TRENTATREESIMO CONGRESSO NAZIONALE FORENSE

L’avvocato sarnese Umberto Mancuso, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore e intervento_ministrodelegato dagli avvocati del medesimo Foro al Congresso Nazionale Forense, ha redatto per “MediaVox Magazine” un articolo che sintetizza il contenuto dei lavori congressuali.

 

Nel trentatreesimo Congresso Nazionale Forense, tenutosi al Palacongressi di Rimini nelle giornate del 6, 7 ed 8 ottobre, dal titolo “Giustizia senza processo? La funzione dell’avvocatura” due erano i temi importanti sui quali dibattere: il ruolo e la funzione dell’avvocato fuori dal processo, come sancito dalla riforma legislativa del processo civile del 2014, e quello della rappresentanza politica degli avvocati.

Il tema centrale, riguardante il ruolo dell’avvocato nelle cosiddette A.D.R. (acronimo di Alternative Dispute Resolution – metodi alternativi di risoluzione delle controversie) ossia l’insieme degli strumenti della risoluzione delle controversie alternativi al procedimento giurisdizionale ordinario, quali la mediazione, la negoziazione assistita e l’arbitrato, è stato dibattuto a lungo. I principali interventi hanno messo in evidenza che il pieno funzionamento di tali istituti risulta essere il miglior strumento di deflazione delle cause ed assolutamente indispensabile per garantire qualità a queste misure è il ruolo dell’avvocato, che più di ogni altro può offrire quell’apporto di tecnicità e conoscenza giuridica in grado di determinare la corretta ed equilibrata tutela dei contrapposti interessi.

Il Palacongressi

Dal dibattito congressuale è trapelata, ancora, l’esigenza che il legislatore dovrà sforzarsi di accompagnare questi istituti verso il miglior sviluppo, ma non dovrà contestualmente disseminare il processo civile di tagliole procedurali, né dovrà sviluppare forme di filtro lesive del diritto di difesa.

Importantissimo anche il tema del processo penale, divenuto oggetto di pericolosa spettacolarizzazione mediatica, affrontato nella tavola rotonda del terzo giorno del convegno, laddove gli illustri intervenuti hanno criticato l’abitudine di esprimere giudizio di colpevolezza prima ancora della celebrazione del processo, che rischia di diventare definitivo a prescindere dagli esiti del processo stesso, non permettendo di riabilitare chi è finito sotto gli occhi dei riflettori solo perché indagato, ed è emersa, inoltre, la preoccupazione che il condizionamento mediatico e la banalizzazione del processo penale rischiano di creare gravi danni agli equilibri essenziali e necessari della giurisdizione.

Passando al secondo tema quello della rappresentanza politica, maggiormente divisivo della classe forense, al Congresso ha prevalso la mozione che prevede il superamento dell’O.U.A. (acronimo di Organismo Unitario dell’Avvocatura) con 591 voti a favore, 204 voti contrari e 134 astenuti.

I Delegati del Consiglio dell’Ordine di Nocera Inferiore

Gli avvocati hanno, quindi, dato corso ad una nuova fase della rappresentanza politica istituendo un nuovo soggetto l’O.C.F., Organismo Congressuale Forense, ponendo così termine all’esperienza ventennale dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura.

Tale Organismo Congressuale Forense prevede una maggiore presenza dei componenti degli Ordini facendo venire meno l’incompatibilità oggi prevista, consentendo un legame più stretto con il Congresso, con una platea di delegati ridotta.

L’Organismo Congressuale Forense dovrà, tra l’altro, proclamare l’astensione dalle udienze osservando naturalmente le disposizioni del codice di autoregolamentazione, lavorare di concerto con la Cassa Avvocati, per le materie di sua competenza, e con il Consiglio Nazionale Forense (CNF).

L’intervento del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha praticamente chiuso la terza giornata del Congresso nel corso del quale ha annunciato un disegno di legge sull’equo compenso degli avvocati al fine di riequilibrare i rapporti contrattuali con alcuni clienti forti come banche, imprese e assicurazione, che prevedrebbe la nullità della clausola o patto vessatorio che stabilisce un compenso non equo, lasciando all’Autorità Giudiziaria il compito di rideterminare il compenso tenendo conto degli ordinari parametri di legge.

Nel suo intervento, inoltre, il Guardasigilli ha sottolineato l’impegno del Governo sul fronte dell’innalzamento delle tutele per le donne avvocato e rappresentanza di genere e ribadito l’importanza di un’Avvocatura che si faccia “classe dirigente” del Paese, auspicando sempre più tavoli di concertazione e scelte condivise con la stessa Avvocatura sui temi caldi della Giustizia.

Avv. Umberto Mancusoumberto_mancuso

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