IL POETA CHE REGALA EMOZIONI. LIBERO VOLO D’ANIMA DI FRANCESCO CERTO



Sempre raffinata è la scrittura di Francesco Certo che attraverso i suoi versi emoziona i suoi lettori. Nella sua nona opera “Libero volo d’anima”, edita dalla casa editrice PandiLettere, il giornalista e redattore capo del Network R D S aspira a ritrovare il senso profondo della vita.

E’ questo il filo prezioso che lega queste 100 poesie: L’amore non appassisce / anche se non viene innaffiato/ per lungo tempo…// Ci rivediamo domani/ davanti al santuario/ del nostro amore…// Con il naso all’insù/mi perdo questa sera/ a guardar stelle…//. Il più grande pregio di Certo è di aver saputo evidenziare la necessità della poesia. Su tutto emerge la libertà dell’anima in ogni frangente della vita. “Io sono fedele/ alla tua vita/ che è diventata/ la mia vita./ Io ti sono fedele /ogni volta/che respiro.


L’INTERVISTA


Com’è avvenuto il suo incontro con la poesia? Il mio incontro con la poesia mi piace pensare nasca da lontano, da quando sin da ragazzino amavo così tanto la scrittura che decisi di farne una professione. E in effetti quel sogno si tradusse in realtà. La mia attività di giornalista – come è lecito pensare – consta di scrittura in prosa, ma è una falsa verità ritenere che i due linguaggi siano del tutto distinti. L’attenzione al lato emozionale della vita non mi ha mai abbandonato alla stessa maniera della passione per l’esigenza di indagare dentro l’animo umano. Di fatto dunque nel tempo si è sviluppato sempre di più il bisogno di raccontare in versi quello che io “sento” nella vita e della vita, anche perché la scrittura in prosa indubbiamente tende a rimarcare fatti e avvenimenti perlopiù nella loro crudezza. Se volessimo allora datare quest’incontro reale con la poesia, questa esigenza quotidiana di scrivere in versi, allora ci riferiamo a tempi più recenti, tre quattro anni orsono.

La poesia ci offre la possibilità di entrare nel mondo interiore del poeta. Ci faccia entrare nel suo universo poetico. Il mio mondo poetico mira a riannodare i fili dello stupore del bambino con la presa di contatto del mondo; tutto quello che avverte e scopre il fanciullo ha una sua valenza imperitura, che lo accompagna anche da grande sempre che l’uomo che sarà non perda sensibilità e emotività. Nel grande campo emozionale della vita un ruolo centrale è occupato dall’amore, esplicitato in tutte le sue forme nella mia poesia: agognato vissuto non vissuto, sprecato, esaltato, celebrato, dannato, miracoloso, illimitato, a tempo deterninato. La gran parte delle mie raccolte poetiche sperimenta il disincanto dell’uomo piccolo, che tende al grande amore all’elevazione e poi ripiomba negli inferi della dannazione e dell’amore negato.

Nei primi versi dedicati a Roma lei afferma “Scriverò sui muri/ quanto la poesia/ riscalda i cuori, / quanta vita/regala…” , eppure nel mondo ci sono guerre, bambini violati, donne stuprate. Allora mi chiedo qual è il ruolo della poesia in questo momento storico? Il ruolo della poesia è davvero salvifico come dimostrano i nostri giovani che, al di là delle degenerazioni alle quali si abbandonano spesso, hanno a cuore la scrittura in versi come l’unica fonte di salvezza davanti a crudezze violenze e forme spregevoli di vivere cui Lei faceva riferimento. La poesia è per tutti in ogni momento della vita, lascia la speranza che il mondo possa avere una sembianza migliore, che la propria vita abbia davanti a sè una forma di riscatto cui avvicinarsi; la poesia testimonia l’importanza del bello anche nei nostri giorni, l’attenzione alle emozioni che fanno di una vita qualcosa veramente degna di essere vissuta. Confermo che tanti ragazzi scrivono poesie come se quel tipo di narrazione contenesse la possibilità di una vita migliore.

“L’amore non appassisce / anche se non viene innaffiato/ per lungo tempo…// Ci rivediamo domani/ davanti al santuario/ del nostro amore…// Con il naso all’insù/mi perdo questa sera/ a guardar stelle…// Qual è il filo conduttore che unisce le poesie di questa raccolta? Certamente il filo conduttore è questo senso di libertà che ci caratterizza nella ricerca dell’amore e soprattutto nella libertà di espressione della nostra anima. Non possiamo restare aggrappati e incatenati agli schemi nella prigione della vita, ma dobbiamo avere la possibilità di elevarci e con noi anche la nostra anima che tende necessariamente a dover respirare per sopravvivere.

Qual è il processo creativo che si cela dietro “LIBERO VOLO D’ANIMA”? E’ un processo creativo di libertà e dunque non incardinato in nessuno schema precostituito. Le poesie nascono libere e con la stessa libertà che io pretendo da me, il lettore dovrà avere il piacere e la libera determinazione di saltare da una parte all’altra del volume senza per questo sentirsi in difetto.

Che cosa significa essere un poeta in Italia?
Non so cosa voglia dire essere un poeta in Italia, so solo che forse in questo paese più che altrove vige la controinformazione o forse l’abitudine di considerare la poesia figlia di un Dio minore, come qualcosa che non abbia diritto di cittadinanza visto che la poesia non vende. Almeno così si dice. E quindi la vita del poeta è complessa ma tranquillamente resta libera di esprimersi, indifferente all’ottusità di chi per marketing osceno relega in piccoli scaffali i volumi poetici, come se noi tutti dovessimo vergognarci di pubblicare poesie, come se meno poesie apparissero e più si guadagnasse in immagine.

Qual è il suo obbiettivo? Il mio obiettivo è esattamente quello di far vivere emozioni a chi si accinge a leggere un volume, meglio direi a condividere con me le emozioni che io stesso provo quando mi metto a scrivere in versi. Se si ha la forza di volersi mettere a nudo davanti a una raccolta allora per magia si crea uno scambio di emozioni, una complicità di vita che rende autore e lettore indissolubilmente legati. Al poeta chiedo verità e non sperimentalismo, al lettore la forza di aprirsi con fiducia e di ritrovarsi nei versi di un “estraneo”.

Quando deciso che la poesia avrebbe occupato un posto importante nella sua vita?
Come le dicevo pochi anni fa quel percorso di amore per la scrittura ha preso la piega dei versi, e quindi possiamo andare ai tempi della pandemia per datare esattamente l’inizio delle mie composizioni e soprattutto l’inizio di un percorso che non intendo abbandonare finché sarò sulla terra.

Il poeta che maggiormente ha inciso nella sua formazione artistica? Certamente le letture classiche hanno influito sulla mia formazione ma se dovessi indicare un ruolo decisivo, indicherei senza dubbio il magnetismo contagioso dell’emozione attraverso l’immagine poetica di Ungaretti; tutta quella forza potentissima della parola mi avvicina a quel nome come punto di riferimento. Ammiro d’altra parte moltissimo anche i poeti maledetti francesi.

Chi è Francesco Certo oltre la poesia? Francesco Certo è uno scrupoloso giornalista da trent’anni che ha fatto della religione della notizia un credo ossessivo, che ha vissuto e vive questo tipo di vita senza tralasciare alcuna materia o quasi. Dunque l’amore per la notizia è almeno pari a quello per la poesia, con l’esigenza di salvarmi sempre e comunque dal mondo o forse di immergermi in esso con fiducia e speranza.



Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".