“Volver” di Maurizio de Giovanni | Dalla fine, per nuovi inizi… Il cammino del Commissario Ricciardi/Lino Guanciale

Parole, dette e non dette. Musiche, quelle suonate e quelle dell’anima. Emozioni, speranzose e malinconiche.Volver” a Napoli. Semplicemente. La prima presentazione del nuovo libro di Maurizio de Giovanni è stata uno spettacolo nello spettacolo, con il Teatro Acacia gremito in ogni suo angolo. Una forma di meta-arte in cui la parte narrata coincide molto spesso con la parte sognata.

E così gli estimatori del Commissario Ricciardi, innamorati persi di quello sguardo un po’ sfuggente, hanno visto materializzarsi lo scambio dialettico tra un “padre” e suo “figlio”, tanto desiderato: Maurizio e Luigi Alfredo faccia a faccia, spalla a spalla, schiena contro schiena. A volte, uno accanto all’altro; a volte, uno al posto dell’altro; a volte, fusi in un’unica figura. A tratti, perché no, l’uno contro l’altro, attanagliati dalla dialettica dell’Io.

E, insieme alla musica, la penna di de Giovanni danza con la sua stessa voce; avvinghiate tra le note dei pensieri.

Non un reading, assolutamente non una “recita”. La personificazione della storia. L’umanizzazione del testo. Lino Guanciale ha risposto “presente”, come Luigi Alfredo. Presi entrambi da un richiamo diverso ma ancestrale, un ritorno alle origini che è ritorno al futuro.

Lino Guanciale non è solo l’attore che da anni ha prestato volto e corpo al Commissario Ricciardi; è colui che gli ha regalato l’anima. Perché quando una storia scritta, di così grande valore e successo, viene tradotta in un prodotto televisivo o cinematografico importante, un attore non può limitarsi a “recitare” un ruolo, lo deve armonizzare con il suo battito cardiaco. Quel soffio stridulo, sibilante, ruvido ma ammaliante che ti inquieta e al tempo stesso ti fa sentire dannatamente vivo. Dalla voce, al cuore; poi, dal cuore alla mente e, di nuovo, al cuore. Questo è il talento che c’è nella voce di Lino Guanciale. Ipnotizzante e totalizzante.

Bravissimi: Marianita Carfora, Paolo Cresta, Antonella Morea, Alfredo Mundo. Eccellenti: Marco Zurzolo, Umberto Lepore, Diego Moreno, Rocco Zaccagnino. Con l’ottima partecipazione di Elena Carbone e la puntuale regia di Annamaria Russo.

La solitudine, la morte, la ricerca della verità, ma anche la bellezza di una Napoli che sa di mare e di mistero, di perdite e di rinascita. Non mancano sullo sfondo tutte le sfumature della Terra del Cilento, attraente come non mai. Come quelle ragazze che ancora arrossiscono. Ogni parola è un colpo di pennello su una tela che prende forma, piano piano, in un’estemporanea di sentimenti.

Ricciardi è un uomo segnato dal dolore, dalla dannazione di sentire la morte degli altri, ma anche dalla bellezza fragile e struggente dell’empatia. Un personaggio potente anche nel silenzio, forse ancor di più. Quel silenzio che è comunicazione fatta di sguardi e pause. Intensità. Una voce che è intera città. Napoli, teatro di vita e di morte, di gioie e di tragedie.

La Musica in questo appuntamento è diventata un vero e proprio personaggio, che ha saputo accentuare i momenti di introspezione rendendoli “popolari”. I toni delle note sono parole che creano un’atmosfera “sospesa”, quasi onirica: la realtà e la finzione si intrecciano in un gioco sottile e avvolgente.

Su “Volver” non possiamo dire molto perché tanti lo stanno ancora leggendo, annusando quell’odore inconfondibile di carta e inchiostro. “Volver” è un’indagine che si trasforma in un viaggio nell’anima, un’esplorazione delle ferite lasciate dal tempo, delle scelte non fatte e delle vite non vissute… fino al futuro che, forse, è anch’esso già scritto. O, forse, non ancora. Malinconia e speranza di un’epoca che non c’è più, ma sa essere ancora e sempre attuale. Ogni personaggio è protagonista di un piccolo universo da scoprire.

In un mondo che corre troppo velocemente, “Volver” invita alla riflessione, a fermarsi per un momento, a guardare dentro sé stessi e a capire quali ombre o quali memorie siano in grado di determinare il nostro destino.


Tutte gli scatti a corredo del presente articolo sono fotografie scelte tra quelle pubblicate nel gruppo Facebook “Maurizio de Giovanni official fanclub”


Viridiana Myriam Salerno, laureata in Giurisprudenza presso l'Università "Federico II" di Napoli, è diventata Avvocato nel 2013. È Giornalista Professionista. E’ Direttore Responsabile della Rivista culturale nazionale “MediaVox Magazine” dal 2015. I suoi scritti sono pubblicati in numerosi libri, editi da importanti Case editrici. Ha curato l'editing di molti volumi. Ha realizzato copertine e graphic-novel. È esperta di comunicazione e linguaggi multimediali. Si occupa del coordinamento di Uffici-Stampa e dell’organizzazione di eventi culturali, è accreditata a rilevanti eventi nazionali ed internazionali, come il Festival di Sanremo, il Taormina Film Fest, l'Ischia Film Festival o il Premio Penisola Sorrentina. Dal 2022, collabora con il Consorzio Gruppo Eventi che, tra le tante attività, ha ideato e realizza "Casa Sanremo" e cura la produzione esecutiva de "I Nastri d'Argento". È segretaria dell'Assostampa Campania Valle del Sarno.