Emanuela Sica e il battito delle parole a Casa Sanremo Writers

Sanremo non è solo musica, è un palcoscenico di storie, un crocevia di voci che si intrecciano tra arte, emozioni e cultura. Tra queste, una voce si è levata intensa e vibrante: quella di Emanuela Sica. Scrittrice, giornalista e avvocato cassazionista irpina che con la sua opera Memorie di una Janara, ha portato a Casa Sanremo Writers il respiro antico di una terra segnata da miti e incantesimi.

All’interno del libro si cela un Grimorio


La presenza di Emanuela Sica nel prestigioso Salotto Letterario di Casa Sanremo Writers non è stata solo una presentazione, ma un atto di appartenenza, un incontro tra la parola scritta e la magia del Festival.

Le pagine del suo libro hanno danzato tra i riflessi delle luci, in un’atmosfera rarefatta e vibrante, dove ogni sguardo era rivolto a un orizzonte nuovo. Un momento di grazia e di consacrazione, un incontro tra letteratura e destino, tra il battito incessante della città della musica e la voce di una scrittrice capace di raccontare il passato con la forza del presente.

A Casa Sanremo Writers, Memorie di una Janara più che un libro, è stata un’esperienza, un frammento di storia che ha trovato spazio tra le emozioni di chi ascoltava, nel luogo dove i sogni si trasformano in realtà. Emanuela Sica ha portato a Sanremo la classe e l’intensità di chi sa che la scrittura è un viaggio senza fine, un respiro che si fa eco nel tempo.

MediaVox Magazine ha intervistato Emanuela Sica, esplorando il suo universo creativo, le ispirazioni e le emozioni che l’hanno guidata nella realizzazione del suo romanzo che l’ha condotta a vivere l’esperienza indimenticabile di Casa Sanremo Writers.


L’INTERVISTA

Come è nata la sua passione per la scrittura e cosa rappresenta per lei oggi? La scrittura mi abita da sempre. Il diario è stato un compagno silenzioso sin dalle mie albe bambine. Lì riuscivo a ricondurre i sogni alla concretezza dell’inchiostro, scarabocchiando disegni e lasciando parole spesso legate ai sussurri delle notti insonni. Era una scrittura acerba ma già presente, quasi evocativa di qualcosa di più grande e maturo. Tuttavia, prima ancora di scrivere, ho fatto amicizia con la lettura: i libri di favole che mi leggeva mio padre, le poesie scritte da mia madre. In un crescendo di consapevolezza, mi nutrivo di immagini ed emozioni, richiamando alla mente, come un’eco nella conchiglia, la necessità di dare forma ai miei desideri, alle mie aspirazioni e, perché no, a quella fantasia che mi arricciava i capelli di spontaneità. Quando è toccato a me leggere, quando ho imparato ad amare ciò che non era un semplice esercizio di stile ma una necessità vitale, la scrittura è diventata il mio accesso alla bellezza, una via di fuga dal dolore, dal lutto, dalle tempeste che, improvvise, hanno spazzato via pezzi della mia vita. Oggi posso dire che la scrittura è balsamo che cura ferite, ma anche respiro e radice, un legame profondo con la terra che mi tiene ancorata alla mia essenza senza farmi dimenticare di essere, ancora, una stella inquieta. E allora “lei” mi chiama, portandomi altrove, anche senza muovermi. In questo percorso, in continua evoluzione, non posso dimenticare chi ha creduto in me. Parto da zio, Salvatore Boniello, che vide in me la tenacia di una scrittrice in erba e mi regalò la mia prima macchina da scrivere. A seguire il Direttore Gianni Festa, che mi volle nel suo giornale, Il Quotidiano del Sud (oggi Corriere dell’Irpinia), per tenere la mia prima rubrica domenicale: “Lettere dal sentimento”. Poi il professor Armando Saveriano, che mi prese quasi per mano per guidarmi nella scrittura poetica. Una menzione a parte merita lo scrittore e filosofo Luigi Anzalone che mi spinse a pubblicare il mio primo lavoro narrativo, L’ultima Luna (Pensa Editore, con una sua bellissima prefazione), e con cui ho poi continuato a collaborare per la pubblicazione di libri come “Il caso Antigone” e “Canne al Vento” e, presto, verrà edito un nuovo lavoro a quattro mani su un tema universale (ma non svelo altro). Infine, non da ultimo, il Direttore di ITV Franco Genzale, che mi ha permesso di realizzare un sogno: diventare Giornalista Pubblicista. A queste persone, presenti e assenti, dico grazie. Un grazie sincero, colmo di affetto e di una riconoscenza che mi emoziona profondamente.

Il suo romanzo si intitola Memorie di una Janara. Cosa l’ha ispirata nella scelta di questo titolo e quale significato racchiude? Partiamo dal titolo… Tra le mura crepate di una casa abbandonata, quasi inghiottita dalla vegetazione, nella contrada soprannominata Li Pacci, sotto un cumulo di vecchie cianfrusaglie, nascosto come un segreto appena sussurrato, un bambino trovò un manoscritto. Sulla superficie s’intravedeva una scritta: Memorie di una Janara (Memorie di una Strega – una sorta di diario personale). Inizia così un percorso ancestrale che, attraversando i secoli, fonde romanzo e poesia, nutrendosi della linfa di una terra intrisa di miti, leggende, speranze e contraddizioni. Una terra capace di parlare anche la lingua dell’anima: il dialetto. Vita e incantesimi, amore e odio, morte e resurrezione, fuoco e natura, libertà e persecuzioni, radici e rami, devozione e rimpianti, bellezza e devastazione delineano una storia che nasce dal ventre di una donna e si ramifica in tante storie, antiche e moderne, nella bocca predestinata del tempo.La gestazione ha richiesto il suo tempo, affrontata con tutta la lentezza del mondo, chianuchianu, come direbbe mio nonno: un passo davanti all’altro, senza fretta. Ma assistere alla nascita di un libro e della sua idea resta sempre un’emozione indescrivibile. Prima si muove nei pensieri, poi prende slancio nelle parole, definisce lo scenario e chi lo abita dentro, infine diventa inchiostro su carta, trasformandosi in un corpo, una vita che si accende nella mente di chi lo accoglierà in lettura. Memorie di una Janara è il battito di una terra antica, il sussurro di chi ha danzato nella notte, di chi ha amato, sofferto, lottato, di chi ha parlato al vento e alla luna mentre il fuoco divorava la libertà. È un viaggio nelle vene del tempo, dove il mito si fa carne, il dialetto diventa magia, e le radici si intrecciano in una, dieci, cento, mille vite. Ogni pagina ha una voce: autentica, fantastica, vera e finta insieme, sempre antitetica, sempre viva. Arde in un fuoco di ribellione e sottomissione che non si spegne mai. Tutto parte da uno stigma assurdo: le erbarie non erano streghe, ma donne di sapere, custodi del potere magico delle erbe, dei cicli lunari, della natura. Eppure, vennero arse al rogo per il coraggio di conoscere troppo. Per questo hanno subito l’incomprensione, la violenza. A proposito di erbarie, nel libro c’è anche il Grimorio “delle erbe cantanti” con segreti di rito ed altre ricette “magiche” che attengono alle proprietà benefiche delle piante (come si vede nella foto allegata all’articolo).

Ha avuto l’opportunità di presentare il suo libro a Casa Sanremo Writers. Che emozioni ha provato nel vivere l’atmosfera del Salotto Culturale? Sanremo ti fa sentire il cuore che pulsa tra musica e parole, il respiro delle storie che si fanno scena, interpretazione, visione. Esserci è stato un fremito di vita, uno slancio dopo un momento difficile, il battito di un’emozione che prende forma.Ripensandoci, posso dire che ogni parola pronunciata aveva il peso esatto di un sogno che si realizza. Ogni sguardo era rivolto a un orizzonte nuovo, aperto, forse diverso da quello che avevo sempre immaginato attraverso il grande schermo. In questa kermesse che illumina le voci, aver portato la voce di una strega – che per un istante si è fusa con la mia – ha avuto un significato profondo, quasi ancestrale. Forse, a parole, non si riesce davvero a spiegare cosa accade dentro, tra mente e sterno, tra pensiero e battito, quando si è a Sanremo. Un grazie speciale va ad Annamaria Picillo per il suo impegno di promozione culturale a favore degli autori e delle autrici del territorio irpino anche in questi palcoscenici così importanti.

Guardando al futuro, su quali progetti sta lavorando e cosa possiamo aspettarci dalle sue prossime pubblicazioni? Intanto, sto proseguendo nel mio “secondo lavoro”, quello legato alla Comunicazione. Ho scelto di diversificare la mia professione di avvocato, accettando nuove sfide che mi stanno arricchendo enormemente. Penso alla direzione artistica del Festival delle Radici, al mio ruolo di Destination Manager per la DMO Irpinia Montagna d’Amare, alla direzione della Glocal Com (tutti progetti della Glocal Think, guidata da Vincenzo Castaldo), e alla direzione della collana editoriale Plenilunio per Delta 3 Edizioni, casa editrice fondata e diretta da Silvio Sallicandro. Due persone a cui va il mio sincero ringraziamento per avermi dato lo slancio di fiducia di cui avevo bisogno, soprattutto dopo un periodo difficile a livello psico-fisico. Questi impegni mi hanno dato tanto, in termini di responsabilità e soddisfazione, anche se richiedono – e continueranno a richiedere – grande dedizione. Ma c’è molto altro in cantiere, anche sul piano editoriale. Diversi progetti sono in attesa di vedere la luce, ma per ora preferisco non sbilanciarmi. Vivo il presente, respiro il cammino fatto finora e mi lascio attraversare, con calma, da questo libro che sta ricevendo un’accoglienza straordinaria: è notizia di qualche giorno fa che Memorie di una Janara è già in ristampa. Approfitto per ricordare che il libro è edito da Delta 3 Edizioni, che sin da subito ha creduto in questo progetto narrativo-poetico, il cui intento è anche quello di sensibilizzare la società sul tema della violenza di genere. Un argomento che mi è caro da sempre e che mi ha spinta a impegnarmi in prima persona, sia nella lotta a favore delle donne, sia nella sensibilizzazione culturale. Da diversi anni, infatti, sono responsabile dell’Area Violenza di Genere del Corpo Internazionale di Soccorso Odv, guidato dal Presidente Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, e co-fondatrice, insieme a Rita Nicastro, del Movimento Irpino AntiViolenzaMIA, di cui Rita è Presidente. Nel breve termine, c’è un’altra esperienza che mi emoziona profondamente: Simona Esposito, artista poliedrica – attrice, interprete, cantante – presenterà a Parigi, durante un evento commemorativo di grande rilievo in cui sarà ospite d’onore, due mie poesie tradotte in francese, inglese ed ebraico. Essere stata scelta, tra tante scrittrici, è per me un dono inestimabile, un segno di stima che mi ha lasciata senza parole. Non finirò mai di ringraziarla per questo gesto di affetto e fiducia. E il futuro? Forse verrà… ma ci penserò quando accadrà. Non voglio mettermi ansia o fretta di girare la pagina del qui e ora. In questo momento, la mia parola d’ordine è restare viva, abitare il presente, giorno dopo giorno. E il domani? Poi si vedrà…

Biografia | Emanuela Sica, avvocato cassazionista, giornalista pubblicista, impegnata per i diritti delle donne e contro la violenza di genere. Poeta e scrittrice, ha esordito nel 1993 con “Uccelli di carta” (racconti). È stata selezionata per innumerevoli antologie poetiche e narrative ed ha, all’attivo, numerosi pubblicazioni tra cui ricordiamo: “Assolo”, “Anatomia di anime”, “Cairano: Relazioni Felicitanti”, “La ragazza di Vizzini” (coautrice con M. Vespasiano), “Foto-Filastrocche Guardiesisinasce”, “L’Ultima Luna”, “Il caso Antigone” (coautrice con L. Anzalone), “Il sogno di Edipo e mitici amori”, “Una storia senza fine”, “Rosso Vdg Antologia sulla violenza di genere”, “Storia di una violetta”, “Il diario segreto di Giulietta” (tradotto in inglese a cura di A. Anzalone) “Canne al vento di Grazia Deledda” (coautrice con L. Anzalone), “Io sono La Rosa”, “Heroides” (curatrice con M. Consiglia Alvino); “Memorie di una Janara”; “Radacina Regretului” (La radice del rimpianto – Plaquette bilingue in Rumeno). Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali per la narrativa, poesia e impegno sociale contro la violenza di genere.


Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.