Lettera del pastore Benino a Gesù Bambino

pastore-dormienteCaro Gesù Bambino,

sono uno dei pastori del presepe e, come gli altri miei colleghi, non so scrivere. Infatti, questa lettera me l’ha dettata il sarto, che è un po’ l’intellettuale del villaggio. Tu mi conosci bene, mi presento a chi non mi conosce. Nome: Benino. Cognome: l’ho dimenticato pure io. Età: tanti, ma tanti anni sulle spalle. Segni particolari: faccio il pastore dormiente.

L’altro giorno, prima di prendere servizio davanti al presepe, mi son fatto un giretto nei supermercati. Forse non ci crederai, caro Gesù Bambino, c’erano pastori di tutte le razze, ma di me nemmeno l’ombra. Ho chiesto il perché alla commessa, che mi ha risposto: “Nella società di oggi non c’è posto per chi dorme”.

E’ stato in quel momento che mi son convinto di essere veramente importante, anzi diverso dagli altri. Me l’hanno spiegato i Re Magi, che di scienza se ne intendono, e come! Il mio sonno dinanzi alla grotta equivale a scoprire la Verità. Durante il dormire si vive un’altra vita e, quando ci si sveglia, ci si ritrova cambiati e migliorati.

In verità, tutte le persone oggi gridano ai quattro venti: cambiare la società, cambiare i sentimenti, cambiare le idee e diventare tutti più “buoni”. Io, invece, durante il mio “dormire”, capisco che bisogna avere l’umiltà di dichiararsi l’ultimo uomo della Terra, il “pezzo più piccolo” della Società.

E sogno, sogno. Sogno uomini più giusti, più pacifici, più capaci di amare, di credere, di sperare, di dedicarsi alla famiglia, di vivere per gli altri. E non vivere solo per sé, come fanno gli egoisti, gli ipocriti e i sepolcri imbiancati. In televisione ci devi andare tu, Gesù Bambino, con la tua purezza e la tua sincerità; e a quelli come noi che aspettano una tua parola, e soprattutto ai giovani, grida: “Chiudete per un momento gli occhi, fate un bel sogno e, quando vi sarete svegliati, stringetelo nel palmo della mano. Solo se si crede fermamente in un sogno, esso si può avverare!”

Buon Natale

Firmato: Benino, il pastore dormiente

(scritto di Franco Salerno)

 

Laureato in Lettere classiche e in Sociologia, docente di Italiano e Latino al Liceo Classico di Sarno, giornalista pubblicista, ha insegnato “Linguaggio giornalistico” all’Università di Salerno. E’ autore, tra l’altro, di due storie della letteratura italiana e de “Il Labirinto e l’Ordine” (Commento integrale alla “Divina Commedia”), di testi teatrali e saggi sulle tradizioni popolari. Il suo manuale “Le tecniche della scrittura giornalistica” (Ed. Simone) è citato nella Bibliografia della voce della Enciclopedia Treccani “Giornalismo”, appendice VII – 2007. Ha scritto una trilogia sulla Campania misteriosa che comprende: "la città che urla segreti", il thriller storico ambientato nella Napoli misteriosa (Guida Editori); "le ombre non mentono", il thriller storico ambientato nella Salerno misteriosa (Guida Editori); "che ora è dea notte?", il thriller storico ambientato tra i misteri di Ischia e Procida (Guida Editori).