Gianluca Capozzi: AgroDoc è la memoria che diventa futuro

L’intervista esclusiva al cantautore partenopeo, protagonista del Festival a San Valentino Torio

C’è una voce che, più di tante altre, sa farsi strada tra le emozioni. Una voce che racconta Napoli, la Campania e quell’universo di sentimento che sa arrivare dritto al cuore. È la voce di Gianluca Capozzi, protagonista di AgroDoc 2025, il Festival che ha celebrato musica, documentari e identità nei giorni intensi di fine maggio a San Valentino Torio.

Gianluca Capozzi ha condiviso con MediaVox Magazine una riflessione autentica sul senso di appartenenza, sulle radici e sul valore di un evento che mette al centro la cultura campana, restituendole dignità e luce.

L’INTERVISTA

Che cosa rappresenta per te AgroDoc? AgroDoc racchiude l’anima autentica della nostra terra. La bellezza del territorio campano non ha bisogno di artifici: è lì, viva, potente, riconosciuta nel mondo. Ma il punto è che, prima ancora che se ne accorga il mondo, dobbiamo ricordarcelo noi. Dobbiamo riscoprire chi siamo, e AgroDoc ci riesce in modo eccellente, perché arriva in un momento in cui è necessario guardarci dentro e capire chi siamo stati. È un invito alla consapevolezza, al risveglio. Ed è la cosa giusta, nel momento giusto.

Quanto contano le radici nella tua musica e nella tua vita? Senza radici un albero non cresce forte. E lo stesso vale per noi. Le radici sono ciò che ci tiene saldi anche quando il vento cambia, anche quando la vita ci mette alla prova. Io trovo forza nei ricordi di dove sono nato, nei profumi, nei suoni, nei silenzi che mi hanno cresciuto. Le tradizioni, il nostro passato, non sono nostalgia: sono fondamenta su cui costruire un futuro che può essere anche magico. Non bisogna mai dimenticare da dove si parte. È lì che si trova la verità.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.