La giovane artista racconta a MediaVox Magazine il suo legame con la musica, le radici e l’orgoglio partenopeo
Tra le voci emergenti che stanno lasciando un’impronta luminosa nel panorama musicale italiano, Mavi è una delle più sincere e magnetiche. La sua presenza ad AgroDoc 2025, a San Valentino Torio, ha portato una ventata di freschezza e profondità, intrecciando sonorità moderne con l’anima antica della sua terra.
L’artista ha condiviso con MediaVox Magazine tutta la sua emozione per aver preso parte a un Festival che celebra la cultura e le radici della Campania.
L’INTERVISTA
Che cosa rappresenta per te AgroDoc? Sono felicissima di partecipare a questo strepitoso evento a San Valentino Torio, la città degli innamorati. Un luogo che profuma di storia, passione e accoglienza, dove si organizzano eventi meravigliosi come questo, capaci di unire arte, musica e memoria. Portare qui la magia della nostra terra partenopea è per me un privilegio: non vedo l’ora di cantare e di condividere emozioni con un pubblico così caloroso e autentico.
Quanto contano le radici nella tua musica e nella tua vita? Le radici contano tantissimo. Sono ciò che ci definisce, ciò che ci guida. Nella mia musica cerco sempre di portare con me il cuore della napoletaneità: un’identità che non ha tempo e non conosce confini. È un’energia viva, pulsante, che attraversa le generazioni e parla tutte le lingue del mondo. Essere napoletani non è solo un fatto geografico: è un modo di sentire, di amare, di raccontare la vita. Io mi porto dentro le melodie, le parole e le storie che ho respirato fin da bambina, e ogni volta che salgo su un palco cerco di restituirle con verità e passione. Le mie radici sono la mia forza, il mio punto di partenza e il mio orizzonte!