Prodotto da Mimì Factory e distribuito da Sony Music, in tutti gli store digitali e nei negozi di dischi | Ritorna la collaborazione con Biagio Antonacci che firma il singolo “Tienimi Terra”
“Il senso della misura” è la nuova produzione musicale di Mario Incudine che contemporaneamente dà il via al nuovo live tour del poliedrico artista siciliano. “Il senso della misura” è il sesto album musicale da solista di Mario Incudine. Esce a distanza di dodici anni da “Italia talìa” (Universal music) secondo posto alla targa Tenco 2013 e vincitore del premio Loano 2013.
“C’è un’età di mezzo che è l’età della misura. Fluttua, ancora febbrile, tra l’eccitazione della giovinezza e la saggezza della maturità. Sta lì, in cerca d’una stabilità eternamente ricercata e sempre respinta. E gioca, inesausta, tra il bisogno di amare e il desiderio di essere amati. È l’età della consapevolezza, l’età in cui i pezzi della scacchiera si rimettono al posto ridisegnando un nuovo scenario di gioco, diverso, forse più complicato o forse semplicemente più bello.”
Sull’onda di questa nuova età, nasce il nuovo lavoro discografico di Mario Incudine; progetto rivoluzionario e allo stesso tempo antico, nell’accezione più bella e più intensa del termine.
Con un registro linguistico nuovo che mai tradisce la propria origine, Incudine guarda alla Sicilia parlando italiano. Di lui diremmo, come Calvino ebbe a dire di Verga, che è un italiano di Sicilia, una di quelle voci tuonanti che inneggiano alla propria terra rendendosi fruibili a tutti.
L’amore, nella sua veste più bella, nella sua natura più variegata, è il principale protagonista di questo disco. Amore per una donna, amore per la vita, amore per i figli, amore per la propria terra.
Otto secoli dopo la grande tradizione stilnovista, Incudine torna a cantare della donna angelo, colei che, facendosi mezzo del più sublime dei sentimenti, salva e fortifica.
Ma c’è anche un amore più carnale, terreno, umanissimo, fatto di lenzuola e saliva, di notti e di sogni, di città da scoprire e fotogrammi da incorniciare. È l’amore per l’amore. Quell’amore che urla e dilania, che strugge ed esalta.
E poi c’è l’amore tenero per un figlio, l’immagine magnifica del sonno, dell’abbandono, del necessario e istintivo bisogno che un padre ha di proteggere. E ancora amore per una terra che allontana ma attanaglia, per la storia che ci racconta, per la notte che ci domanda.
“Quando ho battuto all’asta della mia vita i quarant’anni, dopo tanto teatro e diverse esperienze come attore e compositore di musiche per il cinema e per progetti speciali che mi hanno un po’ allontanato dalla forma canzone tout court, ho sentito l’urgenza di ridisegnare il mio pentagramma e di farlo con registri, parole ed emozioni nuove – dice Mario Incudine - questo progetto discografico nasce così; da una visione di me diversa, più consapevole e allo stesso tempo più audace. Ho imparato, sulla mia pelle, a dare peso e valore a relazioni e sentimenti; ho sperimentato discese e salite, voli e cadute, felicità vertiginose e strazianti dolori. Ed estrapolando da me stesso il vissuto e il non vissuto, ho trovato il mio personalissimo, senso della misura”.
Dodici tracce in cui Incudine regala agli ascoltatori la sapienza di un artigiano di canzoni che cuce a mano con cura e attenzione, nota dopo nota, suono su suono il suo “sound” mescolando il mediterraneo con le più moderne sonorità. Bouzouki, corde etniche, percussioni mediterranee, fisarmonica, zampogna “a paru” insieme a batteria, basso elettrico, ghironde, mandolini e chitarre portoghesi, voci arabe e andaluse fino ad una intera orchestra d’archi, disegnano l’anima musicale di questo disco impreziosito da ospiti d’eccezione come Massimo Varini, FaisalThaer, Luis Peixoto, Placido Salamone, Federico Quaranta (sua l’idea della traduzione in siciliano del brano “Amara Terra mia” e sua la voce recitante che chiude la famosa canzone di Modugno) e Biagio Antonacci.
Biagio Antonacci, dopo la fortunata collaborazione nel brano “Mio fratello”, ormai diventata una Hit, ha regalato ad Incudine il singolo “Tienimi Terra”, scrivendolo appositamente per la sua voce e la sua interpretazione.
“Tienimi Terra è la disperata invocazione che fa chiunque si prepara a lasciare la propria casa – spiega Mario Incudine – ma se ci sono mille motivi per andare via, la Terra può ancora esercitare il potere di trattenere i suoi figli aggrappati a sé, e quando questo succede la disperazione si tramuta in festa, una “festa nazionale” che ogni essere umano dovrebbe poter celebrare nella libertà e nella pace”.
Nuova musica, nuove parole e rinnovato coraggio per un artista che ha vinto tutte le sirene, rimanendo ancorato all’albero della sua amata Sicilia.
IL SENSO DELLA MISURA – BRANI
SE QUESTO AMORE
ROMA
I GIORNI DELL’ABBANDONO
TIENIMI TERRA 5. CESARINO
CHAGALL
L’ALBA IL GIORNO E LA NOTTE
IRENE
PARLAMI D’AMURI
GIOCHI DI BAMBINE
IN UN METRO DI TERRA BAGNATA
AMARA TERRA MIA
MediaVox Magazine ha intervistato Mario Incudine, un autore eclettico e di nobile animo. Scopriamo insieme come è nato il suo nuovo progetto e come si sviluppa la sua linea artistica nel panorama della musica italiana…
L’INTERVISTA
Qual è stata l’ispirazione dietro la creazione di “Il senso della misura” e come questa si riflette nelle dodici tracce del suo nuovo album?L’ispirazione per “Il senso della misura” è germogliata lentamente nel corso degli anni. Questo album arriva dopo più di dieci anni dall’ultimo lavoro discografico, un periodo in cui mi sono dedicato molto al teatro e alla televisione, prendendomi tutto il tempo necessario per creare e plasmare queste canzoni. Ho scritto con una maturità e una consapevolezza diversa, dando il giusto peso e misura ai sentimenti e ai rapporti umani. Ho superato la soglia dei quarant’anni e ciò si riflette profondamente nei miei testi, che abbracciano la mia evoluzione personale e artistica. Ogni traccia del disco è un tassello di questo percorso, parlando d’amore, di terra e di guerra con un’urgenza sincera di raccontare e raccontarsi. Volevo offrire qualcosa di autentico, di qualità, che rispecchiasse la mia crescita.
Come descriverebbe l’importanza di questo nuovo lavoro nel contesto della sua carriera artistica e nella sua evoluzione personale?Considero questo album un nuovo punto di partenza nella mia carriera. Ho scritto molto di più in italiano senza mai abbandonare le mie radici. Questo progetto è una tappa significativa di un percorso che si arricchisce di anno in anno. Per la prima volta, ho coinvolto anche un’orchestra, fondendo tradizione e contemporaneità. Ho cercato di mantenere la mia identità e riconoscibilità, introducendo però elementi di novità. Questo lavoro rappresenta una sintesi della mia evoluzione artistica e personale, unendo passato e presente in un unico e armonioso viaggio.
Può raccontarci della collaborazione con Biagio Antonacci per il singolo “Tienimi Terra” e come questa ha arricchito il suo progetto musicale?La collaborazione con Biagio Antonacci è stata continua e fruttuosa. Abbiamo condiviso il palco in molti concerti e c’è sempre stato un grande rispetto e ammirazione reciproca. Biagio ha un talento straordinario e il suo contributo ha arricchito profondamente il progetto musicale di “Tienimi Terra”. In ogni mia canzone, c’è sempre un po’ di sociale e di denuncia, e Biagio ha saputo aggiungere una dimensione unica e profonda a questo brano, rendendolo ancora più potente e significativo.
In che modo la sua amata Sicilia e le sue radici culturali influenzano la sua musica, soprattutto in questo nuovo lavoro discografico?La Sicilia è il cuore pulsante della mia musica. La mia identità siciliana emerge chiaramente nei miei testi, eccetto nel brano “Roma”. La Sicilia, con la sua storia, la sua bellezza e le sue contraddizioni, è la protagonista di questo album. Il mio amore per questa terra è profondo e sincero, e traspare in ogni nota e parola delle mie canzoni. La Sicilia non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio che influenza e ispira la mia creatività.
Quale messaggio fondamentale desidera trasmettere ai suoi ascoltatori attraverso le sfumature d’amore presenti in “Il senso della misura”?Arriva un momento in cui si inizia a dare valore a ciò che prima non lo aveva. I sentimenti si misurano con una nuova consapevolezza. La copertina dell’album, con la bilancia, simboleggia che l’anima, rappresentata come una piuma, pesa più del piombo. Amare significa essere veri, senza violenza. Costruire è molto più difficile, ma dobbiamo credere in un mondo migliore. Con le mie canzoni, spero di ispirare le persone a cercare il bene, a costruire relazioni autentiche e a vivere con pienezza e passione.
Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.
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