I colori attraversano la vita: un viaggio nell’arte contemporanea a Spazio Veneziano | Intervista a Corrado Veneziano

Un trionfo di colore e vita: la collettiva che ha incantato Roma

La Galleria Spazio Veneziano ha alzato il sipario su una serata che rimarrà impressa nella memoria del pubblico e degli appassionati d’arte. I Colori attraversano la Vita, una Collettiva di Pittura organizzata dall’Associazione ASD/APS Liberi Eventi, guidata dal Presidente Michele Cioffi, ha inaugurato un viaggio emozionale ed estetico senza eguali, sotto l’attenta e raffinata curatela di Sofia Marzorati.

La galleria, immersa in un’atmosfera di elegante contemplazione, è diventata teatro di un dialogo intimo tra il visitatore e le opere esposte. La cura dei dettagli, visibile in ogni angolo dello spazio, rifletteva la visione di Corrado Veneziano, artista apprezzato nel panorama nazionale e internazionale, che ha trasformato la sua galleria in una cattedrale di bellezza e innovazione. La serata ha accolto un pubblico affascinato e desideroso di lasciarsi trasportare dalla forza evocativa del colore. Ogni opera, frutto delle mani di artisti provenienti da ogni angolo d’Italia, narrava una storia personale e universale, intrecciando le esperienze individuali con un messaggio collettivo di rinascita e trasformazione. In tutto questo affascinante contesto, Sofia Marzorati, con la sua innata eleganza e profonda comprensione del linguaggio artistico, è riuscita a tessere un filo conduttore che univa stili, tecniche e sensibilità diverse. La sua presenza, discreta ma incisiva, ha conferito all’evento una nota di sofisticata autorevolezza. L’intera esperienza è stata ulteriormente arricchita dai suoni e dalle voci di StaYn Radio, la web radio che ha accompagnato l’evento con contenuti e interviste esclusive. Grazie alla sua capacità di abbattere barriere generazionali, StaYn Radio ha aggiunto una dimensione sonora alla narrazione visiva, trasformando la galleria in uno spazio multisensoriale. In parallelo alla Collettiva, l’esposizione La Bellezza ha un’anima, curata da Hermosa Gioielli, ha offerto un ulteriore motivo di meraviglia. I gioielli, frutto di un’artigianalità impeccabile, si sono trasformati in veri e propri frammenti di poesia, celebrando la forza e la bellezza delle donne attraverso materiali preziosi e un design unico. La prima serata dell’evento, I Colori attraversano la Vita, ha saputo incarnare il potere trasformativo dell’arte, regalando al pubblico un’esperienza che trascende il visibile e si radica nell’animo. In quelle sale, tra tele e gioielli, tra suoni e colori, ogni presenza si è fusa in un unico respiro creativo, lasciando dietro di sé l’eco di una bellezza che continua a vivere. Un evento, questo, che non ha soltanto attraversato la vita, ma ha saputo trasformarla, celebrando il valore del colore come forza primigenia, capace di creare ponti tra realtà e visione, tra il presente e un futuro che sa ancora credere nell’arte. Corrado Veneziano ha accolto con entusiasmo la Collettiva, sottolineando come l’arte non conosca limiti ma anzi abbia il potere e la capacità di unire, di aprire ad un confronto solido e costruttivo seguendo il principio secondo cui ognuno di noi esiste solo se esiste l’altro. Intervistato da MediaVox Magazine, ha condiviso alcune riflessioni che offrono un affascinante spunto di analisi. Scopriamo insieme le sue prime impressioni!

Intervista a Corrado Veneziano

Spazio Veneziano si è affermato come un luogo d’incontro tra arte, emozione e innovazione. Che cosa rappresenta per lei questa Collettiva e quali spunti di riflessione le ha suscitato? Innanzitutto il piacere di incontrare altri colleghi, tutti entusiasti e coinvolti in un’operazione – antichissima e sempre vitale – di reinterpretare il mondo attraverso la creatività e la fantasia.

Come è nata l’idea della Collettiva I Colori attraversano la Vita e quale messaggio spera che questa esperienza possa trasmettere al pubblico? L’idea è stata portata avanti da Michele Cioffi e dalla sua Associazione. Ma per me, incontrarmi in modo cosi diretto con una variegata potenza di colori è stato ricco di sollecitazione. I colori danno identità alle cose che ci circondano e molto spesso ne sottovalutiamo la ricchezza.

La galleria Spazio Veneziano è rinomata per offrire al tempo stesso mostre di spessore e calore familiare. Come è stato concepito l’allestimento per questa Collettiva? Avete seguito un’idea precisa insieme a Sofia Marzorati? Ogni allestimento pone problemi pratici e teorici. C’era da valutare l’ingombro delle opere rispetto alle pareti, i punti di luce che alcuni quadri, i più piccoli, richiedevano. Ma ci siamo, Sofia Marzorati e io, concentrati sui contrasti e sulle assonanze cromatiche, come a creare un percorso, una pellicola di tele, tra loro in dissolvenza. Insomma, ancora una volta il rispetto del colore è stato fondante.

La Collettiva si avvale di varie partnership tra cui quella di MediaVox Magazine, Backstage Press e StaYn Radio. In che modo la collaborazione con questi partner arricchisce l’evento e ne amplifica l’impatto con il pubblico? Non sono, ahimè, un esperto di social media, ma sono convinto che sia necessario – irrinunciabile – sviluppare ogni accordo e connessione. E poi devo dire che in questa esperienza, con tutti i partner, c’è stato un senso di empatia e di umanità veramente alto.

Guardando al futuro, quali progetti o visioni immagina per Spazio Veneziano e per l’arte contemporanea in Italia? Il progetto è attivare una squadra affiatata e competente, capace di gestire per intero i molteplici aspetti che ogni mostra porta con sé. Bisogna dunque selezionare a monte la qualità degli artisti con cui collaborare.

Guardando al suo percorso artistico, sta per partire per la Colombia, dove presenterà la mostra Visse d’arte, dedicata alle opere pittoriche di Giacomo Puccini. Qual è il significato personale e professionale di portare una sua esposizione oltreoceano? Ho gia avuto in passato l’opportunità di esporre in altri continenti. Se da un lato ho scoperto gusti differenti e sorprendenti, dall’altro ho sempre avuto la conferma di quanto sia trasversale e comune il piacere della pittura, dell’arte: contro ogni dogmatismo e a favore della libertà espressiva. In Colombia (nazione americana ma allo stesso tempo fortemente latina) le mie curiosità e aspettative si raddoppiano.

Prevede che il tour pucciniano prosegua anche dopo il 2024? Sì, abbiamo già un calendario 2025 dei luoghi del tour pucciniano della mostra, in Italia e all’estero. Stiamo concludendo il montaggio della docufiction “La donna di Puccini” interpretata da Paola Ricci e, in realtà, abbiamo richieste di esporre le opere anche nel 2026, anno in cui cade il Centenario della Turandot. Insomma, una mostra fortunata e apprezzata, patrocinata dal Comitato Puccini 100 della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Commissione Cultura della Camera. Forte altresì della curatela attenta e colta di Francesca Barbi Marinetti, Cinzia Guido e Sonia Martone, della scrupolosa collaborazione di Sofia Marzorati e del prezioso coordinamento generale di Iacovelli and Partners.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.