Jacopo Margarito: la promessa della Musica sacra fiorentina

Con talento e dedizione, Jacopo Margarito emerge come una luminosa promessa nella musica sacra, incarnando il legame profondo e intramontabile tra Firenze e l’arte. Nato l’11 giugno 2005, il giovane talento fiorentino si forma presso il Liceo Musicale IIS Alberti-Dante, dove, sotto la guida di mentori come la prof.ssa Amalia Grimaldi e il prof. Emanuele Nistri, ha affinato il canto come primo strumento e il pianoforte come secondo, con una passione che va oltre la tecnica e arriva al cuore del pubblico.Sin dall’età di dodici anni, Jacopo ha saputo incantare come solista nel coro delle voci bianche della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, in particolare nel Requiem di Fauré. Con il suo timbro unico, a quindici anni entra nel prestigioso coro della Cappella Musicale del Duomo, partecipando a eventi di portata internazionale, come “Mediterraneo, Frontiera di Pace” trasmesso su Rai 1, e il “Convegno Nazionale Scholae Cantorum” a Ravenna.

Ogni sua esibizione è un omaggio alla tradizione musicale fiorentina, capace di portare al presente emozioni che sembrano quasi perdute. Nonostante la giovane età, Jacopo non si è limitato al canto.

Dal 2020, è organista e direttore del coro di San Felice in Piazza, mostrando un’attitudine naturale per la direzione e la capacità di unire diverse voci in un’armonia commovente. Tra i suoi momenti più intensi, quello della Festa della Repubblica al Conservatorio Cherubini e la recente interpretazione della Missa in Tempore Belli di Haydn. L’arte di Jacopo non si ferma all’esecuzione: è già compositore di brani che riflettono un’intima devozione alla polifonia e al gregoriano. Le sue opere, come Ave Verum, Omnes gentes, e O Jesu Christe, eseguite dal coro inglese St Giles Consort, sono preghiere in musica, spazi in cui ogni nota evoca un significato sacro, solenne e senza tempo.

Jacopo Margarito incarna la promessa di una musica che fiorisce e si rinnova, e Firenze, da sempre culla dell’arte, sembra aver trovato in lui uno dei suoi futuri custodi.

La sua voce, autentica e vibrante, ricorda che, in un mondo veloce e distratto, l’arte può ancora risvegliare le emozioni più profonde, e che la tradizione musicale non è mai solo storia, ma anche speranza per ciò che verrà.

MediaVox Magazine ha intervistato Jacopo Margarito per immergersi nel cuore e nei sogni di un giovane artista, già colmo di profondità e visione, pronto a incantare il pubblico con un concerto il prossimo 8 novembre!

L’INTERVISTA

Come nasce la tua passione per la musica? È nata con la voglia di cantare. Uno dei miei primi ricordi è a otto anni, in chiesa: cantavo davanti alla comunità, e tutti si commossero. Ho seguito un percorso lineare, dal piano al canto, e, nonostante alcune difficoltà, ho sempre avuto fiducia nella mia strada. Nel coro delle voci bianche (Pueri Cantores), sotto la guida dei maestri Michele Manganelli e Patrizia Scivoletto, ho scoperto un mondo nuovo. La prof.ssa Amalia Grimaldi mi ha sostenuto durante il periodo del liceo, anche nei tempi difficili del Covid. Entrando nel coro del Duomo di Firenze come baritono, ho poi intrapreso uno studio tenorile: un’evoluzione che mi ha aperto nuovi orizzonti. Ora, inizio il percorso al Conservatorio Cherubini e avrò come prof.ssa di canto Nemi Bertagni, e ogni passo mi avvicina sempre più alla realizzazione del mio sogno.

Qual è il tuo obiettivo grazie alla musica?Vorrei portare la mia arte a tutti, anche a chi non può permetterselo. Sogno di diffondere l’arte sacra e classica e di vedere il pubblico toccato dalla mia musica. Dimostrare che un giovane può raggiungere grandi traguardi, con gradualità e senza mai smettere di sognare, pur mantenendo i piedi per terra.

Al concerto dell’8 novembre, che valore avrà il coro? Premetto che durante il Covid, il parroco, Don Gianfranco Rolfi, mi chiese di cantare alle messe e, anche se non avevo studiato organo a scuola ho provato a dare il mio meglio, nel frattempo mi sono attivato per farlo grazie al sostegno del mio maestro che mi ha aiutato in questa voglia di imparare lo strumento Don Giovanni Alpigiano dell’istituto diocesano di musica sacra. Così, con il parroco abbiamo dato vita a una corale che da anni non si vedeva; ho voluto coinvolgere molti giovani per ispirarli a seguire la loro strada nella musica. Nel 2022 ho creato un coro di bambini, che ora studiano musica e latino, ho reintrodotto nelle celebrazioni della mia Parrocchia di San Felice in Piazza il canto gregoriano. Con Valentina Cocco, la mia prima maestra di piano, abbiamo dato vita ad un gruppo orchestrale di giovani provenienti da diverse realtà musicali fiorentine dal liceo ai conservatori e non solo. Insieme, siamo diventati una vera squadra.L’idea è, quindi, che attraverso la promozione della musica sacra in chiesa, la corale e/o il coro di voci bianche crei un momento di famiglia, unione, armonia, senso di rilassatezza lasciando fuori dalla porta il resto; l’obbiettivo è che il corista quando canta trasmetti queste emozioni di libertà, di legame con chi lo ascolta.


Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.