MYTOS: la Mostra

Maddaloni (CE) | Il 14 ottobre 2023, alle ore 18.30, nella splendida location del museo archeologico Calatia della città di Maddaloni, si è inaugurata la mostra Mytos organizzata dall’Associazione Universo Arte con la direzione artistica dell’artista Antonella Botticelli e con il patrocinio della struttura museale.


Il vernissage si è tenuto alla presenza della dott. ssa Rosa Fiorillo – critica d’arte, del prof. Fiorentino Vecchiarelli – critico d’arte, della prof. Ilde Rampino – poetessa e della stessa curatrice, l’artista Antonella Botticelli.

Il progetto “Mytos” elaborato dall’Associazione Universo Arte, nasce dalla consapevolezza che da sempre l’uomo si è affidato al mito per spiegare qualcosa che non andava al di là dell’umana comprensione e interpretare fenomeni inquietanti e sconosciuti, sicché i riti divenivano la rappresentazione di un gesto materiale e concreto che conteneva in sé tracce di mistero che divenivano immagine e costituivano una certezza su cui basare la propria concezione dell’ignoto. L’arte è stata in certo senso l’espressione di questa eterno anelito al soprannaturale che si estrinseca attraverso varie forme, soprattutto quella classica, ma che non disdegna spunti di modernità,trasfigurando il mito, dandogli una parvenza onirica. Le leggende che hanno caratterizzato gran parte del nostro passato hanno dato vita a personaggi densi di forte pregnanza emotiva che talvolta si sono trasformati in modelli o sono diventati un faro per la conoscenza. L’arte ne ha preso spunto, inserendoli in un approccio fantastico e a volte fantasmagorico che ha generato opere suggestive e indimenticabili, lasciando libera l’immaginazione. Sicché i miti, i riti, le leggende possono ancora sollecitare la fantasia creativa degli artisti, diventare un tema su cui lavorare e sognare.

La critica d’arte dott. ssa Rosa Fiorillo, nel suo intervento ha in primis ringraziato i presenti, le autorità e il direttore del Museo Calatia, dott. Vincenzo Salerno per la disponibilità della struttura, ha poi brevemente accennato alla storia della struttura Museale, alla tematica trattata e cioè il Mito, che a suo parere è stato interpretato magnificamente dai 29 artisti che hanno partecipato alla mostra Mytos.

Poi ha preso la parola il critico d’arte prof. Fiorentino Vecchiarelli il quale ha elogiato i lavori degli artisti, che hanno, pure nella diversità dei linguaggi e delle tecniche, interpretato il tema nelle sue svariate declinazioni. Una delle cose che più ha tenuto ad evidenziare è la bellezza della cromia dei colori delle opere, che in alcuni casi si avvicinano alla tradizione classica, in altri ancora all’astrattismo, al cubismo e al surrealismo.

La poetessa Ilde Rampino ha spiegato la dinamica del suo lavoro poetico: in pratica la curatrice le ha passato le foto delle opere e lei, sulla scorta delle sue sensazioni ed emozioni, ha poi scritto il commento personalizzato per ogni opera.

La splendida location ha accolto le opere dei seguenti artisti: Marinella Albora, Angela Lapadula, Francesco Annunziata, Lorenzo Basile, Giovanni Boccia, Maria Brillante, Emanuele Cardone, Gianluca Carbone, Carmen Catapano, Daniela Colonna, Giuseppe Crescenzo, Carla De Gregori, Davide Della Vedova, Vittorio D’Onofrio, Anna Felvini, Benedetta Jandolo, Elvira Landi, Angela Lapadula, Angela Marotti, Pasquale Mastrogiacomo, Anna Maria Mirabella, Sandro Pontillo, Carmine Prisco, Orlando Ratto, Salvatore Romano, Sabina Russo, Francesco Giovanni Sisinni, Daisy Triolo, Susanna Yang, Pio Volpe, Giuseppe Zotti.

Tutte le opere esposte sono di ottima fattura tecnica e di innovativi linguaggi espressivi.

L’artista TRIOLO DASY ha interpretato il mito della foresta, che viene rappresentata come una Madre. Perché la foresta è vita per l’uomo e per il mondo animale. Gli occhi che vengono posti in alto nella parte sinistra dell’opera, sono un chiaro riferimento alla presenza spesso invadente dell’uomo e alla sua furia distruttrice.

L’opera scultorea dell’artista ANNA FELVINI di stampo minimalista ha affrontato bellamente il tema della crocifissione. L’immagine “essenziale”, scarna, esprime bene il dramma dell’uomo nel suo doloroso supplizio. Il crocifisso è per i credenti un mistero da accogliere, per gli atei l’emblema dell’ingiustizia umana.

L’opera dell’artista ANNAMARIA MIRABELLA è un omaggio alla spiritualità australiana e rievoca, con la forza del colore, che si fa materia, antichi riti ancestrali sulla creazione del mondo. L’opera è di chiaro contenuto concettuale e di forte impatto emozionale.

L’opera dell’artista BENEDETTA IANDOLA è stata eseguita con tecnica mista, dal forte contenuto simbolico. Il cuore sezionato in tre parti, rimanda ai diversi stati d’animo o momenti di vita dell’essere umano. Il cuore nella sua semplicità figurativa assume una forte potenza evocativa ed espressiva.

L’artista CARMINE PRISCO ha utilizzato il linguaggio dei segni per sviluppare il racconto dell’avventuroso viaggio degli Argonauti. Opera gradevole dal punto di vista estetico, con contenuti ermetici che rimandano all’astrattismo segnico.

L’opera informale dell’artista ANGELA LAPADULA, è pregevole e raffinata dal punto di vista della tecnica. Il colore fa da protagonista ai sussulti dell’anima che anela verso il cielo. Efficace la cromia e la potenza del gesto, di grande impatto emozionale.

L’opera di DAVIDE DELLA VEDOVA è piacevole, di forte contenuto simbolico. Buono l’accostamento dei colori, che creano una piacevole armonia compositiva. Le lingue di fuoco che ascendono verso l’alto rappresentano il desiderio dell’uomo di anelare al cielo.

L’opera di ELVIRA LANDI è di stampo figurativo molto gradevole. L’artista che denota una buona tecnica pittorica ha rappresentato l’altra parte del mondo vivente, che abita in fondo al mare. Le figure marine, dipinte con maestria, sono presenza e bellezza di un’altra vita, di un altro mondo.

L’opera di EMANUELE CARDONE ha esaltato il forte contenuto simbolista e introspettivo. Il personaggio che primeggia al centro della tela con le mani sul volto, indica la sofferenza dell’uomo quando chiude la sua anima dentro uno spazio delimitato.

La maternità di FRANCESCO ANNUNZIATA ha sintetizzato magnificamente l’esperienza più gratificante per la donna ed è legata al dono della vita. La maternità è anche sinonimo di cura e di tenerezza. L’uovo nella religione cristiana è associato alla risurrezione ed è quindi una immagine molto potente. L’uovo rappresentato magnificamente dallo scultore poggia sulla roccia, a significare che la vita ha radici salde e profonde.

L’artista GIOVANNI BOCCIA nella esecuzione dell’opera ha utilizzato materiali vari, anche conchiglie e pietre di mare. L’opera realizzata con tecnica mista è un racconto molto suggestivo, che rimanda al mito di Partenope, la sirena che con il suo bellissimo canto cercò di sedurre l’eroe Ulisse, ma non riuscì nel suo intento. Allora per il rifiuto e, per il dolore, si gettò dalla roccia più alta. Le onde del mare portarono il suo corpo fino al golfo di Napoli.

L’artista GIUSEPPE CRESCENZO ha rappresentato, con raffinata tecnica pittorica, il mito di Edipo, metafora delle origini dell’uomo. La ricerca della verità, spesso dolorosa, transita dentro l’uomo, che con la sua superbia non giunge a nessuna scoperta, ma viene dominato dal destino.

L’opera di CARLA DE GREGORI denota una buona tecnica pittorica. Il racconto del mito di Eos è stato illustrato attraverso l’ immagine di un volto sfocato, che però coglie nello spazio della tela l’atmosfera dell’Aurora. Molto interessante l’effetto cromatico, quasi in dissolvenza, a indicare il sorgere dell’alba del primo mattino.

L’opera di LORENZO BASILE è di chiaro linguaggio espressionista, ben eseguita tecnicamente, rappresenta il mito del filo di Arianna. I personaggi che compongono la scena rimandano alla consegna del gomitolo di lana che Arianna fece a Teseo. Sullo sfondo la bestia- il Minotauro- che avanza nel labirinto. Atmosfera e interpretazione molto suggestiva e affascinante.

L’opera di MARIA BRILLANTE è molto gradevole dal punto di vista estetico. Attraverso un linguaggio diretto l’artista ha rappresentato Gea, ovvero la madre terra, che si prende cura dell’uomo fin dalla sua nascita. L’opera esprime appieno la tenerezza della maternità.

L’opera di MARINELLA ALBORA ha narrato il mito di Poseidone, il Dio del mare. Il colore monocromo azzurro evidenzia l’ambiente marino che è un tutt’uno con la divinità. I tratti somatici del Dio, muscoloso e possente, rispecchiamo fedelmente l’iconografia popolare.

L’opera dell’artista ORLANDO RATTO ha interpretato bellamente il mito di Medusa. Le due donne- Medusa e Atena- , sono dipinte con eleganza e raffinatezza tecnica. Atena con gli occhi chiusi e lo sguardo rivolto verso il basso espande nello spazio la luce della sua saggezza, mentre Medusa rifulge la sua misteriosa bellezza.

L’opera di SALVATORE ROMANO è molto suggestiva. L’artista ha calibrato in maniera magistrale il gioco di luci e di ombre. La statua che primeggia la scena rappresenta l’uomo che nel suo divenire transita nell’esperienza della luce e del buio.

L’opera scultorea di PIO VOLPE racconta bellamente, attraverso l’uso di un materiale povero ma molto duttile -la carta- il mito di Laocoonte. La scena esprime intensamente l’idea di movimento e la drammatica lotta di Laocoonte nel tentativo di salvare la vita dei suoi due figli avvinghiati dai serpenti.

L’opera scultorea dell’artista GIANLUCA CARBONE ben esprime, nella essenzialità della forma, la drammatica condizione umana, stretta tra la morsa della solitudine esistenziale e il desiderio di ribellione. L’assenza del volto evidenzia l’essere universale del soggetto e quindi tutto il genere umano.

L’opera scultorea di GIUSETTE ZOTTI, di ottima fattura tecnica, esprime, in forma lirica, nella sua armonia plastica, l’incontro e l’avvicinamento tra Tedide e Pagea. Il bacio tra le due figure mitologiche rimanda bellamente all’ancestrale racconto.

L’opera di FRANCESCO SISINNI ha interpretato in maniera originale, con un linguaggio di astrazione, il mito che vive in ogni uomo cioè il suo desiderio di affermazione attraverso la condivisione del sapere e la spinta al bene comune. L’impianto pittorico genera sicuramente un’emozione estetica assieme alla curiosità di conoscere il contenuto dell’opera.

L’opera pittorica di CARMEN CATAPANO è un racconto introspettivo e per certi versi universale. Penelope è stata nel passato un simbolo femminile e cioè la donna fedele al marito, che ne subisce le scelte e che tuttavia lo accoglie quando ritorna. L’opera, interpreta bellamente, in chiave contemporanea, il mito classico di Penolope. La tela che lavora il giorno per poi disfarla la notte è la trama della nostra vita, con accelerazioni e ripensamenti.

L’opera di PASQUALE MASTROGIACOMO denota un impianto descrittivo surreale e una buona tecnica pittorica. I tre personaggi senza volto seduti sui “troni” rappresentano l’incertezza della vita nel suo divenire. La donna posta al centro dell’opera è la dea madre dalla quale si dipana l’eterno fluire del tempo, che è lastricato da crepe e da dolore.

L’opera di ANGELA MAROTTI è la metafora della brutalità e al tempo stesso della salvezza attraverso la bellezza dell’arte. Lo sguardo della protagonista, sospeso tra cielo e terra, sembra esprimere tutto il disincanto e il dolore di Medusa, dopo essere stata sedotta da Poseidone e per questo motivo punita da Atena.

L’opera di natura concettuale di VITTORIO D’ONOFRIO fa riferimento al dualismo tra il grano, che nell’accezione comune è sinonimo di “cosa buona”, e il cielo sanguinolento che invece rimanda alla tragica realtà della guerra. Nello spazio della terra si consuma il drammatico duello esistenziale tra la Morte e la Vita.

L’opera di SABINA RUSSO è stata interpretata con piglio espressionista. La forza del colore sembra liquefarsi nella forma. Adone è la metafora del super ego che travolge tutto quello con cui si relaziona. Perché la vera bellezza non è alla superficie del corpo ma nella parte profonda dell’animo umano.

L’opera di SANDRO PONTILLO interpreta il mito di Pegaso, il cavallo alato che oltre alla forza possedeva la capacità di volare. Pegaso viene riprodotto bellamente mentre corre sulle onde del mare. Opera pregevole per composizione e resa pittorica.

L’opera di DANIELA COLONNA, eseguita in maniera impeccabile dal punto di vista tecnico, racconta il mito del vaso di pandora. In alto sopra il vaso si notano delle “escrescenze” che rappresentano i mali del mondo. Il vaso magistralmente interpretato ricorda la tradizione classica della Grecia antica. L’opera è gradevole e di grande impatto emozionale.

L’opera informale di SUSANNA YANG esprime una straordinaria potenza cromatica. Le masse di colore, amalgamate e compatte, formano una materia incandescente. L’opera allude chiaramente al mito di Prometeo e alla nascita del fuoco. La tela è lo spazio della narrazione delle emozioni, dello stato d’animo dell’autrice e del suo travaglio interiore



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