PREMIO PAOLO LEONELLI 2024 | IL MESTIERE DELL’ATTORE: GIANFELICE IMPARATO

Il grande pubblico televisivo lo ha conosciuto soprattutto grazie alla serie (dal 2017) “I bastardi di Pizzofalcone” tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni, in cui interpretava il tormentato vice commissario Giorgio Pisanelli. Gianfelice Imparato è un attore e regista teatrale a tutto tondo perché la sua versatilità di combinare questi diversi aspetti del teatro gli permette di cogliere le profondità dei personaggi che porta sul palcoscenico. Imparato inizia la sua attività di attore nel 1976 con la compagnia di Mico Galdieri e successivamente con quella di Luca De Filippo. Ma non si ferma qui inizia anche a scrivere opere teatrali fino a curarne la regia tra cui, “Casa di frontiera” in cui affronta in chiave ironica e particolarissima il problema dell’emigrazione descrivendo un futuro indefinito un’Italia divisa in due dalla secessione. L’autore ci invita a considerare la multiculturalità una risorsa e tutti i sentimenti di negatività verso il diverso, soprattutto la paura di perdere equilibrio e sicurezza, si traducono in opportunità di apprendimento, crescita e miglioramento. Varie volte si è cimentato con il cinema interpretando personaggi di spessore “L’ora di religione” (2002) di Marco Bellocchio, “Il divo” (2008) di Paolo Sorrentino; “Gomorra” (2008) di Matteo Garrone, (2009) Fortapàc di Marco Risi incentrato sulla figura del coraggioso giornalista Giancarlo Siani e (2010) “Into Paradiso” di Paola Randi, con cui ha vinto il Premio come Miglior Attore al Montecarlo Film Festival, (2021) “Qui rido io” di Mario Martone e sempre nello stesso anno “Querido Fidel” di Viviana Calò (premio miglior attore al Bari International Film Festival 2021).


INTERVISTA

Che cosa l’ha spinta a calcare le tavole del palcoscenico? La necessità di sperimentare la vita non in modo diretto, ma in modo riflesso per non esserne travolto. Come Perseo che riuscì a non essere pietrificato dalla Medusa guardandola riflessa nello scudo.

Quali sono state le difficoltà che ha dovuto superare all’inizio della sua carriera? Avendo abbandonato gli studi di giurisprudenza, la grande difficoltà degli inizi fu poter dimostrare alla mia famiglia che il Teatro era un’attività che mi poteva rendere autonomo. “La bellezza del somaro”, “A casa tutti bene”, “Due amici”, “Gomorra”, “Il grande salto”, ecc Come riesce a calarsi nei personaggi che interpreta?Ritrovare in sé stesso gli stati emotivi del personaggio e tirarli fuori anche se a volte, in caso di personaggi negativi, può essere spiacevole trovare in sé certe caratteristiche.

A quale tra i personaggi che ha interpretato è particolarmente legato? E perché? Sono tanti e il motivo non è sempre lo stesso. A volte può essere l’affinità col personaggio, altre volte può essere il successo ottenuto in quell’occasione, altre ancora semplicemente perché coincidente con un periodo felice della vita ecc

Attore teatrale e attore cinematografico. Qual è la differenza tra questi modi di recitare? Io, in particolare, non faccio alcuna differenza perché non affido l’interpretazione ad una serie di canoni esteriori, ma alla concentrazione sullo stato emotivo del personaggio e della situazione.

Il teatro è una cassa di risonanza della realtà. Quanto è importante per lei portare sul palco argomenti di attualità? Se il testo è un buon testo riguarda sempre l’attualità a prescindere se sia un classico o un contemporaneo.Da attore a regista.

Come e perché è avvenuto questo passaggio?Non è un passaggio irreversibile. A volte ho avuto la voglia, per il grande interesse per un testo, di curarne anche la regia. Altre volte mi è stato chiesto di farlo perché convinti che la mia regia potesse essere giusta per quel tipo di drammaturgia.

Il 25 novembre 2024 sarà premiato al Premio Paolo Leonelli nella sezione teatro in quanto con il Suo lavoro ha promosso la cultura e la bellezza dell’identità territoriale della Penisola Sorrentina in Italia e nel Mondo. Condivida con noi le Sue emozioni. Il contatto con il Maestro Ferrero fu il mio primo approccio a quel percorso che sentivo di dover intraprendere. Allora era tutto in embrione, non avevo ancora finito il liceo. L’emozione di ritrovarsi per una sera al punto da cui si è partiti è veramente grande. Sono molto felice e grato per questa occasione.


Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".