Continua il tour del libro di Antonietta Serino, firmato da Casa Sanremo Edizioni. Il volume ha vinto il Premio d’Onore al Concorso artistico-letterario “Amore è…”
Sono stata un’alunna del Liceo classico “Gian Battista Vico” di Nocera Inferiore. Ritrovarmi a presentare, sabato 1° febbraio, nell’aula magna di questo Liceo il mio ultimo lavoro Ritorno alla vita. Il racconto, è stata un’esperienza che mi graffia ancora l’anima. Quasi mi impedisce di esprimere il carico emozionale che avverto. È stato un cammino a ritroso. Un ritorno alle origini, in un luogo dell’anima dove i miei sogni hanno iniziato a prendere forma. È stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Tutto era custode dei ricordi più preziosi della mia adolescenza. Tutto mi riportava in un tempo in fieri, a una pagina bianca ancora da scrivere.
Tutto mi era familiare: le colonne, le scale, i lunghi corridoi, i quadri, le lapidi, i pavimenti, l’aula magna con le sue imponenti librerie. E mi era familiare Lucia Federico, un tempo mia compagna di classe e ora dirigente della prestigiosa istituzione scolastica. Con lei ho condiviso momenti di grande intensità: sogni, speranze, paure. Forse anche qualche illusione. Ore trascorse tra i banchi e, poi, a casa a studiare. Un’amicizia sostenuta da confidenze sincere e momenti spensierati.
Ritrovare, ora, Lucia Federico alla dirigenza del prestigioso Liceo Vico, che tanto ha significato per entrambe, è motivo di profondo orgoglio. Ed è in questo Liceo che, nel pomeriggio di sabato 1° febbraio, i nostri percorsi di vita, simili e diversi al tempo stesso, si sono incrociati, con il carico e la soddisfazione delle esperienze e dei traguardi raggiunti. Ed è in questo Liceo, luogo austero e severo in cui ho trascorso la mia adolescenza, che mi sono sentita non a disagio, ma abbracciata, avvolta da un calore familiare. Quel calore proprio di una famiglia che ti riconosce per ciò che sei, ti chiama per nome, ti accoglie a braccia aperte, ricordandoti chi eri e mostrandoti chi sei diventata.
Ed è in questo Liceo che il caos della vita adulta – fatto di dilemmi, domande, incertezze – è sembrato dissolversi. Tutto ha assunto un senso. È divenuto cosmos. Ha fuso, in maniera armonica, passato e presente. I confini tra ciò che ero e ciò che sono si sono dissolti, rivelando un filo rosso che unisce ogni esperienza vissuta.
Ma non è solo la nostalgia ad aver reso questo momento così intenso. Ho avuto contezza di quanto la mia formazione al Liceo Vico abbia contribuito a trasmettermi i valori che racconto nel mio libro: la resilienza, la solidarietà, il piacere dell’amicizia. La capacità di restare calmi nelle difficoltà e di trovare sempre un motivo per sperare. La forza di resistere alle avversità senza mai perdere la fede. L’entusiasmo, dopo trent’anni di vedovanza, di tornare ad amare. La gioia, l’intraprendenza di ricominciare una nuova vita.
Con la forza di questi valori ho raccontato il Ritorno alla vita. Un’esperienza realmente vissuta: quaranta giorni in terapia intensiva di mio marito. Un lungo cammino interiore tra dolore e speranza, paura e forza interiore, vita e morte, sofferenza e rinascita, il volto umano della sanità.
Ringrazio ancora la dirigente Lucia Federico, la prof.ssa Salvati e l’assessore Federica Fortino per avermi accompagnata nella presentazione del mio libro nell’aula magna del Vico, quella stessa aula che un tempo mi vedeva seduta tra gli altri studenti. E ringrazio il Liceo classico “Gian Battista Vico”, che tanto mi ha dato in termini di cultura e di formazione. Mi sono sentita a casa, nel luogo dove tutto è iniziato, dove i miei sogni hanno cominciato a prendere forma. È stata la celebrazione di un cerchio che si chiude, ma che al tempo stesso apre nuove porte.





