Quasi amici


Sabato scorso, al Diana di Nocera Inferiore, un’interpretazione superlativa di Ghini e Ruffini | L’“appuntamento” tra Filippo e Driss


Un’anima piena di contenuti rallentata da un corpo che non risponde più come un tempo ed una mente giovane per tanto tempo messa in secondo piano da un fisico prestante ed una mentalità pragmatica: dall’incontro e dallo scambio profondo di queste due esistenze nasce la meravigliosa messa in scena del celebre film di Eric Toledano e Olivier Nakache da parte di Massimo Ghini, nei panni di Filippo, e di Paolo Ruffini, in quelli di Driss, per la regia di Alberto Ferrari.
‘Quasi Amici’ è una storia di spessore, che apre ampi scenari di riflessione nella mente degli spettatori, utilizzando il teatro per veicolare emozioni ed interrogativi profondi. Dal rapporto tra un intelligente ed elegante gentiluomo tetraplegico ed un astuto giovane immigrato algerino dal passato complicato e rocambolesco, che arriva nella sua vita per aiutarlo, viene fuori un universo variegato e multiforme di contenuti.
Sul palco ci viene innanzitutto presentato un uomo molto ricco, intelligente, affascinante, che purtroppo è costretto su una sedia a rotelle da una terribile malattia. Un’immagine forte e decisa: si tratta, difatti, di una persona che, sebbene provata dalla sofferenza, mantiene estrema dignità e forza per portare avanti la sua vita attraverso le funzioni del cervello e la cultura di cui si è sempre nutrito sin da ragazzo. La sua presenza in scena è un pugno nell’occhio per lo spettatore, che viene rapito dalla complessità e ampiezza di un personaggio che mostra un uomo che riesce a non cedere agli urti della patologia che lo ha colpito.
La vita ha scritto per lui pagine molto tristi in passato: la moglie è morta giovane senza dargli figli mentre lui è rimasto tetraplegico a causa di un incidente durante un volo in parapendio. La sua ricchezza potrebbe garantirgli ogni assistenza ma non quello di cui lui sente davvero il bisogno: essere trattato alla pari, senza essere compatito.
Perciò, per una serie di incroci del destino, nella sua vita arriva un giovane aitante e apparentemente pragmatico e poco incline al contatto con la cultura ed i meandri della mente umana. Sarà il suo badante, ma diventerà e significherà molto di più per lui.
Questi due uomini si incontrano per una casualità, come se fosse un “appuntamento” nella loro vita, e questo farà sì che diventino uno per l’altro indispensabili all’esistenza dell’altro. E’ come se per magia le loro realtà combaciassero perfettamente dando equilibrio ad entrambi.
Questo incontro si concretizza come un miracolo, riuscendo a portare d’improvviso nelle vite dei protagonisti e negli occhi degli spettatori increduli sorrisi inaspettati ed una leggerezza di cui in prima istanza ci si stupisce considerata la profondità dei temi emersi.
Questo adattamento per il teatro del soggetto e della sceneggiatura di “Quasi amici” è estremamente affascinante perché permette di trasformare, in drammaturgia teatrale, quelle emozioni che nascono per il cinema cristallizzandole nella visione di un tempo più indefinito. Le luci, i movimenti, la mimica sottolineano ancora di più il senso profondo di una grande amicizia in fieri.
Il ritmo della rappresentazione è sostenuto, consentendo allo spettatore di non annoiarsi mai e le risate non scadono mai nella volgarità.
Si tratta senza dubbio di una superba interpretazione di Massimo Ghini che, pur rimanendo completamente immobile sulla carrozzina, riesce a comunicare con il linguaggio del corpo e ad emozionare il pubblico profondamente. Molto significativa anche la performance di Paolo Ruffini, che conquista gli spettatori con una presenza scenica ed una capacità indiscussa di trasmettere contenuti e sensazioni complesse. E’ indubbio che l’intesa scenica tra i due rappresenta il sigillo al successo dello spettacolo. Preziosa alla riuscita della performance, inoltre, l’interpretazione di Claudia Campolongo, in scena Yvonne, spumeggiante figura femminile che li accompagna assieme agli altri protagonisti di un cast che appare davvero eccezionale.
La stagione teatrale nocerina continua con altri spettacoli di spessore portati in scena da artisti come Carlo Buccirosso, Massimo De Matteo, Vanessa Incontrada, Gabriele Pignotta, Massimiliano Gallo e Fabrizia Sacchi.


Giornalista professionista e docente di lingua inglese nella scuola secondaria, Licia Sasso è fin da ragazzina appassionata di comunicazione, cultura, giornalismo e linguaggi. Si è formata all’Orientale di Napoli per poi proseguire in altre realtà. Sia nel campo della formazione che in quello della scrittura immagina di trasmettere un po' di ciò che pensa e di quanto ha appreso finora lungo il percorso di vita.