Passaggio di emozioni

Grande successo per la presentazione di lancio della prima raccolta di racconti di Giovanna Passariello. Il libro si intitola “Passaggio di emozioni” ed è edito da Backstage&Set. L’operazione editoriale ha la finalità solidale di supportare le attività della Cooperativa sociale Aliter che si occupa di autismo.

L’evento si è tenuto presso la suggestiva location della sede della Feltrinelli a Pomigliano d’Arco (NA), città in cui l’autrice abita con la sua splendida famiglia.

La presentazione è iniziata con le note musicali di Nina Amorino e della sua chitarra. Nina ha letto la presentazione del libro e lo ha fatto con una voce molto emozionata. Il volume infatti è un atto di amore: nasce dal dolore della scrittrice per la perdita di entrambi i fratelli, scomparsi prematuramente e a poca distanza l’uno dall’altro, ma diventa inno alla speranza.

Ha moderato l’appuntamento la giornalista Viridiana Myriam Salerno che ha aperto il giro degli interventi. Ogni intervento, con l’accompagnamento musicale della Amorino, è stato accompagnato dalla lettura di un racconto ad opera dei ragazzi affetti da autismo che fanno parte della grande famiglia di Aliter. I ragazzi sono stati eccezionali e hanno interpretato le letture con intensità e piglio attoriale.

Il primo intervento è stato quello di Nicola Esposito, il poeta che ha curato l’editing della pubblicazione. Mariano Ruocco ha letto “Racconto di una piccola ebrea”.

È stata la volta di Luigi Leonardi, scrittore ed autore del libro “La paura non perdona”, che ha raccontato il coraggio di denunciare. Domenico Pezzurro ha letto “Racconto di un partigiano”.

Terzo intervento a cura di Carmen Mosca, Presidente Cooperativa Aliter, che ha presentato una realtà bellissima. Emanuele Pagano ha letto “Il Maratoneta innamorato”.

Ha concluso l’autrice Giovanna Passariello, con un discorso splendido. Ha poi ringraziato i presenti e quanti l’hanno aiutata in questo periodo difficile e nel momento in cui ha preso consapevolezza del potere catartico della scrittura. Ha infine chiamato accanto a sé il prof. Silvio Sorrentino dell’ITI Barsanti, presente con una rappresentanza di studenti insieme alla Preside.

La mattinata si è chiusa con la canzone, cantata da tutti, “Il mio canto libero” di Battisti.


Riportiamo la presentazione di Giovanna Passariello, pubblicata nel testo: Mesi non facili, a tratti terribili, iniziati ad ottobre del 2022 con l’improvvisa morte di mio fratello Raffaele a causa di un infarto istantaneo. A 5 mesi di distanza, Angelo, l’altro fratello, che da qualche anno lottava contro un cancro metastatico, peggiora improvvisamente morendo tra le nostre braccia, davanti ai miei occhi: ho sentito il suo ultimo respiro uscire dal suo corpo ormai martorizzato. Nei giorni successivi non sono uscita di casa. La pioggia mi faceva compagnia. Non si vedeva una Primavera così piovosa e fresca da tempo: anche il cielo sembrava triste. Poca voglia di ricevere gente, non riuscivo nemmeno a parlare. Così ho cominciato a pensare, poi a fantasticare, poi a sognare ed infine… a scrivere. È stata la mia terapia per non crollare sotto il peso del dolore, per spingere i pensieri verso qualcosa di lineare, semplice, a tratti banale. In me sentivo il bisogno di scrivere un breve racconto dove il finale potevo sceglierlo da sola. Allora mi sono ricordata di quando ero una studentessa delle scuole medie e trascorrevo l’estate nel cortile di Via Aurora. In quei pomeriggi caldissimi, in cui era impossibile riposare, cercavo un posto all’ombra e leggevo i brevi racconti della collana Armony. Mi staccavo completamente da quella momentanea situazione quotidiana che non mi piaceva, e cominciavo a sognare ad occhi aperti: se il finale non era di mio gradimento, prendevo un quaderno e riscrivevo il racconto cambiandolo a modo mio. All’improvviso, ho ricordato che in una recente indagine è stato registrato un calo brusco nella lettura e nella scrittura da parte dei ragazzi, complici la digitalizzazione e le distrazioni web. Mi sono chiesta “Cosa non piace ai ragazzi? Leggere libri troppo lunghi? Vanno di fretta anche nel finire un racconto? Non piace la scelta dei temi? Annoia cosa?” Allora, perché non dare la possibilità di essere protagonisti del racconto, concludendo ciascuno di esso con puntini sospensivi affinché tutto resti aperto, l’incipit, l’intreccio e la conclusione?
Magari mi sbaglio, forse è un troppo riduttivo, ma ci provo. Faccio questo scambio con gli adolescenti. Dono loro i miei frammenti di sogni affinché possano sempre sperare di immaginare una storia con uno svolgimento che alquanto si avvicini a ciò che desiderano, e, se una storia non finisce come sperato, su un foglio di carta possano riscriverla.

Riportiamo le riflessioni di Nicola Esposito: La scrittura come terapia: elaborazione di dubbi, di dolore, di amori, di incontri, di perdite, di conquiste, di ricordi, di passione, di occasione, di avvenimenti, di emozioni. Il tentativo di Giovanna volto alla rappresentazione di situazioni psicologiche e antropologiche fluttua nel mare calmo della normalità per esplodere subitaneamente come mina deflagrante nel petto innescata da emozioni stratificate nel tessuto sociale. Raccontare diventa mezzo per nemesi e semplificazione relazionale. La nostra Autrice affida alla penna un coacervo di tentativi esplorativi del vissuto e del sognato quasi diventando paladina di onirici scontri tra eroi ed eroine trasfigurati in martiri mistici in una aporetica rimembranza di amori e di riverenze. Andare e venire lungo il corso della storia vissuta e desiderata diventano gli strumenti geniali di una mente votata al martirio sentimentale e alla miticizzazione dell’amore, affrontato in tutte le angolature e in tutte le accezioni possibili. Leggendo Passariello, il tempo pare fermarsi e dare spazio alla riflessione individuale che raccoglie le sollecitazioni della scrittrice ed elabora meccanismi di riconoscimento personale e di ampliamento tabulare come se operasse su un piano assiale di metamorfosi multigenerazionale. Giovanna ci invita alla riflessione e ci abbraccia come fossimo parte del suo corpo e della sua anima per addivenire ad un Universo fondato sul rispetto e sulla gravitazionale amplificazione emozionale.
Le parole scorrono fluide nel cuore e danno vita a immagini di speranza e di sacro rispetto della natura e della Vita. Il Racconto assurge a dominio territoriale nell’espressione del sentimento di appartenenza e di produzione geniale. Le storie si completano lungo un filo connettore che ha la capacità di sciogliere il gomitolo del sentimento e di dare corpo alle immagini appena accennate e man mano sviluppate nell’ampio mare delle affettività. All’improvviso, pare trovarsi di fronte ad un amplesso dove reale e immaginario producono sentimento e stimoli ideali connessi a palpitazioni e filamenti di carnale trasformazione. Giovanna Passariello diventa simbolo di vita racchiusa in attimi di laboriosa speranza, che la scrittura dei racconti sintetizza e offre al lettore come coppa di linfa rigenerante.

Riguarda lo speciale di Canale Uno TV


MediaVox Magazine - La Cultura da condividere. Rivista culturale on line, regolarmente registrata presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Sito Web: www.mediavoxmagazine.it Pagina Fan-Facebook: https://www.facebook.com/mediavoxmagazine/