Isabel Cardellicchio | “La linea di sé”

Intervista alla scrittrice Isabel Cardellicchio autrice del romanzo “La linea di sé” testo selezionato a Sanremo Writers e che sarà presentato ad Avellino letteraria il prossimo 23 dicembre a Villa Amendola ad Avellino.

Il Sé, l’immagine di noi stessi racchiude l’insieme di sentimenti e di emozioni presente nella tua narrativa. Con un tuo duplice sguardo da esperta del settore, essendo una psicoterapeuta e psicologa. Parlaci dei vari aspetti che hanno contraddistinto la tua opera letteraria. E’ sottile la linea di demarcazione in quest’opera che nasce senza la presunzione di fare psicologia, ma con l’intento di narrare alcune vicende di vita per dare nuovo posto e nuovo significato. Le due parti, tuttavia, si sono in qualche modo mescolate arricchendo quel sistema di significati utile all’autrice e alla psicologa che mi ha permesso di arrivare a rinnovate scoperte con sguardo nuovo e complesso, frutto di esperienze personali e professionali. Ecco che quindi il romanzo diventa un romanzo psicologico, capace di suscitare nel lettore, da quanto da lui stesso mi è stato rimandato, un ventaglio di tematiche che in generale caratterizzano il genere umano. Sorridendoci su, mi rendo conto che è un po’ un “testo protettivo”, dove l’autore, a seconda della sua capacità di immedesimarsi nell’uno o nell’altro personaggio e a seconda del momento della vita che sta attraversando, estrapola una tematica piuttosto che un’altra.
Nel romanzo c’è un tuo flusso di coscienza, narrando la storia del personaggio?
Si, questo spiega anche la brevità dell’opera. E’ un racconto che nasce anni fa per me stessa. Poi decido di metterla in relazione affinchè la storia, con i suoi tempi, il suo dolore, le sue rinascite, le sue scoperte, potessero trovare nuova forma e forza vitale in un processo di condivisione più ampio che consentisse al lettore di abbracciare la storia ma anche di farsi abbracciare dalla storia.
Il personaggio chiave del racconto come si configura di fronte alla consapevolezza del dolore e della fragilità umana? Risponde al bisogno di reagire, di resistere per continuare a sperare e contare sulla propria volontà?
La protagonista del romanzo arriva nei vari tempi, che vediamo spesso mescolarsi tra loro, a sperimentare il dolore, la fragilità, la perdita. La possibilità di sostenere tutto ciò, unita a un buon bagaglio di potenzialità personali e a relazioni funzionali al proprio benessere, denotano il coraggio di questo personaggio e la consapevolezza di essere e di esserci in ogni nuovo viaggio. La volontà di farcela per gli altri ma anche grazie agli altri, perché la relazione ha una valenza importante nella sua storia come probabilmente in quella di chiunque altro.
Sul piano umano procedi da una iniziale constatazione dell’esperienza dolorosa della nostra esistenza, una strada a noi comune. Qual è il tuo pensiero in merito a questa dimensione per tanti versi sconosciuta?
Ritengo che il dolore vada sostenuto per essere poi trasformato. E’ possibile fare ciò grazie alle risorse interne ma anche a quelle esterne (amici, familiari, colleghi, professionisti). E’ un processo difficile? Si.
E’ un processo impossibile? No. Spesso tutto sta a trovare un equilibrio, quello su cui il mio personaggio ha lavorato costantemente assaporando per se stessa tempi di felicità e tempi di serenità.
Parlaci del romanzo La linea di sé, un argomento che ci sta a cuore, tant’è che in letteratura è largamente condiviso.
“La linea di sé” racconta la storia di Anim, una donna coraggiosa che riesce nel tempo a dare il giusto posto e il giusto peso agli eventi, attraversando il dolore, sostenendolo, ritrasformandolo verso un senso di continuità personale. E’ una storia che esalta il valore della resilienza all’interno di un processo di consapevolezza di sé anche attraverso il valore delle relazioni. Una voglia di riscatto della vita che riesce a trovare in sé, nei tanti nodi che la legano al passato, nella bussola che ha in mano, nella terra che vede da lontano…


Presentatrice, editore, esperta di turismo sociale. Ha collaborato con l'Assessorato all'Istruzione e Spettacolo della provincia di Avellino nell'organizzazione e nella presentazione delle attività relative agli spettacoli di musica classica e valorizzazione dell'immagine dei gruppi e dell'Ente stesso. In questo stesso ambito, ha favorito la conoscenza e l'immagine dell'Irpinia fuori dai confini provinciali e regionali. Ha rivestito l'incarico di Presidente di associazioni culturali no profit le cui finalità sono state quelle di favorire le comunicazioni sociali e individuare occasioni di sviluppo culturale, formativo ed economico del territorio. Speaker radiofonica, è stata Direttore dei Programmi di una nota emittente radiofonica. È stata, inoltre, Direttore Editoriale del quindicinale "Irpinia Insieme".