Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di Chiara Coppola
Agrodoc ritorna, per la sua seconda edizione, nel Comune di San Valentino Torio (SA)
Un’importante rassegna, con la presenza di 7 delegazioni Rai, che ritrae il ruolo nodale della Cultura in generale e del Cinema in particolare, gettando l’occhio al passato attraverso lenti contemporanee che raccontino le “origini campane”.
Attrici, attori, cantanti e personaggi dello spettacolo all’atteso evento che si prolunga per 4 serate fino al 1° giugno.
Dopo i saluti istituzionali dell’Amministrazione comunale del Sindaco Michele Strianese e dopo l’intervento del Direttore artistico Francesco Comunale, è stato dato il via alla splendida kermesse condotta da Francesca Silvestre.
La prima serata é stata dedicata al principe Antonio de Curtis, la cui storia é stata documentata da Enzo De Caro e dal regista Tommaso Cennamo.

Attraverso le parole delle figlia Liliana e della nipote Elena, abbiamo rivissuto la vita del principe della risata, ricordato come tale perché associato all’immortale e amatissimo personaggio da lui creato: Totò. Tanto, invece, c’é di sofferente nella sua personalitá off-stage. Lino Banfi ha affermato: “Mentre ti faceva ridere già era triste in viso“. Questo perché dietro la figura del comico c’è un profondo pensatore e un intenso poeta, spesso attanagliati dalla solitudine. Lo stesso protagonista ammette di percepirsi fortemente sdoppiato e di indossare le vesti comiche di Totò per dare voce alle poesie di Antonio De Curtis.
Amore e passione sono state le parole chiave che l’eccezionale Enzo De Caro ha portato sul palco di Agrodoc per descrivere l’arte di De Curtis. Totó raccoglieva fama grazie alle poesie del suo autore; Antonio de Curtis, grazie alla maschera comica e autoironica di Totò, aveva la possibilità di fare ascoltare le sue liriche ad un pubblico ampio e vario.
Tale dualismo è racchiuso in un commento del De Curtis: “C’é una grande differenza tra me e Totó. Totó é un pagliaccio, io una persona seria“.

Appuntamento per stasera con Ludovica Coscione
Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di Chiara Coppola