Articolo di Luigi Masiello

Napoli | Formazione professionale Giornalisti | Nell’ambito dell’ottima offerta formativa che l’Ordine dei Giornalisti della Campania mette a disposizione dei suoi iscritti, sabato 1 marzo 2025, presso il Circolo Arcast Teatro in via della Veterinaria 63 in Napoli, si è svolto un interessantissimo work shop, dall’accattivante titolo “Il giornalista a teatro”. Tale teatro mi ha ricordato una cantina di Roma, con un centinaio di posti, che frequentavo negli anni 70 del secolo scorso, per assistere alle performance di Lucia Vasilicò e Carmelo Bene. L’iniziativa è nata dall’intraprendenza di Salvatore Campitiello, Presidente dell’Associazione Giornalisti Valle del Sarno e del Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Mimmo Falco, che hanno introdotto i lavori e portato il loro saluto. Onnipresente anche il Presidente Ottavio Lucarelli, che nel saluto ai presenti, parterre composto per la maggior parte da interessati addetti ai lavori, ha sottolineato la rinnovata attenzione, a vario titolo dei giornalisti verso questa attività culturale di primaria importanza a Napoli, città che ha dato i natali a immensi autori e attori teatrali quali Eduardo, Viviani, Scarpetta etc. La giornalista e insegnante Marianna Anita Laudando ha condotto magistralmente i lavori e con competenza e brio ha cadenzato gli interventi dei Relatori che rappresentano quanto di meglio si potesse trovare in questo momento, nell’ambito dei specialisti e conoscitori dell’attività teatrale estrinsecata con maestria, nelle sue più varie sfaccettature. Ha iniziato Edgardo Bellini, forte ormai della sua ventennale esperienza di critico teatrale ha rispondere al quesito postogli: “Abbiamo bisogno di critici teatrali?”. La risposta affermativa è stata argomentata come la necessità di un tramite tra gli artisti e il pubblico, per rendere ancor più fruibile la messinscena artistica della realtà della vita, quale lo spettacolo teatrale rappresenta. L’interattività del work shop ha avuto la sua concretezza col il contributo di un collega presente, che ha visto nell’attività del critico anche quella della promozione di questa particolare forma artistica. Molto approfondita e appassionata è stata la performance di Chiara Merlo che nell’illustrare “La funzione della critica secondo Oscar Wilde” ne ha messo in evidenza l’aspetto artistico che il critico affronta, da Artista egli stesso. Erudito e di notevole spessore l’intervento della Scrittrice e Docente Lucia Stefanelli Cervelli che ha tracciato un parallelo tra “Critica Teatrale e Critica Letteraria”, facendo assurgere la prima alla stessa dignità della seconda, giustificando così la necessità di praticarla, anche da parte dei giornalisti. In ultimo, a completamento del work shop la testimonianza di un critico teatrale, giornalista di Repubblica Alessandro Toppi, che opera a tempo pieno nel settore e che ha fatto emergere non solo le criticità di carattere artistico di confezionamento del prodotto, ma anche quelle più concrete di tipo economico e di status dell’operatore teatrale, sia esso attore, regista o semplice allestitore del contesto strutturale dove il Teatro opera. Così si è concluso, a tutto tondo, questo esaustivo excursus sul “Giornalista a teatro” che in definitiva ha sancito la necessità di un intermediario della comunicazione, certamente preparato che si pone come critico, nel senso che è colui che sceglie, evidenzia e propone al pubblico la grande magia dell’opera teatrale.


Articolo di Luigi Masiello