Il 7 marzo 2025 nell’ambito dei “Percorsi degli anniversari”, a settantacinque anni dalla scomparsa del grande drammaturgo Raffaele Viviani, nella storica sede del Circolo Nautico Stabia, si è tenuto un seminario volto a esaltare la sua grande vivacità artistica. L’evento è promosso dalle Associazioni Achille Basile – Le Ali della Lettura e Certamen Plinianum – delegazione Stabiese dell’Associazione Italiana di Cultura Classica (A.I. C. C.) e con la collaborazione della Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari (F.I.D.A.P.A.) BPW Italy – Sezione di Castellammare di Stabia.

La serata è stata moderata egregiamente dalla professoressa Carmen Matarazzo.
La professoressa Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura Teatrale Italiana e del Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia dell’Ateneo “Federico II” di Napoli, ha voluto mettere in luce alcune produzioni “minori” e poco conosciute dell’autore stabiese.
Viviani era inviso al regime fascista non solo perché utilizzava nei suoi testi il dialetto napoletano ma soprattutto perché nel suo teatro entrava il dramma della vita fatta di miseria, di bambini molestati, di donne stuprate perché lui era la voce autentica degli ultimi e dei dimenticati. Rappresentazioni come la pièce “La musica dei ciechi” riusciva a far vibrare nel profondo lo spettatore e appartenere visceralmente alla sua esistenza ma tutto ciò era in netta contraddizione alla propaganda fascista che affermava di aver estirpato qualsiasi stortura dalla società italiana.Allora Viviani che era un artista a tutto tondo in quanto commediografo, attore, cantante, poeta, scelse di scrivere testi prettamente comici come “Prezzetella ‘a capera” esaltandone il ruolo di “divulgatrice sociale” che svolgeva il personaggio e “Napoli in frac” testo ironico in cui metteva in evidenze le bellezze naturali del capoluogo campano.
‘A Capera (la pettinatrice) non era altro che una parrucchiera a domicilio mestiere diffuso a partire dall’800 a Napoli che lavorava tutto il giorno e che manteneva sé e la sua famiglia. Entrava in ogni tipo di casa e di ambiente, buona ascoltatrice di notizie riservate e confidenziali e apprezzata consulente di moda e di bellezza. La figura della Capera la ritroviamo anche nei versi di grandi poeti come Salvatore Di Giacomo e Rocco Scotellaro.
L’artista, cantante e attrice Anna Spagnuolo ha entusiasmato il pubblico con i suoi interventi trasmettendo lo spirito dell’autore stabiese. In ultimo ci si è soffermati sul contributo che Viviani seppe dare al nuovo modo di fare teatro rompendo, come aveva fatto Luigi Pirandello, la quarta dimensione. In “Eden Teatro” gli spettatori si trovavano avvolti in un teatro totale e gli attori erano sparsi anche tra il pubblico. In anni recenti sono state miracolosamente ritrovate in Olanda due pellicole cinematografiche tratte dalla sceneggiatura delle opere teatrali di Viviani “La tavola dei poveri” e “L’ ultimo scugnizzo”, riprova del grande talento artistico, della modernità e della sensibilità umana dell’Ultimo Grande Scugnizzo Stabiese.
