solo il potente farmaco a base di ossicodone, ma anche l’analgesico fentanyl, ugualmente responsabile di numerose vittime. L’azienda è attualmente in banca rotta, dopo aver continuato la propria attività per altri vent’anni dall’inizio del processo. Tuttavia, sembra essere intenzionata a ri-fondarsi con un nuovo nome per poter rientrare sul mercato.
Il National Center of Statistics sta raccogliendo i dati, i quali evidenziano che l’overdose da ossicodone e fentanyl uccide più degli incidenti stradali e delle armi da fuoco. Se inizialmente l’epidemia interessava soprattutto le zone maggiormente agresti, attualmente il fenomeno risulta distribuito a macchia d’olio, colpendo anche le aree più progressiste.
I prodotti televisivi aiutano a comprendere meglio gli elementi normativi, sociali o culturali che possono aver scatenato un’epidemia di questa portata. La società americana ha caratteristiche complesse e spesso gli istituti che hanno potere decisionale e di controllo non comunicano fra loro. Inoltre, nel momento in cui la domanda cresce, il business tende a prevalere sull’etica e non resta che assecondarlo. È così che la Purdue Pharma ha messo in commercio e in poco tempo una pillola di 80 mg di ossicodone.
La portata dell’epidemia
Analizzando le cause dei decessi, emerge una lunga lista di oppioidi da cui sono provocati. Fentanyl e ossicodone sono in cima all’elenco, ma nella maggior parte dei casi hanno attecchito su persone che avevano già una dipendenza e l’accessibilità di queste droghe ne ha acuito l’impatto o accelerato la fine, soprattutto nei casi di riabilitazione.
Sembra difficile da comprendere per chi è europeo, ma il farmaco qui lavora sul sintomo, indipendentemente da ciò che lo genera. Quello che cambia è il dosaggio, che può essere facilmente aumentato quando si sviluppa assuefazione e l’effetto benefico svanisce.
Dinanzi alle proporzioni del fenomeno, il governo federale è andato all’attacco estendendo prescrizione e utilizzo del naloxone, un farmaco che agisce in maniera potente su chi sta avendo un’overdose per “resuscitarlo”. Se funziona bene nei casi estremi, tuttavia sta contribuendo ad abbassare la soglia di allerta tra i tossicodipendenti per i suoi vantaggi immediati e non sta avendo l’efficacia sperata rispetto al contenimento del fenomeno.
Come le aziende di produzione, anche i colossi della distribuzione in America cominciano a pagare lo scotto della leggerezza. CVS Health, Walgreens e Walmart sono state accusate di collusione ad esempio in Ohio, ma ogni Stato ha le proprie regole e questa mancanza di omogeneità nel riconoscimento della colpevolezza rischia di rappresentare un altro buco nell’acqua.
Trent’anni di vessazioni hanno scavano in mente e cuore di intere comunità, plasmando l’opinione pubblica. Questo ha rappresentato uno snodo importante per il rallentamento dell’epidemia, che tocca ancora oggi vette apicali, ma ha anche spostato il problema sul piano dell’illegalità. Le autorità americane sono in genere molti sensibili alle pressioni della collettività, ma serve uno sforzo enorme e integrato per contrastare energicamente questa epidemia.