Tutto su di noi…


In questo libro di Romana Petri, la protagonista Marzia menziona più volte l’amore perfetto e il cane perfetto.

Dall’altra parte io lettrice, perfetto trovo questo romanzo: “Tutto su di noi”, edito Mondadori. Perfetto per me, intendo, per la mia voglia di leggere a perdifiato, come se non ci fosse un domani.

Ora che sono anziana, mi è ritornata come quand’ero ragazza. A volte mi esalta, a volte mi fa un po’ paura: un cerchio che si chiude? Mi preparo a qualche cambiamento…definitivo? E se pure fosse?

Un libro che a momenti ti sbrana, e mentre sei disteso, quasi esanime, senti che è lì che vuoi restare. E non importa mangiare, si può rimandare. E non importa dormire, fa lo stesso.

Enfatizzo per gratitudine, in certi momenti mi piace farlo, perché qui siamo di fronte a un libro avvincente, avvincente davvero.

Quest’autrice, che è anche giornalista, traduttrice e un sacco di altre cose, e che ha vissuto per anni tra Italia e Portogallo, scrive e pubblica ormai da decenni ed è tradotta in molte lingue. Ha una penna fantastica e il suo inchiostro sono: il ritmo, che rallenta solo poche volte e solo quando è necessario, e le idee. I suoi personaggi sono così iperbolici da grattare anche la tua di fantasia… Ed anche, sì, la spudoratezza del linguaggio, che calza come un guanto alla storia.

Un libro sulla famiglia che mi ha subito fatto venire in mente un saggio che lessi a 18 anni, età in cui niente e tutto ti spaventa. Si intitola “La famiglia che uccide”, di Erich Fromm. Infatti sembrava non spaventarmi, invece mi spaventò. Troppi possibili accidenti nel focolare domestico, troppe verità dette tutte insieme.

La famiglia in questione, che vive alla periferia di Roma, di famiglia non ha nulla, se non le connotazioni anagrafiche. Una famiglia che si può descrivere solo con aggettivi dispregiativi e genera… questi ‘mostri figli’ ( non ricordo di chi è la freddura). Vi domina il livornese Filippo, detto Pippo, un uomo così abietto, come padre, marito e persona, da potersi dire fetente, proprio in quanto cattivo ma anche spregevole. Una moglie che ne è innamorata-succube e nemmeno si cura dei figli (Marzia e il fratello), ma solo di tenersi stretta quest’uomo dalle gambette corte secche e curve e gli occhi color lapislazzulo, che la incornicia di corna di cui crudelmente le racconta i dettagli della sua libidine. Fosse almeno coraggioso: lui è solo un ”vile turbolento”. Marzia cresce senza credi, ma solo con la certezza di non volere assomigliare a loro e di non volere legami sentimentali. Il suo unico interesse è la lotta greco-romana, di cui è campionessa. Il suo amore, quello per i cani…

“Non potevo immaginare che venire al mondo significasse esaurire immediatamente la pazienza. Io a questa storia che quando stiamo lassù, nel pollaio delle anime, a scegliere in quale famiglia andare a finire, non ci credo per niente. Ci fosse stato da scegliere, non avrei mai scelto voi.”

Ma ciò che accade in casa loro, non è solo triste. In quelle mura si fa ai figli scuola di violenza e ciò che l’autrice ci racconta fa davvero rabbrividire, al punto di non trovare affatto strano che Marzia cresca con un unico obiettivo: uccidere suo padre.

Una scrittura incalzante. Personaggi potenti, che non ti fanno dormire la notte. Pagine dolorose, che fanno sanguinare il pensiero. Decenni che passano così, rubando la vita della protagonista, che desidera ormai allontanarsi da tutto e da tutti. Il suo corpo conosce solo le posizioni di difesa e di attacco, come i suoi muscoli. La sua mente desidera sempre più spesso abitare il niente.

Oppure solo l’odore della palestra, “quell’odore meticciato che viene fuori da quello di tutti”.

Eppure… eppure… Ci sono strade nuove che il dolore a poco a poco può trovare.

E a una vecchia casa di fronte al mare, quella dell’infanzia coi nonni, unica piccola parvenza di normalità nella vita di Marzia, quando diventa sua si può dare una bella ‘romanella’, che in romanesco vuol dire rinfrescata. E quando spunta il glicine e vedi quei bei grappoli, ti può venire voglia di mangiarne qualcuno fritto in pastella. E poi  a volte ci sono amori che ritornano, com’è il caso di Core…

Quando un romanzo ti appassiona e scuote talmente da regalarti una rissa di riflessioni. C’è poi bisogno di tempo per sistemarle, perché trovino il loro angolo… perfetto.




Medico Pediatra, scrittrice, editor, giornalista pubblicista. Da anni si occupa della parola, con un percorso trasversale che va dalla poesia alla narrativa, drammaturgia, saggistica. Ha al suo attivo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Solinas per il suo fantasy ‘Una magica magia’. Ha pubblicato, ‘Il mio primo sole’, edito Oèdipus, che narra la sua storia e quella del suo paese. Il suo ultimo volume è 'Arminio&Arminio' (Marlin Editore), la narrazione del poeta italiano contemporaneo più letto. www.normadalessio.it