Nella splendida cornice del Lingotto Fiere di Torino, AgroDoc ha trovato un palcoscenico prestigioso durante la 41ª edizione dell’Assemblea ANCI, intitolata “Facciamo l’Italia, giorno per giorno”. Dal 20 al 22 novembre, l’evento ha riunito i Sindaci d’Italia per un confronto sul futuro delle comunità locali, inaugurato dall’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente per il nono anno consecutivo.
Tra i protagonisti della manifestazione, Francesco Comunale, promotore e fondatore di AgroDoc, ha presentato il progetto ai primi cittadini d’Italia, sottolineandone il valore culturale e territoriale. Con entusiasmo e visione, Comunale ha raccontato AgroDoc non solo come una kermesse che intreccia documentari, musica e teatro, ma come un progetto di ampio respiro capace di celebrare l’identità campana dialogando con il resto del Paese.
“AgroDoc rappresenta un connubio tra senso di comunità e valorizzazione delle eccellenze locali”, ha dichiarato Gaetano Manfredi, Presidente di ANCI. “Il racconto del territorio unito alla cultura è un volano decisivo per le nostre comunità”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza del binomio ANCI-Rai nel diffondere contenuti di qualità su scala nazionale.
Fabrizio Ferragni, Direttore di Rai Italia, ha poi elogiato l’iniziativa, sottolineando come “La Campania sia un bacino straordinario di poliedricità culturale” e ribadendo il ruolo della Rai come strumento di valorizzazione delle eccellenze italiane in tutto il mondo.
L’edizione 2025 di AgroDoc, che si terrà a San Valentino Torio dal 29 maggio al 1° giugno, sarà dedicata alla “Denominazione di Origine Campana”, un omaggio al patrimonio culturale della regione. Il programma prevede proiezioni di documentari iconici come Il Re di Napoli, dedicato alla leggenda di Mario Merola, O’ Festival. I 20 anni del festival della canzone napoletana e Sono solo canzonette – Edoardo Bennato, che racconteranno storie intrise di musica, tradizione e identità.
L’appuntamento con i documentari, la musica e il teatro ‘di marca campana’ è fissato: tra il 29 maggio e il 1° giugno, infatti, San Valentino Torio (SA) sarà nuovamente protagonista con corto e lungometraggi, note musicali e lezioni di cinema, anticipando le proiezioni dei documentari della Rai con la Campania al centro. In Piazza Ammendola, il maxi schermo accoglierà il pubblico per proiezioni come Il Re di Napoli, O’ Festival. I 20 anni del festival della canzone napoletana e Sono solo canzonette – Edoardo Bennato.
“Sarà nuovamente un appuntamento di alto livello”, ha affermato Michele Strianese, Sindaco di San Valentino Torio, sottolineando la stretta collaborazione con Highlights che ha portato grandi benefici alla collettività locale.
La città si vestirà a festa per accogliere artisti, cantanti e documentari con grande attenzione e professionalità.In via di definizione, inoltre, il cast artistico dell’edizione 2025, che accompagnerà le giornate della manifestazione con musica e parole, rendendo l’evento una vera celebrazione della cultura campana.
AgroDoc, con il suo legame con ANCI e il coinvolgimento della Rai, conferma la sua portata nazionale, proponendo un modello culturale replicabile in altre regioni italiane. Un ponte tra tradizione e innovazione, AgroDoc rappresenta una visione che celebra le radici per guardare al futuro con orgoglio e speranza.
MediaVox Magazine ha avuto l’onore di seguire da vicino la precedente edizione di AgroDoc, immergendosi nell’incanto di un evento che non è solo cultura, ma una vera e propria dichiarazione d’amore per la Campania. Al centro di questa straordinaria manifestazione brilla Francesco Comunale, con il suo talento visionario e la tenacia instancabile che caratterizzano ogni suo progetto. Grazie al suo impegno, AgroDoc si prepara a spiccare il volo verso nuove prospettive, con ambizioni ancora più grandi e un’eco destinata a risuonare oltre ogni confine. Scopriamo insieme le sue parole, intrise di passione e visione, per un viaggio che promette di connettere solide fondamenta a vasti orizzonti. Buona lettura!
L’INTERVISTA
AgroDoc nasce come celebrazione della cultura campana: quali sono gli elementi distintivi di questa kermesse e come riesce a coniugare tradizione e innovazione?AgroDoc è nato in un momento cruciale, subito dopo il difficile periodo della pandemia, quando il territorio sentiva l’urgenza di un progetto culturale capace di ricucire le trame della comunità. Questo evento, con la sua capacità unica di intrecciare musica, teatro e proiezioni di documentari, rappresenta un ponte tra la memoria e il futuro. La tradizione campana, ricca di simbolismi e valori, si fonde con l’innovazione, offrendo al pubblico un’esperienza che non è solo contemplativa, ma anche profondamente trasformativa.
Durante la sua presentazione al Lingotto Fiere, ha sottolineato l’importanza del dialogo tra territori: come AgroDoc può diventare un modello per altre regioni italiane?Quando si parla di cultura, il linguaggio diventa universale, abbattendo confini e costruendo connessioni. AgroDoc, pur mantenendo il suo cuore pulsante nella Campania, trova spazio e accoglienza anche in luoghi come il Piemonte, dove la presentazione al Lingotto Fiere ha dimostrato la capacità di un progetto radicato nel territorio di dialogare con altre realtà, arricchendosi e valorizzandosi ulteriormente. Questa kermesse potrebbe diventare un modello per altre regioni italiane, un esempio di come l’identità locale possa essere esportata e apprezzata su scala nazionale, rafforzando quel senso di appartenenza che lega il nostro Paese.
Qual è, secondo lei, il contributo della cultura nel costruire comunità più coese e consapevoli?L’Assemblea ANCI di Torino, con il tema “Facciamo l’Italia, giorno per giorno”, ha acceso i riflettori sul potere della cultura di unire le persone e costruire identità condivise. Nei due giorni intensi al Lingotto, AgroDoc ha dimostrato come la cultura possa avvicinare i giovani, vero motore del futuro. La capacità di coinvolgere le nuove generazioni attraverso linguaggi contemporanei rappresenta il contributo più prezioso che la cultura può offrire: creare comunità più consapevoli, coese e pronte ad affrontare le sfide di domani.
La collaborazione con la Rai è un elemento chiave di AgroDoc. In che modo questi documentari e progetti mediatici possono valorizzare ulteriormente le eccellenze campane?La collaborazione con la Rai rappresenta uno dei pilastri di AgroDoc, amplificandone il messaggio e il valore. Ha infatti il supporto di ben sette delegazioni Rai, ossia: Rai Documentari, Rai Italia, Rainews24, Rainews.it, Rai Radio live Napoli, Rai Campania e TgR. AgroDoc ha preso il via da San Valentino Torio (SA) per conquistare una platea globale. I documentari prodotti non solo raccontano le eccellenze campane, ma le proiettano su un palcoscenico internazionale, rendendo omaggio a una terra che ha tanto da raccontare. È un impegno corale, che mi sento di celebrare con un ringraziamento sentito: «Grazie, Rai. Grazie per aver creduto in questo sogno e averlo portato nel mondo».
AgroDoc non è solo un evento, ma un percorso culturale che evolve ogni anno. Quali sono le novità o i progetti più ambiziosi che ci attendono per l’edizione 2025?L’edizione 2025 di AgroDoc si preannuncia ancora più ambiziosa, con la creazione di una lounge esclusiva, pensata come spazio polifunzionale dove aziende, enti locali, artisti e ospiti potranno incontrarsi, scambiarsi idee e dare vita a nuovi progetti. Questo luogo sarà sia un punto di arrivo, per celebrare il percorso fatto, sia un punto di partenza verso un futuro ricco di innovazioni. E le novità non finiscono qui: il 2025 porterà con sé nuove sorprese, che sveleremo passo dopo passo, per continuare a stupire e coinvolgere il nostro pubblico.
Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.
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