OMBRE DI LUCE

La nuova attesissima operazione letteraria a cura di MediaVox Magazinecattura63

La Raccolta di Poesie di Anna Vitiello “Ombre di luce” della collana “EmozionARTI”

 

PREFAZIONE di Viridiana Myriam Salerno

A volte, stringi tra le mani un libro. Non sai se aprirlo, non sai se hai tempo. Poi, inizi a leggere e, tutto d’un fiato, arrivi all’ultima pagina. Vorresti già rileggerlo ma, nel frattempo, speri che quello stesso autore ne abbia scritti altri. Speri di poter risentire quel brivido che ti ha pervaso la pelle.
Ci sono quei Soffi nel vento che dipingono la bellezza dell’animo umano in tutte le sue sfumature…
E, poi, ci sono le Ombre di luce: quei “frammenti di stelle” che ti raccontano “la forza della Vita”. Le Ombre di luce che parlano del cuore ma anche della mente. Le Ombre di luce che scavano nella complessità dell’animo umano e ti regalano il suo sorriso più semplice.
Ombre di luce è, dunque, la seconda raccolta di Poesie di Anna Vitiello. Dopo, appunto, il grande successo di Soffi nel vento, un altro volume: anch’esso non classico, non convenzionale, impreziosito da piccoli ma intensi racconti poetici. Ancora una volta la scelta giusta: romanzo breve in versi.
E anche in Ombre di luce, l’autrice gioca con il simbolismo dei numeri. I suoi Lettori più affezionati lo sanno: ha una preferenza per il numero 7. Sette capitoli, ognuno composto da sette componimenti.
La forza della Vita per affrontare al meglio i piccoli grandi dubbi esistenziali nel quotidiano.
La tela dell’Animo per dipingere il paesaggio della nostra storia con le parole più belle.
I ricordi del Cuore per innamorarsi ogni giorno di quello che siamo oggi, guardando a ieri senza rimpianti e sognando domani con speranza.
La complessità dell’Amore per assaporare a pieno le emozioni che gli altri ci offrono, cogliendone i frutti più prelibati.
L’abbraccio dei Sogni per non dimenticare che il desiderio e la realtà possono anche viaggiare insieme.
I colori della Memoria per vivere e non sopravvivere, sempre a tinte forti.
Il potere della Poesia per ricordare che, a volte, davvero solo l’Arte può salvarci.
Sette, quindi, nella vita di Anna Vitiello non è mai un numero scelto a caso.
Ancora una volta, Anna Vitiello ci regala il biglietto per un viaggio fantastico: da soli o in compagnia, il consiglio è quello di allacciare bene le cinture e partire con un solo bagaglio. Il bagaglio leggero della Creatività.

INTRODUZIONE: “Il cuore della Poesia” di Nicola Esposito

L’Autrice esprime nei suoi versi un sentimento di insofferenza individuale e complesso che abbraccia ogni recondito spazio della vita. L’uso forsennato della punteggiatura, in particolare le virgole, indica un segnale di contorcimento che avviluppa i concetti e sembra creare una cortina di protezione per i sentimenti e le paure, le speranze e le rimembranze. L’animo della poetessa è un simulacro di punti sparsi che la voglia di esprimere rende illuminato nella notte come faro guida per la travagliata traversata della vita verso l’iperbolico approdo alla morte che nella commedia quotidiana assume le sembianze di serpente vischioso e sgusciante nei meandri delle sensazioni. Il continuo appannamento delle convinzioni dà una spinta alle mutazioni sociali disponendo un tappeto di petali scuri innanzi alla pletora dei fustigatori che appaiono improvvisamente sul palcoscenico dei sentimenti con l’intento di contorcerli e produrre gli effetti della sofferenza e della latitanza sociale. L’appartenenza al gruppo sociale dell’uomo rende la visione poetica come mare impetuoso di mutamenti spinto alla continua ricerca delle rocce acute su cui infrangersi. E così, la spuma che si produce diventa sostanza vitale di nascita e di fecondazione. In ogni verso viene riprodotto il suono delle impressioni mentali che vibrano e diventa cinguettio ancestrale e maieutica poetica. Alla prima lettura il verso sembra essere appesantito da una crosta di lamentazioni ma un attento esame riesce a penetrare 8 nel cuore della genesi lessicale e a riconoscere la passionalità e la concretezza della concezione vitale. Come in una nebulosa cosmica la luce ha bisogno di fare sforzi per penetrare nel nucleo, così la poetessa sferra colpi di scimitarra sulla lastra dei sentimenti, cercando di scalfire le anomalie e amputare le mellifluità delle percezioni. In sintesi, la donna Vitiello scrive tutto ciò che il cuore detta, all’impazzata, sotto una coltre di punti neri, che, soltanto conoscendo le motivazioni, si riescono a identificare e classificare tra le strumentazioni di espressione poetica. Spetta al lettore trovare la forza per rompere i legamenti e aiutare il verso a venire alla luce come quando si taglia il cordone ombelicale in occasione di un parto. Questa sensazione ho provato accostandomi alla poetessa e alle sue poesie. Ha suscitato in me una sensazione di sbigottimento che è servita per meglio approfondire la conoscenza del ritmo e penetrare nel labirinto dell’ancestrale desiderio. La poetessa vuole giungere là dove il senso prende il posto della materia e l’aria si sostituisce alla terra per consentire il volo anche ai più piccoli atomi di cervello. Anna Vitiello, alla fine della elaborata ricerca, afferma ancora una volta la forza e la possanza della nascita che viene celebrata come rito sacro di un evento universale: la sua poesia “La Forza della Vita” è emblematico esempio. La poetessa raggiunge la consapevolezza che mai nessun grano del cosmo va perduto e tutta la spazialità trova consistenza anche in un piccolo germoglio, perché, così come io vado affermando, “la vita è un continuo e ripetuto atto di amore”.

 

Selezione delle liriche a cura di Esposito Nicola  e di Raffaele Di Matteo
Correzione delle bozze a cura di Lorenzo Ruggiero
Copertina ideata e realizzata da Valentina Basile
Stampato da Edizioni Buonaiuto

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