IL FESTIVAL DI NAPOLI TRA IERI E OGGI

Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di SONIA D’ALESSIO


L’ANIA, ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIANA ARTISTI, presenta la IX edizione del FESTIVAL DI NAPOLI 2023

Il Festival di Napoli è patrocinato moralmente dal Comune di Napoli, dalla Regione Campania e dall’Unesco mediante club di riferimento.

L’intenzione è la promozione della Canzone Napoletana nel mondo, mediante il rilancio dell’evento musicale più rappresentativo della città.


La Direzione Artistica è di Massimo Abbate; la Direzione Musicale, di Lino Pariota.
La Nuova Generazione, la Sezione Lirica e l’omaggio a grandi interpreti della canzone napoletana sono i protagonisti del Festival di Napoli Lyric & New Generation 2023. L’Evento, nato nel 2015 e giunto alla sua nona edizione, si prefigge di riportare la Canzone Napoletana nel mondo. Nelle passate edizioni, si è svolto nei prestigiosi teatri di Napoli, come il Politeama, il Sannazzaro, il Posillipo. E ha visto la presenza di personaggi di spicco nella Giuria, come Giulio Rapetti Mogol.
Alto è l’obiettivo, caparbio lo sforzo di Massimo Abbate – figlio del grande Mario Abbate – di diffondere la canzone napoletana di nuovo nel mondo e far fare, dopo 8 anni di rappresentazioni da lui curate, un netto balzo in avanti, un ulteriore salto di qualità popolare. Le canzoni avranno una visibilità mirata anche al mercato web-televisivo mondiale. Sono stati infatti presi accordi con più di 40 media-partner internazionali.
Il festival edizione 2023 sarà dedicato all’artista Peppino Gagliardi, venuto a mancare il 9 agosto di quest’anno, per aver regalato successi memorabili e per aver diffuso costantemente la canzone napoletana ad un pubblico prevalentemente internazionale.

‹‹Accompagnavo mio padre in qualità di suo personal manager – dice Massimo Abbate - e negli ultimi anni della sua carriera ho capito tramite il suo sguardo malinconico di dover proseguire il percorso da lui intrapreso a difesa della nostra canzone. A partire dal momento in cui lui, a causa della sua imminente dipartita, lo avrebbe interrotto ripercorrendolo con la stessa passione e qualità. E allora eccomi qua a riproporre l’unico vero grande evento che può riportare il canto napoletano e la sua poesia in tutto il mondo: Il Festival della canzone napoletana. Io, nell’interesse della canzone napoletana e per la promessa tacita fatta a mio padre, sono pronto

LE SELEZIONI DI QUEST’ANNO | Quasi 400 le canzoni candidate. Al primo step, la giuria si è concentrata sulle canzoni, sul valore dei testi e sulle melodie musicali, insomma su autori e compositori, in primis. Hanno superato questo primo step solo 46 brani, scelti dalla direzione musicale, artistica e dalla giuria di qualità; il secondo step è stato invece incentrato sulle audizioni live, quindi sugli interpreti. Tre, le sedi, per agevolare gli artisti di tutto lo Stivale: l’Accademia Caliendo a Napoli; la seconda a Orvieto; la terza a Milano, negli studi FDN Event di via Bobbio. Nella prima audizione, 16 i cantanti convocati, davanti alla Commissione presieduta dal Patron Massimo Abbate, affiancato da giurati, come Riccardo Fiorentino (Maestro presso Teatro San Carlo di Napoli), Nello Ferrara (cantante di successo in coppia con Peppino di Capri al festival del 1966), Enzo Nicolò (autore vincitore del primo premio al festival 2015) e altri. In totale, dopo la seconda scrematura, approdano alla finale, a Napoli, 20 brani.


UN PO’ DI STORIA | Il Festival della Canzone Napoletana, Fondato dall’Ente Salvatore Di Giacomo, ebbe inizio a Napoli nel 1952 (28 – 30 settembre, sede Teatro Mediterraneo) e cessò purtroppo nel 1971, quando la protesta degli autori esclusi fu violenta, incontenibile. Avendo essi riscontrato irregolarità, volarono pietre e insulti, per poco non si arrivò alle mani e ciò causò l’oscuramento delle telecamere RAI e il diniego da parte dell’allora giudice Krog a non far proseguire la kermesse di quell’anno. Così il festival ebbe il suo triste epilogo. E restò fermo pure negli anni successivi. Un vero peccato, dato che aveva raggiunto livelli internazionali ed era stato prestigioso come e più del Festival di Sanremo. Vantava grandi orchestre, grossi cantanti, autori fenomenali e un pubblico fedelissimo e appassionato. Anche la Piedigrotta, cardine della tradizione e della cultura popolare partenopea, subì la stessa fine. Un grosso danno per il nostro Sud, perché, insieme alle canzoni, questi eventi, così tanto rappresentativi del Meridione, producevano turismo, cultura, arte, economia. Davano lavoro all’industria discografica partenopea, veicolavano tradizioni, folklore, facendo conoscere anche la lingua napoletana in tutto il mondo. È stato poi ripreso, il festival, nel 2015 dall’Associazione Nazionale Italiana Artisti (ANIA) che attualmente continua a programmarlo, pur tra non pochi ostacoli.

GLI ESORDI | Casinò Municipale di Sanremo, Aprile 1932. Direzione Artistica: Ernesto Murolo. Direzione Orchestra e commenti musicali: Ernesto Tagliaferri.
Il primo prototipo del Festival dedicato alla canzone napoletana, non è nato né nel 1951 con la prima edizione del festival di Sanremo, né nel 1952 con il primo Festival della Canzone Napoletana. Nel 1932, un gruppo di poeti e di musicisti partenopei, che volevano esportare le musica e la lingua napoletana, capeggiati da Ernesto Murolo ed Ernesto Tagliaferri, presero l’iniziativa di organizzare un festival. L’idea si concretizzò nel Casinò di Sanremo. La scenografia? Una trattoria in una sorta di bosco, quasi fosse una scampagnata tra amici, con tanti rami addobbati con numerose copielle napoletane (fogli volanti, stampe di spartiti musicali). Oltre all’interessantissimo cast di cantanti, vi erano sedici ballerini di tarantella, nonché un attore teatrale, Salvatore De Muta che, insieme a sua moglie Rosa, recitava dei brani di Pulcinella e Colombina.
L’orchestra presente al “Festival” era diretta da Ernesto Tagliaferri. Dopo il successo del “Festival Napoletano”, realizzato al Nord Italia, molti cantanti incisero i brani eseguiti al Casinò Municipale di Sanremo. Altro particolare fu che diverse canzoni venivano eseguite in coro, con la presenza di tutto il cast (cantanti, attori e ballerini) in palcoscenico. Cioè, a improvvisarsi ballerini e unirsi alle tarantelle ed alle tammurriate erano gli stessi cantanti e persino gli orchestrali presenti in scena: in particolare, i mandolinisti.

LE CANZONI | CANZONE INTERPRETE AUTORI
‘A frangesa Ada Bruges Costa
‘A pacchianella d’Uttaiano Carmencita Capurro-Giannelli
‘A surrentina Milly & Armando Falconi G.B. & E. De Curtis
Adduormete cu’ mme Carlo Buti Murolo-Tagliaferri
Ammore canta Vittorio Parisi Murolo-Tagliaferri
E ddoie catene Carmencita Murolo-Tagliaferri
Funiculì funiculà Ferdinando Rubino Turco-Denza
Int’a n’ora Dio lavora Clara Loredano/Pina Gioia/Lola Verbana Murolo-Tagliaferri
Lariulà In coro tutto il cast Di Giacomo-Costa
Marechiaro Vittorio Parisi Di Giacomo-Tosti
Muntevergine Mario Pasqualillo/Ferdinando Rubino/Alfredo Sivoli Cinquegrana-Valente
Napule In coro tutto il cast Murolo-Tagliaferri
Napule ca se ne va Alfredo Sivoli Murolo-Tagliaferri
‘Nbraccio a mme Ferdinando Rubino Murolo-Tagliaferri
‘O cunto ‘e Mariarosa Ada Bruges Murolo-Tagliaferri
‘O paese d”o sole In coro tutto il cast Bovio-D’Annibale
‘O sole mio Mario Massa Capurro-Di Capua
Paraviso e fuoco eterno Mario Pasqualillo Murolo-Tagliaferri
Serenatella amara Giorgio Schottler Bovio-D’Annibale
Torna a Surriento Vittorio Parisi & Ferdinando Rubino G.B. & E. De Curtis
Totonno ‘e Quagliarella Arturo Gigliati Capurro
Ve chiammate Nicola Maldacea & Milly Murolo-Valente
Voce ‘e chitarre Clara Loredano Murolo-Tagliaferri 
Albo d’oro vincitori
1952: Nilla Pizzi e Franco Ricci – “Desiderio ‘e Sole”
1953: Il festival non si tenne, perché fu progettato inizialmente con cadenza biennale, scelta poi abbandonata dall’Organizzazione.
1954: Tullio Pane e Achille Togliani – “Suonno d’ammore”
1955: Gino Latilla con Carla Boni e Maria Paris – “’E stelle ‘e Napule”
1956: Grazia Gresi e Aurelio Fierro – “Guaglione”
1957: Marisa Del Frate – “Malinconico autunno”
1958: Nunzio Gallo e Aurelio Fierro – “Vurria”
1959: Fausto Cigliano e Teddy Reno – “Sarrà chi sa?”
1960: Ruggero Cori e Flo Sandon’s – “Serenata a Margellina”
1961: Aurelio Fierro e Betty Curtis – “Tu si’ ‘a malincunia”
1962: Sergio Bruni e Gloria Christian – “Marechiaro marechiaro”
1963: Claudio Villa e Maria Paris – “Jammo ja’”
1964: Domenico Modugno e Ornella Vanoni – “Tu sì ‘na cosa grande”
1965: Mario Abbate e Isabella Jannetti – “Core napulitano”
1966: Sergio Bruni e Robertino – “Bella”
1967: Nino Taranto e I Balordi – “’O matusa”
1968: Mirna Doris e Tony Astarita – “Core spezzato”
1969: Aurelio Fierro e Mirna Doris – “Preghiera a ‘na mamma”
1970: Peppino di Capri e Gianni Nazzaro – “Me chiamme ammore”
1971: il Festival viene interrotto dalla RAI prima della sua conclusione
1981: Mario Da Vinci – “’A mamma”
1998: Carmelo Zappulla – “Sempe” / Ylenia – “Ehi Pascà!”
1999: Gianni Fiorellino – “Girasole”
2000: Pia Paterno – “Sempre con te”
2001: Mario e Francesco Merola – “L’urdemo emigrante”
2002: Anna Calemme e gli Istentales – “Vorrei”
2003: Roberto Polisano – “Amore senza parole”
2004: Marika – “Astrigneme”
2015: Giusi Barone – “Voglia d’alluccà”
2016: Marianna Corrado – “Addò me porta ‘o mare”
2017: Antonya Di Iorio – “Core e penziero”
2018: Concetta De Luisa – “Puortame cu’ te”
2019: Antonio Petrosillo – “Parlanno ‘e te”
2020: Enrica La Femina – “Na Vota Ancora”/ Imma D’Inverno-“Sta Città”
2021: Lino Galiero – ” ‘O sole”

Conduttori
1952: Nunzio Filogamo
1954: Nunzio Filogamo e Marcella Davilland
1955: Nino Taranto e Isa Bellini
1956: Nino Taranto e Nicoletta Orsomando
1957: Marisa Borroni, Enzo Tortora e Emma Danieli
1958: Enzo Tortora e Fulvia Colombo
1959: Lauretta Masiero, Lilla Rocco e Lucia Folli
1960: Marisa Borroni e Lilli Lembo
1961: Mike Bongiorno
1962: Renato Tagliani
1963: Nunzio Filogamo, Pippo Baudo e Lilli Lembo
1964: Mike Bongiorno
1965: Pippo Baudo e Gaia Germani
1966: Pippo Baudo, Gabriella Squillante
1967: Corrado, Renato Tagliani, Daniele Piombi e con la partecipazione di Nino Taranto
1968: Mike Bongiorno, Gabriella Squillante
1969: Daniele Piombi, Gabriella Squillante e Annie Palmieri con Enzo Berri
1970: Daniele Piombi, Gloria Christian
1971: interrotto dalla RAI (Daniele Piombi e Aba Cercato con Enzo Berri e Ugo Frisoli)
1981: Franco Solfiti, Maria Laura Soldano
1998: Barbara D’Urso
1999: Enrica Bonaccorti con la partecipazione di Gigi Sabani
2000: Enrica Bonaccorti
2001: Enrica Bonaccorti
2002: Iva Zanicchi
2003: Emanuela Folliero
2004: Emanuela Folliero
2015: Lorenza Licenziati
2016: Lorenza Licenziati
2017: Enzo Nicolò – Emanuela Giordano
2018: Enzo Nicolò – Emanuela Giordano – Magda Mancuso
2019: Enzo Nicolò – Emanuela Giordano – Magda Mancuso
2020: Massimo Abbate – Lino Pariota
2021: Valeria Altobelli – Erennio De Vita – Magda Mancuso


SARNO e il Festival della Canzone Napoletana

Sarno è sempre stata legatissima al Festival. Alto poi era l’orgoglio che nelle vesti di presentatrice ci fosse a volte la grande artista locale, la bella Gabriella Squillante.

Gabriella Squillante

Gabriella, classe 1946, è stata annunciatrice RAI, attrice, ballerina, cabarettista, cantante; attualmente, dirige una scuola di danza a Nola, “Danza è”. L’artista sarnese, ha condotto il Festival di Napoli con Pippo Baudo nel 1966, con Mike Bongiorno nel 1968 e con Daniele Piombi nel 1969. Ha inoltre affiancato Corrado, Lelio Luttazzi e Enzo Tortora alla conduzione di vari spettacoli e premi artistici trasmessi in RAI. Corresse in diretta Corrado che l’aveva definita napoletana, precisando che invece era di Sarno. Da quel momento, divenne la beniamina dei sarnesi anche per questo, e non solo per la sua bravura.
Quest’anno, sono in gara anche due canzoni provenienti dall’Agro, precisamente da Sarno. A cantarle sono Diana D’Alessio ed Eloisa Perrino, due cantanti professioniste, formatesi al Conservatorio Martucci, e docenti di canto.

Eloisa Perrino
Diana D’Alessio – foto di Enzo Figliolia

Autrice di entrambi i brani è la scrittrice Sonia D’Alessio, già nota negli ambienti culturali e nei salotti letterari.

Sonia D’Alessio

La musica è del compositore Luigi Buonaiuto, che nella vita fa tutt’altro, cioè il tipografo e l’editore, ma si diletta spesso e volentieri a comporre melodie sui testi della D’Alessio.

Luigi Buonaiuto


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