#ROFF19 | UNO #SGUARDO SUL #MONDO | Intervista al Green Utility Manager Giovanni Bernabei

Articolo di Anna Ferrentino (AF-F) | Foto Alain Guariglia e Francesco Tarallo


La società contemporanea e i cambiamenti climatici sono in continuo mutamento e con essi la nostra percezione del mondo e di noi stessi. Del resto, i fatti più recenti hanno portato a vivere una realtà “oscurata” dove si è invertita la percezione del reale con il virtuale sottraendo l’individuo da una linfa emotiva. “Uno #sguardo sul #mondo”, è un tentativo di raccogliere le testimonianze di coloro che fanno della propria vita e del proprio sapere un esempio. L’intento è di raccontare, mostrare, trasmettere il modo in cui è cambiata la “percezione visiva” di chi fa delle arti e dei mezzi di comunicazione uno strumento per dare “vita” e “potere” al nuovo senso dell’umanità. Per l’occasione abbiamo voluto incontrare durante la 19°Edizione della Festa del cinema di Roma uno dei figli di Ettore Bernabei (negli anni ‘60 fu direttore della Rai), il Green Utility Manager della Luxvide, Giovanni Bernabei.

GIOVANNI BERNABEI UN “COMBATTENTE” CON LA PASSIONE DEL GREEN

Giovanni Bernabei, è un professionista specializzato nel gestire le risorse energetiche della Luxvide in modo sostenibile. Essa è una società leader in Europa nella produzione televisiva, fondata a Roma nel 1992 da Ettore Bernabei, si è da subito affermata sul mercato italiano, grazie a produzioni molto riconoscibili e di grande successo, ad esempio con le serie tv come Don Matteo, Un passo dal cielo, Che Dio ci Aiuti, DOC. Nelle tue mani, Viola come il Mare e tanti altri. Dalla sua costituzione, Luxvide ha operato con una visione internazionale, sia nella ricerca dei partner che nella scelta delle storie. La società dispone di sette Teatri di Posa di proprietà per un totale di 6,000 m2, con degli uffici di postproduzione nel comune di Formello, in provincia di Roma, un luogo di produzione fra i più grandi in Europa. Da pochi anni la Luxvide è entrata nel gruppo Fremantle: leader mondiale nell’ideazione, produzione e distribuzione di programmi d’intrattenimento e serie televisive. Il Green Utility, guida i leader verso un maggior consumo di energia più responsabile e sostenibile.

L’INTERVISTA

Giovanni Bernabei, ospite per la preapertura della Festa del cinema di Roma negli studi di Cinecittà per l’anteprima italiana di “Megalopolis” di Francis Ford Coppola. Che emozione ha provato nel vedere quest’opera sul grande schermo ma soprattutto come sta vivendo questa 19°edizione? È stato emozionante entrare in quegli studi dove sono stati girati moltissimi film che hanno fatto la storia del nostro cinema e del cinema internazionale. Inoltre, sapere che ero in sala con uno dei più grandi registi della New Hollywood è stato incredibile. Meno è stato il risultato del colossal “Megalopolis”, un film che mi ha lasciato una sensazione di confusione. Nonostante sia stato un grande investimento per Coppola ha deluso le aspettative, infatti in America è stato un flop. Tuttavia, in questi giorni ho potuto vivere diversi spazi dedicati alle proiezioni dei film, ne sono rimasto entusiasta per la tanta gente e addetti ai lavori che si sono rovesciati nella nostra città per ammirare le diverse proiezioni arrivate da ogni parte del mondo. In aggiunta a questo, mi ha colpito il rapporto che si è stabilito tra il cinema e la Fiction. Noi stessi stiamo stabilendo un legame con i Festival, ad esempio l’obiettivo è presenziare con “Sandokan”, interpretato da Can Yaman – “nuova” Tigre della Malesia – al Festival di Venezia 2025, perché le produzioni per il “piccolo schermo” non possono più essere distaccate dal grande schermo. Qui a Roma, alla festa abbiamo avuto un’anteprima di questa fusione basti pensare agli episodi della quarta serie “L’amica geniale” con regia di Laura Bispuri: tratta dal libro “Storia di una bambina perduta” di Elena Farrante, una saga che appassionato milioni di telespettatori in tutto il mondo. Oppure “Il Conte di Montecristo” di Bille August, una coproduzione italo-francese.

Ettore Bernabei è stato uno dei democristiani più influenti del nostro panorama socio-politico. Un protagonista delle scene anche come giornalista, direttore della rai e tanto altro; un incredibile professionista che ha fatto la storia. Giovanni, Lei è uno degli otto figli di Bernabei, siamo curiosi di sapere come era come padre? Era un padre “attento”, con tante aspettative. Infatti ha creato la Luxvide che noi figli oggi cerchiamo di portare avanti. Abbiamo provato dopo la sua morte, avvenuta nel 2016, a fare dei suoi diari una raccolta. Una testimonianza del suo sapere e del suo fare in periodi storici particolari per il nostro mondo politico e sociale. Un costruttore di idee funzionali al benessere collettivo. Tuttavia, non nascondo che sento molto la sua mancanza anche perché era un visionario, senza di lui sembra che manchi qualcosa a noi figli ma anche alla società italiana.

Lei ha scelto, prima che la Luxvide nascesse, di lavorare in un altro grande gruppo “settore dei servizi di ristorazione per chi viaggia”, direi diverso dal mondo della produzione televisiva. Come si è trasformato negli anni il suo rapporto verso l’attività di famiglia?Avevo scelto di lavorare per la catena Autogrill perché mi affascinava tutto il mondo della gastronomia e dell’accoglienza. Poi all’età di 59 anni per diverse ragioni il “gruppo” ha fatto altre scelte politiche e mi sono ritrovato disoccupato. Per me è stato doloroso, ma anche per mia moglie e le mie figlie è stato un momento difficile. Con il tempo ho compreso, soprattutto dopo la perdita di mio padre, quanto fosse importante inserirmi nell’azienda di famiglia la Luxvide, per apportare le mie competenze a supporto dei progetti che ogni giorno realizziamo.

Oggi con l’era del digitale, la televisione ha un qualcosa di “astratto”, come si avvicina un uomo come Lei che ha avuto esperienze professionali diverse da quelle dei suoi fratelli verso il mondo della Fiction? La Fiction è finzione ma per ogni episodio ci vogliono moltissime ore di riprese. Noi abbiamo costruito a Formello i nostri studi e questo ci consente non solo di ammortizzare i costi, ma soprattutto di utilizzare nuove tecnologie unitamente a risorse valide per migliorare le nostre produzioni. Mi piace far parte di questo mondo anche perché il mio obiettivo e quello delle aziende (Luxvide/Fremantle) è di ridurre l’impatto ambientale, diminuendo l’utilizzo di materiali plastici e favorendo l’adozione di energie rinnovabili. Per me è una nuova esperienza ma anche una continuazione delle mie passate attività. Fortunatamente la mia famiglia e i miei fratelli che sono parte integrante della Luxvide hanno contribuito a rendere il mio inserimento più facile e immediato, lasciando che fossi coinvolto anche emotivamente in questo “universo parallelo”.

Nella società contemporanea, lo “sguardo umano” ha subito trasformazioni significative a causa di vari fattori, tra cui la tecnologia, i cambiamenti sociali e le crisi globali. Come si è trasformato il suo modo di relazionarsi con le difficoltà e i disagi che stiamo vivendo? Oggi, le persone tendono a relazionarsi con le difficoltà e i disagi in modi differenti ma soprattutto con una maggiore interconnessione, ma anche una certa disillusione. I social media e le piattaforme online hanno amplificato la condivisione delle esperienze. Le persone si sentono più “unite” nel condividere le proprie difficoltà, creando comunità virtuali che possono offrire sostegno. Tuttavia, questo può anche portare a una superficialità nelle relazioni e a una cultura del confronto. Personalmente cerco di stabilire rapporti più diretti, più intimi con le persone, questo mi consente di non distrarmi ma di essere più empatico, cercando di comprendere le esperienze altrui. Le persone possono sentirsi sopraffatte e impotenti, sviluppando una reazione di indifferenza di fronte a situazioni difficili. Per me, che ho vissuto differenti esperienze mi pongo con più leggerezza di fronte alle sfide, e apportando più attenzione al mio benessere personale e alla mia salute mentale, con un aumento di pratiche come la meditazione e le attività sportive. In sintesi, lo “sguardo umano” oggi è caratterizzato da una dualità: da un lato, una maggiore connessione e consapevolezza, dall’altro, la sfida di mantenere una risposta empatica e attiva di fronte a un mondo complesso e spesso travolgente. Tuttavia, leggere di ciò che il mondo sta diventando mi fa sentire di più il peso della paternità. Mi spinge ad avere una attenzione maggiore verso le mie figlie ancora troppo giovani, nonostante non abbiano ancora spiccato del tutto il volo, fortunatamente sono entrambe prese dagli aspetti costruttivi di questa vita. Studiano, lavorano e amano ciò che fanno, e forse questo aspetto è fondamentale per difendersi da ciò che il pianeta sta vivendo.

Il compito di un talento è quello di esprimere al massimo le sue idee, ma il talento è sentire, la disciplina è fare. Lei ha studiato o crede che non serva per diventare importante nella vita? Studiare è fondamentale, ma non è l’unico fattore determinante per avere successo nella vita. La disciplina e la capacità di applicare le proprie idee sono altrettanto importanti. Il talento può aprire porte, ma senza impegno e formazione continua, rischia di rimanere inespresso. In sintesi, una combinazione di talento, studio e disciplina è spesso la chiave per raggiungere risultati significativi.

Giovanni Bernabei quale tipo di sogno o obiettivo ha nel cassetto ma soprattutto se avesse la possibilità di parlare ai giovani cosa consiglierebbe per vivere una vita emozionante, stile Fiction? Alla mia età è difficile pensare di avere un sogno nel cassetto. Ho imparato a vivere giorno per giorno, e a costruire i miei sogni nelle azioni quotidiane, cercando di esercitare la mia curiosità e stimolare la mia mente con nuove esperienze. In relazione a quanto detto, siamo in un’epoca “liquida” nella quale viviamo indubbiamente con un costante stato di ansia e preoccupazione per via delle diverse pressioni sociali, quindi sarebbe fantastico ogni tanto concedersi il lusso di non pensare troppo al futuro o agli obiettivi che ci siamo dati. Se posso suggerire qualcosa ai giovani, gli direi di non lasciarsi “distrarre” ma di arricchire la loro mente con il sapere e vivere e condividere le esperienze giornaliere in funzione del benessere e dell’entusiasmo. Questo però non significa deresponsabilizzarsi, perché dai tempi andati, sono proprio le responsabilità che ci assumiamo a definire le persone che siamo. Il mondo della Fiction, è comunque un tratto della vita reale, a volte potrebbe ispirarci per non emulare alcuni atteggiamenti o esercitare azioni contrastanti con il senso civico. Come suggerisco sempre alle mie figlie, inseguite i vostri sogni e fate del vostro quotidiano un motivo di condivisione e di crescita.


Ettore Bernabei un uomo che ha fatto la storia | Il democristiano Ettore Bernabei arrivò alla guida della RAI nel lontano 1961, in seguito all’esaurirsi della stagione del centrismo. La società Italiana in quegli anni era nel pieno del boom economico circolavano per le strade le prime Cinquecento, si avevano i capelli al vento, si facevano le prime vacanze estive con la certezza che le nuove generazioni sarebbero state migliori rispetto alle precedenti. Il giornalista portò in RAI il suo metodo e la sua genialità, valorizzando il meglio della cultura italiana, compresi intellettuali corrosivi e non certo vicini alla DC, e realizzando programmi destinati a entrare nell’immaginario collettivo, come: “Studio Uno” a “Non è mai troppo tardi”, “Processo alla tappa di Zavoli” che portò il ciclismo nelle case degli italiani. La RAI di Bernabei era certamente in linea con la morale dell’epoca, a tratti “bigotta” e oggi assolutamente improponibile, anche per l’assenza di “idealisti” che allora avevano un peso sociale elevato. Con la fondazione della Luxvide, 1992, coerente con le sue idee, crea il primo progetto, “La Bibbia”, un ciclo di 52 ore suddiviso in 21 prime serate televisive, prodotte fra il 1994 e il 2002 per Rai Uno e vendute in 140 paesi. Un successo per la società tramontato negli anni.

“Megalopolis”, film Fantascienza diretto da Francis Ford Coppola |Questa è la storia, con una impronta drammatica, di Cesar Catilina (Adam Driver), un brillante architetto di New Rome, vuole ricostruire New York dopo un disastro devastante e vuole utilizzare un materiale mai usato prima, il Megalon. Il suo sogno viene ostacolato dal sindaco Franklyn Cicero (Giancarlo Esposito), non pienamente convinto del progetto utopico e insiste sullo status quo attuale. Julia (Nathalie Emmanuel), la figlia del sindaco, quando s’innamora di Cesar vive una profonda crisi personale. La ragazza non vuole contrariare l’amato padre ma i suoi sentimenti per l’architetto animano il suo desiderio di emancipazione. Julia rimane incinta, nasce Sunny Hope, dopo diverse avventure cerca di mediare la pace tra Cesar e Cicero. La trama si infittisce tantoché con il rinnovato supporto finanziario di Hamilton, Cesar completa finalmente Megalopolis; Cicero promette di aiutarlo nei suoi futuri progetti. Alla vigilia di Capodanno, Catilina e Julia fermano nuovamente il tempo e si scopre che Sunny Hope ora è l’unica a non essere influenzata da tale potere: il futuro è già iniziato.

“L’amica geniale”, per la quarta stagione dietro alla macchina da presa la regista Laura Bispuri | Un successo che è giunto alla quarta edizione. Scorre attraverso pagine di un’epoca della nostra società passata che ha l’“odore” di una ribellione e un riscatto sociale, che per alcuni aspetti è ancora molto attuale. Le due protagoniste Lina “Lila” (Irene Maiorino) e Elena “Lenù” (Alba Rohrwacher) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e “rinascite”. Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Nel cast oltre alle due protagoniste ci sono: Fabrizio Gifuni (Nino Sarratore), Stefano Dionisi (Franco Mari), Anna Rita Vitolo (Madre Elena, Immacolata), Pier Giorgio Bellocchio (Pietro Airota), Daria Deflorian (Adele Airota), Gaia Girace (Lila Cerullo da ragazza), Lino Musella (Marcello Solara), Eduardo Scarpetta (Pasquale Peluso da ragazzo), Edoardo Pesce (Michele Solara) e Sonia Bergamasco (Maria Rosa Airota). La nuova serie arriverà su Rai 1 dal prossimo 11 novembre.

La serie Tv ‘Il Conte di Montecristo’ con la regia Bille August | Dal celeberrimo romanzo di Alexandre Dumas, arriva un nuovo adattamento nella serie tv internazionale diretta dal regista danese Bille August e interpretata dall’attore britannico Sam Claflin nel ruolo del protagonista Edmond Dantés. Il giovane marinaio di Marsiglia Edmond Dantés sta per coronare tutti i suoi sogni quando viene accusato ingiustamente e imprigionato nel Castello d’If, dove rimane per quattordici anni e incontra l’abate Faria, che gli rivela l’esistenza di un meraviglioso tesoro sull’isola di Montecristo. Dopo una rocambolesca evasione, grazie a queste ricchezze Edmond si trasforma nel Conte di Montecristo, pronto a tutto pur di compiere la propria vendetta contro coloro che hanno tramato alle sue spalle. Un cast straordinario scelto dal regista per questa nuova produzione tra cui: Ana Girardot, Gabriella Pession, Nicolas Maupas, Mikkel Boe Følsgaard, Ana Girardot, Blake Ritson, Karla-Simone Spence, Lino Guanciale, Michele Riondino, Harry Taurasi, Poppy Corby Tuech, Amaryllis August, Jason Barnett e Jeremy Irons (l’Abate Faria). Prodotto da Palomar in collaborazione con Demd Productions e con Rai Fiction, France Télévisions, Mediawan Rights e Entourage, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, la serie sarà trasmessa su Rai 1 nel 2025 in quattro puntate.



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