Musica e solidarietà: il Duomo di Sarno accoglie il Concerto per Telethon | Intervista al Soprano Francesca Manzo

Nella magica atmosfera natalizia, domenica 15 dicembre 2024, alle ore 19:30, il suggestivo Duomo di Episcopio, situato nel cuore pulsante di Sarno (SA), si prepara ad accogliere un evento indimenticabile. Il Circolo dell’Amicizia, con il patrocinio del Comune, dà vita a un concerto straordinario dedicato alla Fondazione Telethon, trasformando una serata di musica in un gesto concreto di solidarietà.

Nel maestoso Duomo, ogni accordo e ogni voce non saranno solo suono, ma autentiche vibrazioni di speranza. Il concerto, impreziosito dalla partecipazione di musicisti e interpreti di grande talento, vuole essere un ponte tra il sublime linguaggio della musica e l’impegno sociale, un invito a donare e a sostenere chi lotta ogni giorno contro malattie genetiche rare. La Fondazione Telethon, attiva dal 1990, rappresenta un simbolo di resilienza e progresso, un punto di riferimento per le famiglie che vivono il dramma di patologie che spesso non lasciano scampo. Attraverso la ricerca scientifica, Telethon ha saputo portare avanti non solo studi innovativi, ma vere e proprie rivoluzioni terapeutiche, trasformando il dolore in una possibilità di rinascita. Ogni nota che risuonerà tra le mura antiche del Duomo sarà un messaggio di amore universale, un abbraccio a chi crede che la scienza possa riscrivere destini, un richiamo alla responsabilità collettiva di non lasciare indietro nessuno. La bellezza dell’arte si unisce così alla forza della solidarietà, creando un’esperienza capace di toccare corde profonde, nel cuore e nell’anima. L’evento è aperto al pubblico e rappresenta un’occasione unica per celebrare il potere della musica, della comunità e della speranza. Partecipare significa non solo lasciarsi ispirare dalla magia del concerto, ma anche contribuire concretamente a un progetto di vita e di futuro. Sarno si fa dunque teatro di un gesto nobile, ricordandoci che insieme possiamo rendere il mondo un luogo migliore.

Tra gli illustri ospiti dell’evento: il musicista Pasquale Cardenia, il Duo pianistico The NiNels, il Coro polifonico San Biagio e il Coro InVoices De Amicis-Bacelli diretto dalla Professoressa Angela Pappacena. Per l’evento, non poteva mancare un soprano d’eccezione: Francesca Manzo!

MediaVox Magazine ha intervistato Francesca Manzo che ha saputo conquistare, con tanto talento e tanto garbo, una grandissima fama a livello internazionale.

L’INTERVISTA

Quando è nata la sua passione per il canto lirico? Ho sempre avuto una smisurata passione per tutto ciò che concerne l’arte. Mai avrei immaginato di diventare nel tempo una cantante. Una passione nata inizialmente nel coro parrocchiale del Convento di San Francesco di Sarno, ero adolescente e da quel momento in tanti mi esortavano a studiare perché riconoscevano un talento che all’epoca non avevo colto. In seguito ho iniziato a prendere lezioni di canto, ma nel frattempo all’ultimo anno del liceo sognavo di studiare Architettura, ma la musica ha preso il sopravvento su tutto. Il mio incontro fatale con l’opera avvenne una sera al Teatro San Carlo nel 2012, ero con alcuni amici del conservatorio, eravamo andati a seguire la recita del Rigoletto. Da quel momento folgorata dalla bellezza del Teatro, emozionata dalle note della musica di Verdi decisi che mi sarei impegnata con tutte le mie forze per essere su un palco simile e poter dar voce alla mie emozioni; pochi anni dopo su un palco ci sono salita, quello della Scala, con la stessa opera e davo voce alla protagonista insieme al leggendario baritono Leo Nucci che portava in scena il suo ultimo Rigoletto. Un sogno!

La sua famiglia ha sempre sostenuto la sua scelta di diventare una cantante lirica? Sono stata e sono molto fortunata, i miei genitori sono stati sempre orgogliosi e felici di sostenermi in questo arduo percorso. Sono stati i miei primi fan da quando ho mosso i miei primi passi nel mondo della lirica. Li ricordo così ansiosi e nervosi all’esame di ammissione in conservatorio, probabilmente erano più agitati di me. Da lì mi hanno sempre seguito ovunque mi fossi esibita in Italia; tra i teatri più importanti non posso non ricordarli seduti nel palco reale del Teatro alla Scala, e come dimenticare l’imbarazzo dei miei che prendevano abitualmente il posto d’onore che nelle celebrazioni più importanti spetta al Presidente della Repubblica.Sono sposata da più di un anno e mio marito mi supporta in tutto e condivide con me questa passione. Ci siamo conosciuti a Milano in Accademia, lui frequentava il corso dei maestri collaboratori (per chi non conosce questo ruolo lo descrivo brevemente: è un pianista che ricoprire vari ruoli nel teatro dell’opera, dalla preparazione musicale dei cantanti, agli ingressi in palco di questi ultimi e nelle prove di regia sostituiscono l’orchestra). Sono un soprano fortunato perché mi aiuta nella preparazione dei ruoli che interpreto in palcoscenico e delle arie che eseguo nei concerti. Sono soprattutto una donna fortunata perché è un marito meraviglioso.

Dove e con chi ha studiato? Ho iniziato i miei studi con il soprano Marilena Laurenza all’epoca docente del conservatorio Martucci di Salerno, successivamente ho proseguito gli studi nell’Accademia del Teatro alla Scala dopo aver superato dure prove e una rigidissima selezione, eravamo più di 300 candidati ed io fui la cantante più giovane ammessa nel 2016. In Accademia ho avuto la possibilità di perfezionarmi con artisti di fama mondiale, Luciana D’Intino, Renato Bruson, Eva Mei, Vincenzo Scalera, solo per citare alcuni e di prendere parte alle più importanti produzioni del Teatro alla Scala; in palcoscenico ho imparato tantissimo e rubato tutto ciò che potevo dai cantati, direttori e registi.

Ci descriva le caratteristiche della sua voce Non amo definirmi in una tipologia di soprano, cerco di interpretare al massimo i ruoli che mi vengono assegnati. Lascio agli esperti e alla critica descrivermi.

Quali sono i suoi cantanti preferiti? Da amante della musica mi vengono in mente Giorgia ed Elisa due cantanti che trovo eccezionali e che da ragazza ed ancora oggi seguo con ammirazione. Nel mio cuore d’operista non posso non menzionare Mirella Freni, il primo soprano che per caso ho conosciuto dai video di YouTube.

Con quali autori e repertori si trova a suo agio?Un compositore che tocca sempre il mio cuore e la parte più profonda delle mie emozioni è sicuramente Giacomo Puccini; ho avuto la fortuna di interpretare due ruoli meravigliosi la Mimì della Boheme e Lauretta di Gianni Schicchi. A pari merito c’è Giuseppe Verdi, tra le sue opere celebri ho interpretato due ruoli molto complessi Gilda del Rigoletto e Violetta della Traviata. Spero presto di poter dar voce a nuovi personaggi di entrambi i compositori e anche di altri, come non poter desiderare di cantare opere di Bellini e Donizetti, o i francesi Bizet, Gounod e Massenet. Se non si è capito amo tutti, e amo l’opera.

Qual è l’esibizione che le è rimasta più nel cuore, quella che l’ha fatta più emozionare?Nonostante la mia giovane età ho avuto il privilegio di vivere delle emozioni fortissime in palcoscenico, dal mio debutto in Scala come Gretel nella produzione di Hansel und Gretel, ai miei debutti con il regista Woody Allen e con la regista Liliana Cavani. Nella mia vita mai avrei immaginato di lavorare con due stelle del cinema internazionale.Recentemente ho avuto il privilegio di cantare a Pechino per il Presidente Mattarella e il Presidente Xi Jinping; non posso nascondere la commozione di quel momento, l’emozione era così forte che ho temuto per l’esibizione, ma tutto è andato alla grande.

Viviamo in un periodo di crisi sociale e valoriale, quale contributo può dare l’arte per una nuova rinascita? La musica ha un dono meraviglioso, ha il potere di unire e abbattere barriere, è inclusiva e crea connessioni profonde tra le persone. La musica supera le differenze culturali, sociali e linguistiche. Ho la fortuna di girare il mondo e di avere amici sparsi ovunque, dalla Cina al Venezuela, dalla Germania al Giappone per esempio, ed ho il privilegio di poter vivere pienamente quest’unione. “La musica ha un potere di coesione. Unisce i popoli nel nome dei sentimenti, che non appartengono politicamente a destra, centro o sinistra, ma sono sentimenti umani”. Non posso che condividere il pensiero di Riccardo Muti.

Quali sono i suoi progetti per il futuro? Ci saranno degli impegni lavorativi ancora che non posso svelare, sicuramente il mio ritorno in Cina e una mia esibizione ed intervista che ho registrato qualche giorno fa per la TV giapponese.


E' un eccezionale Artista, molto apprezzato anche grazie agli importanti Eventi, nazionali ed internazionali, a cui ha partecipato in veste di organizzatore. E’ un fine poeta. Impegnato nel mondo dell’associazionismo e del Sociale.