COSTRUIAMO GENTILEZZA… CON LE PAROLE | INTERVISTA A GAIA SIMONETTI

La gentilezza è una potente “arma” di disarmo di tutte le brutture del mondo. Se ci pensiamo, non esiste un mezzo più potente e rivoluzionario di un gesto gentile, realizzato con il cuore. E poi, diciamolo pure: essere gentili è gratis e fa bene alla salute di tutti, sia di chi compie un gesto di bontà verso l’altro, sia di chi lo riceve.

Ma, oltre ai gesti, anche le parole ci aiutano a esprimere empatia, vicinanza e comprensione verso l’altro. Ogni atto di gentilezza è una manifestazione di bellezza contagiosa e le parole possono soltanto rafforzarne la potenza: lo sa bene Gaia Simonetti, giornalista, scrittrice e Ambasciatrice della Gentilezza nell’ambito del progetto nazionale “Costruiamo Gentilezza”. Nel 2021 ha ideato l’alfabeto della gentilezza dei bambini per i grandi, che ha generato oltre cinquemila parole, incluso un elenco di neologismi gentili, inventati e condivisi da bambini e ragazzi in età scolare. Un esempio? A come “Abbrezza”, parola che racchiude abbraccio e carezza; Z come “Zeffetto”, cioè una persona zelante nel dimostrare il proprio affetto. Insomma un vero e proprio dizionario che dovremmo tenere sul comodino e consultare quotidianamente, per lasciarci abbracciare dalla disarmante creatività dei bambini, bravissimi a trovare per noi le parole più adatte a esprimere sentimenti che fatichiamo a tirar fuori.


Ma questo non è l’unico progetto promosso dai volontari di “Costruiamo Gentilezza”: di seguito un’intervista a Gaia Simonetti, per scoprire lo straordinario mondo dei gentili attraverso la sua esperienza di comunicatrice e Ambasciatrice della Gentilezza.

L’INTERVISTA

Gaia lei è ambasciatrice di “Costruiamo gentilezza”. A chi non conosce questo progetto, come lo descriverebbe? Quando nasce e con quali finalità? Faccio parte di una squadra di volontari, oltre tremila, che ogni giorno cercano di portare un gesto, un progetto, un’iniziativa per costruire e alimentare la gentilezza. Il progetto nazionale Costruiamo Gentilezza, nato quasi 10 anni fa con Luca Nardi, è centrato su tre principi: far emergere la gentilezza, fare gentilezza per il bene comune, diffondere la gentilezza con l’esempio. Ha l’obiettivo di valorizzare la gentilezza e i gesti del cuore affinché possano essere, in un futuro prossimo, un’abitudine diffusa.

Come si diventa Ambasciatore/ Ambasciatrice della gentilezza? C’è un evento specifico che l’ha spinta a intraprendere questo percorso? Mi sono avvicinata a questo percorso attraverso le info trovate sui social e sul sito https://costruiamogentilezza.org/ e per farmi un regalo di compleanno speciale. Era il 23 agosto ditre anni fa e nel giorno in cui sono nata mi sono chiesta: ” Come posso fare per dar vita a progetti che fanno stare bene? Ci sarà un gruppo di persone che crede nella forza della gentilezza. Dove lo trovo? Ecco che il mondo infinito del web mi ha fornito la risposta. L’altra considerazione parte dalla mia professione e dal seno di responsabilità. Sono giornalista e ogni giorno mi occupo di selezionare le parole, di sceglierle e di “misurarle”. Ho pensato ad una sfida: perché non dar vita ad un alfabeto della gentilezza per donare parole che fanno stare bene sia chi le scrive sia chi le riceve? Nasce con questo intento il mio progetto “alfabeto della gentilezza” che, in 24 mesi, ha generato oltre tremila parole gentili scritte da bambini e bambine, nelle classi, nei luoghi dello sport, nelle biblioteche. Il percorso è partito dalle scuole che hanno aderito al progetto scrivendo il proprio alfabeto e hanno dato un seguito con gesti concreti, che hanno preso vita dalle parole gentili. Infine, una curiosità: tra le parole più frequenti, utilizzate dai bambini alla A c’è abbraccio, alla B bacio, alla C carezza, ma alla P la parola pace che spesso è scritta a caratteri cubitali e con pennarelli colorati.

Tra le tante personalità “gentili” del presente e del passato, esiste una figura a cui si ispira nella vita di tutti i giorni e che funge da modello per lei? Se guardo in famiglia, la mia fonte di ispirazione è stata mia nonna. Nell’accompagnarmi a scuola ricordo che le sue parole erano: “Un grazie e un sorriso, portali con te ogni giorno. Ci sono poi state varie personalità che hanno rappresentato nel passato e altre che rappresentano, nel presente, espressioni di gentilezza. Mi piace ricordare anche l’esempio di Madre Teresa di Calcutta e una sua frase che porto sempre con me: “Le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma la loro eco è eterna”.

Nell’ambito di “Costruiamo Gentilezza”, quali sono gli obiettivi finora raggiunti e di cui è maggiormente orgogliosa? Ho percorso tappe di un cammino che ho condiviso con tante donne e uomini di gentilezza, tra le quali il Premio Costruiamo Gentilezza nello Sport, che tra qualche giorno soffia sulla terza candelina. Nato per valorizzare gesti del cuore attraverso lo sport ha preso aspirazione dal gesto del portiere Guglielmo Viario, il primo ad accogliere e ospitare una famiglia fuggita dalla guerra. Nel corso del tempo il Premio è stato consegnato anche a Mr. Ranieri, Javier Zanetti, Anna Astori, la madre di Davide Astori, il Tennis Giotto di Arezzo per aver installato delle panchine rosse davanti ai campi da gioco come luogo di riflessione, fino ad arrivare all’ex campione paralimpico, Daniele Cassioli.

Secondo lei quali strumenti abbiamo a disposizione per poter operare una rivoluzione improntata alla gentilezza? Il primo strumento è il cuore. Partire dal suo ascolto è un primo passo di una strada che porta alla gentilezza, nonostante le salite, le montagne dell’indifferenza che sono alte da scalare. Anche il più piccolo dei gesti, che viene dal cuore, è un principio di gentilezza. Sapete cosa mi ha detto un bambino? “Non ci dobbiamo vergognare di essere gentili.”Lei è anche l’autrice del libro “Cara gentilezza ti scrivo”, un testo che ha per protagonista Daniele, un bambino di 10 anni che scrive una lettera proprio alla Gentilezza.

A quale tipologia di pubblico ha pensato di far arrivare questo libro e perché? La gentilezza non ha confini, né date di scadenza, ma soprattutto si rivolge a tutti. Il libro nasce dalla lettera di un bambino che, presa carta e penna, scrive alla gentilezza, immaginandola come una donna con le ali per volare in tutto il mondo. Il messaggio parte da un bambino, ma può arrivare a tutte le generazioni. Il testo è una mano tesa a cui aggrapparsi. Il piccolo scrittore chiede alla gentilezza di “uscire dal suo nascondiglio perché non la vede più”. “Ma anche tu – scrive il piccolo – giochi a nascondino come noi a scuola durante la ricreazione? Nascosta in un cassetto, verrà il giorno in cui la lettera uscirà allo scoperto e si legherà all’esistenza di altre persone.

“Cara gentilezza ti scrivo” è riuscito a raggiungere anche ospedali pediatrici dell’Umbria e della Lombardia, cercando di portare una carezza ai piccoli pazienti attraverso i colori e i disegni realizzati da Beatrice d’Onofrio.Tra i tanti progetti in corso, attualmente lei è impegnata a Firenze con la mostra CaraDonna, aperta al pubblico fino al 2 aprile 2025. Di cosa si tratta? Ho partecipato a “CaraDonna”, una campagna creativa sostenuta da Agape Italia, che è tornata a Firenze per la sua quarta edizione. Questa iniziativa di empowerment, ispirata a Dear World e creata in collaborazione con la fotografa Charlotte Leonie Hammann, ha l’obiettivo di amplificare le voci delle donne e celebrare le loro storie uniche. A febbraio 2025, CaraDonna ha organizzato cinque sessioni fotografiche a Firenze, offrendo a donne di ogni età e provenienza uno spazio per esprimersi e ispirare le altre. Una di queste sessioni ha visto una speciale collaborazione con la casa di riposo Il Gignoro, dando voce e visibilità alle donne della terza età attraverso la fotografia. Circa 140 partecipanti hanno condiviso i loro messaggi di speranza, coraggio e forza, scrivendoli sulla pelle con l’eyeliner. Questi ritratti, potenti dichiarazioni visive, creano un legame profondo tra le donne e il mondo che le circonda, amplificando le loro storie e il loro impatto.Per celebrare la Giornata Internazionale della Donna, la campagna è culminata in una mostra pubblica che presenta questi ritratti straordinari e i significativi messaggi che portano. Le frasi tatuate sul corpo raccontano la storia delle donne.

Lei fa la giornalista e ogni giorno si occupa di scrivere e di comunicare con e per gli altri. A suo avviso, esistono delle parole del nostro vocabolario, utili a diffondere la gentilezza? Quali sono le più potenti che potremmo utilizzare nel nostro quotidiano? Prima di scrivere, penso al valore della parola. Le parole valgono, hanno un peso, possono essere un abbraccio, una carezza, ma anche un pugno e possono ferire. Selezionarle, prima di posizionarle sul foglio, prima di mettere mano sulla tastiera, soffermarsi sul significato che hanno e che possono portare.Di parole gentili ne esistono. Anche un ‘grazie’, ‘scusa’, ‘ come stai’ sono parole che non sempre sentiamo o leggiamo, ma che denotano attenzione e cura. La gentilezza si esprime anche attraverso le parole che usiamo e ci sono parole che dimostrano la cura e l’attenzione che rivolgiamo agli altri.


BIOGRAFIAGaia Simonetti è giornalista professionista con esperienze nel campo della comunicazione corporate, istituzionale e sportiva e pubbliche relazioni. E’ Fair Play Manager e ricopre il ruolo di Ambasciatrice di Gentilezza nell’ambito del progetto nazionale “Costruiamo Gentilezza”. Il 2 ottobre 2021 ha ideato l’alfabeto della gentilezza dei bambini per i grandi, che ha generato oltre cinquemila parole gentili. Ha scritto 5 libri: il primo sul ricordo umano e sportivo di Franco Ballerini, con la collaborazione del grande saggio Alfredo Martini, gli altri sulla figura delle madri che hanno perso dei figli e che tendono la mano ad altre mamme e papà. E ancora, “Mettiamoci il naso” (Edizioni ADV) con storie di donne e uomini della clownterapia. All’interno anche la testimonianza di Federica Cappelletti sul marito Paolo Rossi e i suoi valori. L’ultimo in ordine di tempo, è “Cara gentilezza ti scrivo” (Betti Edzioni).Lo scorso autunno ha collaborato all’organizzazione dei Giochi nazionali della Gentilezza, che hanno coinvolto oltre quindicimila bambini e che ha visto capofila la città di Firenze.Ha un’esperienza ventennale nel mondo del calcio e della sua comunicazione: ha rivestito il ruolo di addetto stampa della Lega Pro per 10 anni, dove ha seguito anche iniziative e campagne sociali legate al mondo del calcio. Dopo un’esperienza nell’area comunicazione del Museo del Calcio di Coverciano, è entrata a far parte della squadra di Headline giornalisti, agenzia di comunicazione, nata nel 1996. Inoltre, è consigliere Ussi Toscana di cui ricopre anche la funzione di Vice-segretario. È infine tra i coordinatori del tavolo “sport e digitale” di PA Social.Le sono stati consegnati vari riconoscimenti. Tra cui, alla Fondazione Eni Enrico Mattei, il Premio Nostalgia di futuro Sezione Sostenibilità, sociale e comunicazione con la seguente motivazione: “Attraverso la sua penna promuove “Costruiamo Gentilezza” sul territorio condividendo il messaggio che la gentilezza porta con i suoi gesti, le buone pratiche, la bellezza”. A dicembre 2024, all’Università di Pavia, ha ricevuto il Premio “Donne che ce l’hanno fatta” da Isa Maggi, Presidente degli Stati Generali delle Donne.


Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e ha vissuto a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia. Attualmente, lavora per il Consorzio Gruppo Eventi.