Mordere il cielo | Paolo Crepet

Paolo Crepet racconta e descrive le emozioni nella sua ultima opera Mordere il cielo, edita da Mondadori

Cosa è successo alle emozioni, dove sono finite? L’autore compie una disamina ricca ed avvolgente dei sentimenti, degli stati d’animo, dei chiaro-scuri dell’anima umana; compie un’analisi puntuale ed illuminante dell’uso che si fa delle emozioni. Crepet collega l’importanza del valore delle emozioni alla riscoperta del senso delle relazioni umane. Descrive e analizza la criticità insita nelle relazioni familiari, soffermandosi sul rapporto educativo che vede i genitori sempre piu’ in difficoltà nell’allevare la prole. Si collega a questo complicato tema il rapporto tra le famiglie e la scuola, altro campo disseminato di tante opinioni. L’autore spiega come in campo educativo si sia passati troppo rapidamente “dall’autoritarismo all’assoluta tolleranza, transitando attraverso una totale mancanza di autorevolezza”. Questo ha determinato un appiattimento nel confronto tra genitori e figli, tra educatori ed allievi. Il risultato è una società permissiva e vuota, dove il No come risposta sembra non poter essere contemplata. Si collega alla sfera educativa ed emozionale il ruolo che gli adolescenti ed i giovani non riescono a darsi e si riversano facilmente nella chiusura sociale, nelle esplosioni di violenza, in atti autolesionisti.

Riportiamo uno stralcio illuminante in uno dei capitolo dedicati ai giovani e alle loro difficoltà: “Cerca la dolcezza negli occhi di chi ti guarda anche se non si è accorto di te. Ricordati che l’ordine è il nulla catalogato, la vita non è una vetrina di gioielli, ma una bancarella in un suq dove ci sono mille spezie.”

Crepet ci parla delle diverse tendenze all’isolamento sociale, delle chiusure nei mondi virtuali dei social, delle App; descrive il goblin mode, un neologismo presente nell’Oxford Dictionary che indica uno stile di vita condotto senza osservare le regole della società per dimostrare se stessi ma, nello stesso tempo, una forma di lasciare andare senza cercare l’altro, chiudendosi nel proprio spazio personale. Le persone smettono di cercarsi nell’amicizia, nei sentimenti che diventano merce di scambio solo sui social, senza alcun coinvolgimento passionale. Si cerca soddisfazione nelle nuove droghe sintetiche, per neutralizzare qualsiasi possibile spazio vitale. Nel libro si parla delle implicazioni dell’intelligenza artificiale, del razzismo.

L’esortazione forte che dirompe dalle pagine del libro è di non appiattirsi sulla normalità vuota ma valutare il senso della dignità umana, della bellezza, della genialità.

L’autore esorta a non usare le emozioni per giudicare l’altro ma per riflettere su se stessi, senza nascondersi dietro l’uso spietato della razionalità. Ogni capitolo del libro offre spunti di riflessione partendo dall’ incontro con un personaggio del mondo della cultura, nella sua accezione piú ampia, da un episodio di cronaca, da un viaggio o dal racconto di un’esperienza personale dell’autore.

La lettura di questo libro è un viaggio dell’anima attraverso le declinazioni delle emozioni.



Laureata in sociologia presso l’Università degli studi di Salerno, ha collaborato con diverse testate giornalistiche. Ha avuto un rapporto di collaborazione con il Comune di Sarno, presso l’Assessorato alle Attività Produttive. Attualmente è Docente Specializzato per le Attività di Sostegno Didattico e da sempre segue con attenzione le tematiche sociali e culturali. Per quanto riguarda la sfera dell’impegno sociale svolge attività di volontariato.