“Memorie Frantumate”: quando il Cinema entra a Scuola e la memoria si fa luce

Nel cuore di Sarno, nella suggestiva cornice del Teatro De Lise, è andato in scena un evento che ha superato i confini dell’aula e della cronaca. Mercoledì 7 maggio, “Memorie Frantumate: un documentario per la rinascita”, realizzato dagli studenti dell’IIS “E. Fermi”, ha trasformato un dramma collettivo in una potente opera corale di consapevolezza e speranza.

Più che un semplice prodotto scolastico, il documentario si è rivelato un gesto di restituzione emotiva, un abbraccio filmato alla propria terra, un atto di amore cucito con l’ago della memoria e il filo del cinema. Guidati dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo e dal docente e operatore audiovisivo Luigi Barletta, cinquanta studentesse e studenti hanno percorso un viaggio creativo e umano, toccando con mano la tragedia della frana del 5 maggio 1998, ma anche la straordinaria capacità di rinascita di una comunità che ha saputo resistere, ricostruire, ricordare.

Tre i momenti salienti della giornata. In mattinata, la proiezione per le classi dell’Istituto ha dato spazio alla riflessione e al confronto, con gli interventi di Bruno Zambardino del MiC e dello stesso Nuzzo, che ha sottolineato il valore trasformativo di ogni inquadratura, di ogni parola scelta dai ragazzi.

Nel pomeriggio, il silenzio si è fatto preghiera laica durante il momento commemorativo, in presenza della dirigente scolastica Carmela Concilio e del sindaco Francesco Squillante. Poi, le voci si sono riaccese: quelle di chi ha vissuto la tragedia, ossia il superstite Roberto Robustelli e il vigile del fuoco Mario Salatiello, e quelle delle associazioni che da anni custodiscono la memoria: La Clessidra, New Paso Adelante e Vittime delle Frane del 5 Maggio, con Antonio Milone e Simone Caiazza.

L’iniziativa si è collocata nel solco del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dai Ministeri della Cultura e dell’Istruzione, con il patrocinio del Comune di Sarno e la collaborazione dell’ASL di Salerno. Ma ciò che è andato in scena è stato molto più di un programma ministeriale: è stata la dimostrazione concreta di come il cinema, quando incontra l’ascolto e la partecipazione, possa farsi voce viva della Storia.

Alle 19:00 la sala si è spenta, mentre il grande schermo si è acceso… Ed è lì che tutto ha preso forma: volti, mani, pianti, gesti… La paura e la speranza. Il passato e il presente. Il documentario ha avvolto la platea in un tempo sospeso, regalando emozione pura, autentica. Al termine, nessun commento superfluo. Solo un applauso lunghissimo.

“Memorie Frantumate” è diventato qualcosa che va oltre il cinema: una finestra spalancata sulla memoria collettiva, un rito civile condiviso. E forse anche una piccola rivoluzione culturale. Perché quando a ricordare sono i giovani, con la forza limpida delle immagini, la memoria non invecchia: si rinnova e rinasce.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.